<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586</id><updated>2011-04-21T18:53:01.487-07:00</updated><title type='text'>movimentazione / il dibattito</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>33</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3774647070432911785</id><published>2008-10-08T04:06:00.000-07:00</published><updated>2008-10-10T06:44:44.009-07:00</updated><title type='text'>Non è finita ancora e nulla sarà come prima</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;di Antonio Casolaro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;1.  non è finita ancora&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il susseguirsi delle cadute degli indici di borsa, con un crescendo che appare simile a quello successivo al giovedì nero del 24 ottobre 1929, dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che il capitalismo nella sua versione liberista si è dissolto nelle sue stesse contraddizioni. Ma attenzione la crisi del capitalismo finanziario è l’anticamera di quello cd reale e ben presto i settori produttivi riceveranno i terribili contraccolpi dell’incendio delle tesorerie di mezzo mondo. Nessuno è in grado di calcolare a quanto ammonteranno le perdite delle banche e quindi dei cd risparmiatori immolatisi all’altare del guadagno facile, orientati e diretti dalle bande dei single man delle agenzie finanziarie, i fighetti delle grandi o piccole agenzie degli investimenti, gli  illusionisti dei guadagni a due cifre i sic, sic artefici magici dei rastrellamenti delle tasche dei creduloni di mezzo mondo abbacinati ed abbindolati dalle favole dei rapinatori di Wall Street, Piazza affari, Hong Kong, Londra, Francoforte, Parigi, Tokio, Shangai e così via. Per ora i ripari asimmetrici assunti dai “medici” accorsi al capezzale del moribondo pompano sangue nelle vene del capitalismo finanziario in coma, con fiumi di danaro fresco dirottati dalle banche centrali, assicurano i correntisti che non perderanno nulla (voglio proprio vedere alla fine se sarà così), udite, udite: nazionalizzano le banche in crisi quando fino a dieci minuti prima ad incominciare dal cavaliere sull’onda dello slogan in voga negli ultimi vent’anni  (deregulation, deregulation si gridava da tutte le parti) liberalizzavano, privatizzando finanche i gabinetti delle stazioni tant’è che oggi per accedervi bisogna pagare dai 40 centesimi di Caserta all’euro di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cavaliere tronfio delle sue ricchezze ha continuato a dire fino a ieri, incontrando gli atleti che hanno conquistato l’oro alle olimpiadi di pechino, che ha salvato il paese dal comunismo, senza che nessuno dei presenti  gli ricordasse che le sue “grandi”, imprese i suoi enormi guadagni a cominciare dall’attività di palazzinaro (milano due) fino a quello di editore e produttore televisivo, li ha realizzati in un paese dove era presente il più grande partito comunista (si fa per dire) dell’occidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa faranno il cavaliere ed il neo colbertista ministro del tesoro di fronte,  per esempio, alla crisi dell’impresa di elettrodomestici Antonio Merloni che ha chiesto la CIG per ottomila dipendenti? Come risponderà alla sig.ra Marcegaglia che in presenza della chiusura dei rubinetti del credito da parte delle banche chiede allo Stato d’intervenire? Come agirà se la caduta di Unicredit continuerà (ieri il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso)? Cosa farà il cavaliere se anche ad ottobre le vendite Fiat saranno inferiori ai budget previsti dal dr. Marchionne e soci ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ora a differenza del primo cavaliere della storia del bel paese che a Monaco nel 1938 si disse che salvò la pace, questa volta la sig.ra Merkel, ad onta dell’immenso fascino latino e dei trattamenti degli istituti di bellezza di mezza italia, al reuccio di Arcore poco è mancato che non gli sbattesse la porta in faccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la vendetta di Marx si deduceva seguendo una trasmissione televisiva di lunedì sera cui partecipava da Parigi “il cattivo maestro” Tony Negri, che, a  differenza del personaggio in cerca di autore, reduce dei ritiri di perseveranza sui monti d’olimpo tra i monaci ortodossi e che trova indicibile il termine comunismo, ne sosteneva l’attualità e la scientificità applicativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed infatti come non riconoscere che le immense devastazioni dei subprime non sono la conseguenza del tentativo di rispondere alla crisi di sovrapproduzione che investe da sempre il capitalismo ? Concedere mutui e crediti – due, tre, quattro carte di credito – a chi a mala pena riusciva ad arrivare alla fine del mese e forse neanche pure, per poi vendere questi crediti ad istituzioni che collocavano in tutto il mondo questa carta straccia, significava sostenere la vendita delle case e degli altri consumi, significava sostenere la produzione e concorrere allo sviluppo del pil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è se non questo la denuncia di un quotidiano britannico che ha raccontato la storia di un ultra cinquantenne, il quale ha accumulato un debito di oltre cinquantamila sterline su 14, si quattordici, carte di credito e finanziamenti vari. Con l’aumento del costo della vita degli ultimi tempi quest’uomo non è più in grado di pagare non dico il capitale, ma nemmeno gli interessi e così quanti altri ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché ieri sera la cd componente di sx della giunta Petteruti, sulla questione macrico, ne è uscita ancora una volta con le ossa rotte. Nel parco o col nome di palazzo dei servizi o col nome di beauty farm una evidente cubatura di cemento andrà colmata. Il capitale è sempre alla ricerca della sua valorizzazione e trova sempre le strade per raggiungerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;2.  nulla sarà come prima&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che forse sfugge ai più, a cominciare dal novello “Gulliver” alias “reuccio d’arcore” dal “faccio tutto mi” che raccomanda di non vendere le azioni, ma di tenersele come dire in portafoglio, limitandosi a ritirare i dividendi, senza minimamente chiedersi come  in presenza di una recessione quali utili il sistema produttivo produrrà,   è che la crisi in atto, della quale, alla fine, anche il Fmi se n’è accorto sovvertirà dalle fondamenta l’attuale gerarchia mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ pensabile ancora che, a cominciare dall’anno prossimo quando in Gallura, sull’isola della Maddalena, è previsto l’incontro degli otto paesi più industrializzati, lo sconquasso conseguente alla fine del liberismo ed in piena recessione siano ancora gli autori della crisi a decidere sul futuro del globo ? Assolutamente no ! E non solo per la intrinseca incapacità economica che ognuno dei paesi avrà, ma perché non avranno la forza per gestire l’obbedienza delle loro decisioni, salvo non concordare interventi militari, i quali, specialmente per il prevedibile ridotto peso degli Usa e dei suoi alleati (a cominciare dall’italietta del “sciur brambilla”), non sono da escludere.&lt;br /&gt;Ciò tuttavia si scontra con il rovescio della medaglia della realtà che è dato dal fatto che il 25% del debito totale degli Usa oggi è in mano alla Cina, la quale per quanto esclusa dai mercati in qualsiasi momento potrebbe determinare il collasso vero dell’ancora prima potenza mondiale con l’effetto domino di tutti quei paesi che rispetto al consumatore di ultima istanza (appunto quello americano) hanno continuato durante tutti questi anni a progredire in termini di Pil.&lt;br /&gt;La Cina, la Russia, l’India, il Brasile, il Sud Africa, il Venezuela etc. imporranno le loro ragioni, chiedendo di ridurre il primato dei paesi del G8: questo è lo scenario.&lt;br /&gt;La fase è drammatica perché in presenza di una crisi di ampiezza spaventosa, con malaugurati, ma ahimè possibili, enormi contraccolpi sul piano occupazionale innanzitutto e quindi sui consumi per la ridotta capacità d’acquisto delle masse, il che vuol dire drastica diminuzione delle vendite di tutte le produzioni, sono prevedibili sbocchi legati a politiche di destra finanche estrema e quindi nuovi nazionalismi con possibili caratterizzazioni xenofobe e razziste, con vere e proprie cacce al “diverso” per il colore della pelle ed al “clandestino” come espulsione dello straniero.&lt;br /&gt;Sul piano economico il ritorno della patria piccola o grande che sia vorrà dire innanzitutto la reintroduzione – il colbertismo – dei dazi protettivi nei confronti delle produzioni per esempio del tessile, del calzaturiero, dell’abbigliamento, degli elettrodomestici etc. e quindi possibili neoisolamenti con contraccolpi anche di natura militare tendenti a risolvere problemi di mercato e di approvvigionamento delle materie prime a cominciare dal petrolio e dai prodotti alimentari.&lt;br /&gt;Il tutto mentre la sinistra di classe non esiste più. I resti del tentativo di raccogliere quello che rimase della disfatta del novecento, non sono stati capaci di capire l’importanza di recuperare la centralità del marxismo e quindi di rinnovare il comunismo, sulla base delle teorie e delle prassi dei comunisti che si contrapposero alle derive ed alle degenerazioni del socialismo realizzato del novecento.&lt;br /&gt;Le ipotesi nel nostro paese di gestire il potere a tutti i livelli con partiti e corporazioni del territorio sono miseramente falliti. Lo sfacelo non ha bisogno di esempi e rappresentazioni perché è sotto gli occhi di tutti. Incapaci finanche di promuovere a livello regionale l’opportunità di intervenire nel gruppo Alitalia per salvare Atitech ed i mille e più lavoratori di Capodichino, così come rispetto alla bonifica dei territori avvelenati dei comprensori di Napoli e Caserta e il Macrico di Caserta e l’Italtel e la ex Olivetti e la ex Face Standard e le devastazioni derivanti dalle discariche e dagli inceneritori e così via.&lt;br /&gt;Ci vorranno anni alla luce di ciò per costruire di nuovo il movimento di classe.&lt;br /&gt;Da dove cominciare ? Già questo è un problema!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3774647070432911785?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3774647070432911785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3774647070432911785' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3774647070432911785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3774647070432911785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/10/e-non-finita-ancora.html' title='Non è finita ancora e nulla sarà come prima'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-5125234040966323513</id><published>2008-10-05T01:28:00.000-07:00</published><updated>2008-10-05T01:45:30.586-07:00</updated><title type='text'>Allarme fondi TFR... rischio fregatura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;da un intervento di Antonio Casolaro del 26 settembre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;"Non c'è assolutamente gratificazione in quanto si legge nelle pagine che Vi allego, ma posso dire con assoluta sicurezza di aver salvato centinaia di lavoratori e lavoratrici dalla perdita del loro Tfr, &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;afferma AC, nella sua mail, e continua:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt; nei casi poi di silenzio nella decisione (30 giugno 2007 o nei sei mesi dall'assunzione) da parte del lavoratore ho sempre suggerito di considerare il silenzio come scelta per lasciare presso il datore di lavoro la propria liquidazione. Voglio ricordare che Liberazione per settimane vendette l'ultima pagina del giornale alla Cgil per convincere i lavoratori a destinare il Tfr ai fondi chiusi sindacali". &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;L'allarme viene dalla stessa COVIP, la commissione di vigilanza sui fondi pensione, che chiede alle organizzazioni sindacali di fare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;"assemblee nelle aziende"&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;, prima che i lavoratori cominciano ad agitarsi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt; "più del dovuto e le angosce prendano dimensioni allarmanti in modo particolare per gli iscritti ai fondi di categoria. La presenza fisica delle strutture sindacali e fondamentale in un momento come questo non lasciamo i nostri compagni da soli." &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Nel frattempo la stessa COVIP ha provato a buttare acqua sul fuoco e a tranquillizzare i lavoratori: già il 17 settembre in un comunicato stampa, in relazione alle notizie di stampa comparse su alcuni quotidiani circa possibili conseguenze per i Fondi pensione italiani, in particolare quelli negoziali, derivanti dalla crisi che ha colpito la Lehman Brothers, "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;il Presidente della COVIP - Commissione di vigilanza sui fondi pensione - prof. Luigi Scimìa, dichiara di aver già disposto un'accurata indagine sulla reale situazione complessiva dei fondi di previdenza complementare. Da primi accertamenti svolti nella giornata di oggi su un complesso di fondi negoziali, rappresentanti circa il 65 per cento del totale degli assets di tale categoria di fondi, è emerso che, l'esposizione diretta verso i titoli azionari e obbligazionari della Lehman Brothers rappresenta appena lo 0,10 per cento del totale della massa fiduciaria gestita". &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;La notizia viene prontamente riportata dal SOLE 24 ORE: in realtà la situazione è più preoccupante, per gli effetti di contagio che può avere, e dimostra chiaramente che il TFR non può essere garantito dal mercato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.movimentazione.org/movimentadibattito/sole24ore.pdf"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;articolo SOLE 24 ORE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.movimentazione.org/movimentadibattito/cometa.pdf"&gt;lettera del presidente del fondo COMETA al Ministro Sacconi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.movimentazione.org/movimentadibattito/repubblica.pdf"&gt;articolo LA REPUBBLICA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-5125234040966323513?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/5125234040966323513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=5125234040966323513' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5125234040966323513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5125234040966323513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/10/allarme-fondi-tfr-rischio-fregatura.html' title='Allarme fondi TFR... rischio fregatura'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-7836514207313759927</id><published>2008-09-25T11:38:00.000-07:00</published><updated>2008-09-25T11:39:03.220-07:00</updated><title type='text'>Caserta: raccolta differenziata? Ma non sia mai</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caserta, 20 settembre 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Giuseppe Messina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovo appalto, nuova ditta da circa due mesi, 175 operatori, circa il doppio di quello che servirebbero (tanto pagano i cittadini). La SABA non è certo la SACE, qui abbiamo un'azienda con consolidata esperienza nel settore sei servizi di igiene urbana, che gestisce diversi comuni anche grandi in Campania. Occorrerebbe andare a vedere (che ne pensa sig. assessore De Rosso?) per capire sul campo con chi si ha a che fare. Ma ad oggi la situazione sembra paradossale: una ditta terza gestisce l'area di Talamonti, il comune che gestisce direttamente il capannone dell'UCAR, la SABA che avrebbe dovuto inziare la raccolta differenziata ma a nessuno è dato sapere se e quando questo succederà. Nessun provvedimento (leggasi penale) nei confronti della ditta appaltatrice, nessuna isola ecologica e non è dato sapere se mai inizieranno i lavori perrealizzarle. Gli uffici ecologia hanno richiesto da mesi di rafforzare l'organico e di utilizzare almeno una squadra fatta di agenti della polizia municipale. Silenzio assoluto. Atti, nessuno, e così si spera nella buona volontà di qualche dipendente e nel senso civico dei casertani (sig!). L'Amministrazione comunale sembra più preoccupata della sua sopravvivenza che per i problemi della città (è un caos ovunque: dal traffico, alle manutenzioni, dai dipendenti ai servizi all'utenza). Nessuno ha la percezione che esista una politica del trasporto pubblico così come dei servizi sociali o culturali. Si naviga a vista e si tira a campare. Tanto i casertani sono di bocca buona e "chi se ne frega se la città va al macero l'importante è che il salotto di casa mia stia a posto". E' la filosofia del casertano e non solo. Filosofia che oggi racoglie i suoi frutti fatti di fallimenti istituzionali e amministrativi e di una società civile che non cresce. Basti pensare all'iniziativa della raccolta differenziata avviata nella parrocchia di Madonna di Lourdes e precipitosamente e incredibilmente archiviata con un atto (di arroganza? Cecità? Stupidità?) del responsabile che rasenta l'inverosimile anche nei confronti dei padri sacramentini che, forse unici fra i cattolici casertani (insieme a pochi altri, anche non cattolici) hanno creduto in questa esperienza. E così si va avanti, si fa per dire, in questa sonnacchiosa, indifferente e cinica città dove ognuno può fare quello che vuole, dai cavaioli, alla camorra alla massoneria. In perfetto clima berlusconiano, dove lo Stato non conta e non deve contare e dove l'impunità, l'arroganza e il cinismo regnano sovrani. Con buona pace per chi si è illuso che il paese fosse ad una svolta. Non lo è. E' stata innestata la retromarcia e Caserta sia alla Provincia sia al Comune si affrettano, con successo, ad emulare il capo di un governo di pupi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Messina - Legambiente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-7836514207313759927?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/7836514207313759927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=7836514207313759927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/7836514207313759927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/7836514207313759927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/09/caserta-raccolta-differenziata-ma-non.html' title='Caserta: raccolta differenziata? Ma non sia mai'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-7302822805329977562</id><published>2008-09-20T01:58:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T02:07:39.365-07:00</updated><title type='text'>Castelvolturno: dalla parte della rivolta, senza se e senza ma.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Giosué Bove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La ricostruzione della strage di Castelvolturno, propugnata da ambienti della Questura e diffusa ampiamente dai mass-media, si è mossa in maniera pregiudiziale nel solco del “regolamento di conti” e della “spedizione punitiva dei Casalesi contro chi tenta di 'mettersi in proprio' nel traffico di droga nella zona”. E' una ricostruzione di comodo, perfettamente adeguata al clima razzista del “pacchetto sicurezza” del governo Berlusconi. In realtà dalle decine e decine di testimonianze raccolte le vittime del raid nella sartoria erano sarti, barbieri, pittori, operai e braccianti “con i calli alle mani”, completamente estranei al traffico di droga e dunque, probabilmente, o erano persone “nel posto sbagliato al momento sbagliato” oppure i killer dei Casalesi  hanno voluto dare all'intera comunità un segnale chiaro di feroce determinazione nel controllo del territorio, e dunque la strage potrebbe essere collegata alla nuova ondata di estorsioni che si sta abbattendo sulle attività di quelle aree. Ma di questo pochi parlano, sottovoce, (anche se qualche indiscrezione sui giornali, in particolare su “Il Mattino” c'è stata) perché è più semplice dire che si sono “ammazzati tra di loro”. Lo stragismo della camorra dei casalesi, del resto appare non più un dato occasionale ma una vera e propria strategia: volumi di fuoco altissimi per obiettivi limitati.&lt;br /&gt;Anche la rivolta è stata presentata con il cliché della violenza improvvisa e ingiustificata. “Se è stata la camorra, che c'entra Castelvolturno, che c'entrano le auto, i cartelli stradali, le vetrine?” si sono domandati i bianchi del litorale e i benpensanti della serie: “io non sono razzista”. Non ci vuole molto a capire che quei ragazzi morti, di cui fino ad ieri è stato difficile perfino sapere i nomi, (perché quando muore un italiano bianco c'è sempre il nome e cognome, quando muore un nero non ce n'è bisogno) sono la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di disperazione, di violenze subite e accumulate, di razzismo, di sfruttamento e di oppressione insopportabile, aggravata adesso dal pacchetto sicurezza del governo Berlusconi, che di fatto oggi impedisce ad un immigrato senza permesso di soggiorno di denunciare una aggressione. Che da anni questi lavoratori che garantiscono le attività dell'edilizia e dell'agricoltura tra Caserta e Napoli sono privati da un ordinamento razzista dei documenti e di ogni diritto. Che sono sfruttati dai datori di lavoro, dai proprietari di casa, dai commercianti, derisi, spintonati sugli autobus, guardati di traverso, indicati come “spacciatori”, gli uomini e “puttane” le donne. E allora c'entra tutto: c'entra uno Stato che ha il volto feroce nei confronti dei migranti ma remissivo nei confronti dei poteri forti della imprenditoria criminale di quelle aree, come dimostrano ampiamente le confessioni peraltro rese pubbliche in questi giorni sull'Espresso e che individuano il legame stretto tra alcuni rappresentanti politici, alcune imprese, alcuni funzionari e il clan dei Casalesi. C'entrano i padroni di casa che spaccano la faccia di “Angela” &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(102, 0, 0);" href="http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/angela-ha-gli-occhi-umidi-e-la-voce.html"&gt;leggi questa storia&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;)&lt;/span&gt;, fino a farle saltar via i denti, per cacciarla dal misero locale in cui sopravvive con i suoi tre figli. C'entro gli speculatori che approfittano in ogni situazione del ricatto oggettivo in cui vivono i migranti. C'entrano gli imbecilli che offendono o spintonano i neri dentro gli autobus o che deridono i figli dei migranti nelle scuole e chiedono che vengano allontanati. E c'entra soprattutto questa società, in cui la divisione tra lavoratori bianchi e neri è funzionale all'ulteriore oppressione e sfruttamento degli uni e degli altri.&lt;br /&gt;Per questo oggi non è data un'altra strada: al di là dei fatti specifici intanto noi siamo dalla parte della rivolta, perché mai come in questo caso, ribellarsi è giusto e con ogni mezzo possibile. Poi, certamente, vorremmo esser gentili, e proveremo ad esserlo.  Ricostruendo, pietra su pietra, le ragioni della unità e della solidarietà di classe tra lavoratori e di una battaglia contro il comune avversario di classe. E chiedendo nel frattempo, come hanno fatto diversi lavoratori migranti durante la giornata della rivolta, che la sicurezza cambi verso e direzione, e che finalmente i migranti siano protetti dalla sopraffazione e della violenza dei potenti.&lt;br /&gt;I lavoratori migranti sono la nuova frontiera dello sfruttamento, le braccia potenti di nuove accumulazioni di capitale; ma, sono, allo stesso tempo, anche il nuovo spettro che agita i sonni della borghesia, lo spettro di milioni di uomini e donne della periferia dell'impero che non possono dimenticare le offese dei padroni del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-7302822805329977562?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/7302822805329977562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=7302822805329977562' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/7302822805329977562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/7302822805329977562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/09/castelvolturno-dalla-parte-della.html' title='Castelvolturno: dalla parte della rivolta, senza se e senza ma.'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-6273330230618299747</id><published>2008-09-17T06:01:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T03:51:02.754-07:00</updated><title type='text'>Macrico e la tendenza suicida del centro sinistra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Grazie ai finanziamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia il MACRICO (una grande area di verde boscoso di proprietà dell'Istituto del Sostentamento del Clero, utilizzato nei decenni passati dall'esercito italiano come MAgazzino Centrale RIcambi mezzi COrazzati) diventerà finalmente il nuovo parco della città di Caserta. Sarà forse espropriato e comunque acquisito alla proprietà pubblica. Questo è sicuramente un fatto positivo, che va difeso. E' il risultato di una lunghissima lotta di comunità il cui valore non va dimenticato. Ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(purtroppo c'è quasi sempre un "ma")&lt;/span&gt; il progetto preliminare della Struttura di Missione (in sostanza un gruppo di lavoro del Governo) prevede delle cose che con il parco c'entrano poco. Bene ha fatto il comitato Macrico Verde a denunciarle su &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;un volantino&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;: due strade percorribili che si attraversano perpedicolarmente, dividendo in quattro l'area; due palazzoni di 12 metri di altezza per ospitare un polo fieristico e un auditorium (l'auditorium provinciale di Via Ceccano, dotato di 600 posti, è attualmente utilizzato al 20% delle sue possibilità), un museo (ma non era previsto nella Caserma Sacchi?), una biblioteca (ma non c'avevano detto che la biblioteca si doveva fare nell'ex macello e perciò quel luogo non poteva essere destinato a centro sociale?), un incubatore di imprese, case per studenti e parcheggi a raso e interrati, del tutto inutili, visto l'enorme parcheggio già realizzato sotto il monumento ai caduti.&lt;br /&gt;E' dunque effettivamente necessario entrare nel merito del progetto. E a questo proposito il merito è anche metodo: perché è evidente che qualsiasi decisione debba essere assunta dalle autorità locali, essa non potrà e non dovrà essere presa in contrasto con le posizioni di chi in questi anni ha rappresentato l'anima di questa battaglia, per l'appunto il comitato Macrico Verde.&lt;br /&gt;E' vero che c'è il rischio che possano sfumare i finanziamenti, e dunque la possibilità di acquisire alla proprietà pubblica il Macrico. Ma questo non può diventare l'arma del ricatto per far passare dalla finestra quello che tutti insieme avevamo cacciato dalla porta nell'accordo programmatico della primavera del 2006 sul Macrico e che consentì allora l'elezione del Sindaco Petteruti.&lt;br /&gt;Già allora questa discussione fu centrale e complicata: alla fine si concordò che il nuovo progetto, alternativo a quello Boeri commissionato dalla precedente amministrazione, non prevedesse alcuna nuova edificazione nell'area, ma esclusivamente il recupero delle costruzioni in muratura già esistenti. Già allora, e poi più in dettaglio nello studio di fattibilità del comitato, si parlava di ubicare l'Orto Botanico della SUN (oltre 100 mila mq), il festival internazionale dei Giardini (concreto attrattore turistico e garanzia di presenza del verde), il Corpo Forestale dello Stato (che avrebbe in cambio garantito la manutenzione del verde senza oneri per la città) e ancora funzioni pubbliche, sociali, culturali, ricreative e sportive gestite da enti pubblici o associazioni. Questo studio di fattiblità, che punta all'accessibilità universale del Macrico e alla sua possibilità di essere anche occasione di buona occupazione, sarà presentato Giovedì 16 ottobre alle ore 18,00 al Salone S. Augusto presso la Curia di Caserta. Sarà un momento importante per capire di più e - se ce ne sarà l'occasione - anche per comprendere come mai&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,sans-serif;font-size:100%;"  &gt; di fronte ad un progetto molto discutibile, avanzato da un governo questa volta “non amico”, vi sia un atteggiamento remissivo e conciliante a parte dell'amministrazione e della maggioranza, lasciando peraltro campo libero alla destra che così si ritrova comodamente a cavalcioni e può alzare la voce e criticare “in nome del popolo” a Caserta il progetto del suo governo, casomai programmando contestualmente gli affari da Roma sul Macrico. La maggioranza che regge ll capoluogo della provincia di Caserta deve capire che non sarebbe utile ripetere il copione del governo Prodi e che siamo ad un bivio: o si rilanciano queste amministrazioni, riconquistando una sintonia reale con il popolo e gli interessi delle masse, rischiando anche di cadere, ma a testa alta, oppure per quanto ci riguarda noi non ci stiamo a farci trascinare nel vortice, ad un altro suicidio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial;" align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-6273330230618299747?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/6273330230618299747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=6273330230618299747' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/6273330230618299747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/6273330230618299747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/09/macrico-e-la-tendenza-suicida-del.html' title='Macrico e la tendenza suicida del centro sinistra'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-5668197131907705569</id><published>2008-09-13T00:59:00.000-07:00</published><updated>2008-09-13T01:03:35.557-07:00</updated><title type='text'>Alitalia, situazione drammatica</title><content type='html'>Emerge sempre con più chiarezza che la soluzione berlusconiana, era una squallida operazione elettoralistica.&lt;br /&gt;La cordata degli imprenditori italiani si è dimostrata in termini di valore poca cosa, senza idee, limitata nella strategia, condivisa a condizione che il costo del lavoro per la CAI fosse notevolmente basso, in guisa da consentire al partner del settore – Airfrance o chi per esso – di far parte della operazione proprio perché allettata da stipendi minimi e dalla socializzazione delle perdite accollate ai contribuenti italiani, per poi affidargli la costruzione del disegno della competività industriale.&lt;br /&gt;In questo quadro le responsabilità del sindacato si aggiungono agli errori della vertenza con Air France dei mesi scorsi.&lt;br /&gt;Cgil-Cisl-Uil-Ugl non si sono ancora resi conto che la centralità della vertenza è il posto di lavoro innanzitutto e che il governo oggi più che mai deve essere coinvolto in solido. La via della trattativa stando a quello che è stato dichiarato dagli imprenditori, dal commissario Fantozzi e dai ministri è fallita. E’ tempo di chiamare alla lotta i lavoratori, che in questi giorni  hanno ampiamente dimostrato di essere disponibili. Il sindacato deve far propria la vertenza e dichiarare lo sciopero generale per l’Alitalia.&lt;br /&gt;Quasi trent’anni fa più o meno nelle stesse condizioni migliaia e migliaia di lavoratori furono sconfitti dalla Fiat. Anche allora il sindacato fu incapace di rispondere e tutta la crisi aziendale fu fatta pagare agli operai.&lt;br /&gt;Antonio Casolaro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-5668197131907705569?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/5668197131907705569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=5668197131907705569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5668197131907705569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5668197131907705569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/09/alitalia-situazione-drammatica.html' title='Alitalia, situazione drammatica'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-8055623301750775853</id><published>2008-09-12T05:17:00.001-07:00</published><updated>2008-09-12T05:17:59.558-07:00</updated><title type='text'>La maggioranza del Partito napoletano,questa sconosciuta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 85%;"&gt;Che ne è della maggioranza del Partito napoletano, che stravinse,con il 70 per cento e più il Congresso Napoletano del PRC a luglio 2008? Quella maggioranza che, senza attendere le sagge proposte di rinvio dell'elezione del Segretario Provinciale,avanzate dalle aree di minoranza interna, poi risultate maggioritarie nel Congresso Nazionale di Chianciano, ma anche dall'Assessore Regionale,Corrado Gabriele, rielesse alla carica Andrea Di Martino, colla motivazione che le urgenze politiche e sociali della città non potevano attendere oltre,che già ad agosto bisognava tenere il Partito pronto al'azione? E Di Martino,che,in un'intervista a Patrizia Capua, si impegnò a lasciare il posto di staffista al Comune di Napoli, per impegnarsi a tempo pieno nella carica riconfermata, quando farà sentire la sua voce sui giornali? E quando convocherà il Comitato Politico Federale per l'elezioni degli organismi dirigenti provinciali? E Peppe De Cristofaro,di fronte a fatti, iniziative, dibattiti,che squassano oggi,ricompongono domani il quadro dell'azione della Regione Campania, dai rifiuti, alla subita "collaborazione con Berlusconi".al turismo in crisi di agosto, cosa aspetta a convocare il previsto Congresso Regionale?Ed ancora, le crisi industriali a Napoli,colla giusta,clamorosa protesta di ieri dei lavoratori dell'ATITECH,nell'ambito della piu' complessiva crisi ALITALIA, devono o no trovare subito una sponda politica,sociale,&lt;wbr&gt;istituzionale,oltre al lavoro dell'Assessore Grabriele?E le lotte dei lavoratori del Monaldi a chi devon fare riferimento?E la lotta in piazza delle tante precarie scolastiche,lasciate "a piedi" dai tagli del nuovo Governo non poteva essere convogliata verso la prima manifestazione nazionale,politica e sociale, di opposizione al Governo,che si terrà a Roma il 14 settembre?Ed i soggetti alle prese ogni giorno colle difficoltà della spesa,donne in primis,chi troveranno oltre il consumerismo organizzato,nella manifestazione del 18 settembre?Non è più ora di attendere,chi ha vinto il Congresso, governi il Partito,organizzi,oltre quello che già stanno facendo i compagni delle mozioni 1,3 e 4 del Congresso ormai finito, la partecipazione a Roma per il 14 settembre,manifestazione,che vedrà partire dei bus da Napoli-per informazioni,chiamare Giuliano Pennacchio-34758705035-.E'ora di fare opposizione al Governo Nazionale,è ora di una verifica vera,dopo la riunione congiunta di ieri,dell'efficacia nostra e complessiva dell'azione di governo a Napoli,nei Comuni da noi governati in Provincia, ed in Regione,senza subalternità,essendo NOI IL CUORE DELL'OPPOSIZIONE PER IL CAMBIAMENTO VERO DELLA STAGNANTE SOCIETA' ITALIANA E DELLA DEPRESSA SOCIETA' NAPOLETANA.Avv.Nicola Vetrano.già del Coordinamento Congressuale della Mozione 1 a Napoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-8055623301750775853?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/8055623301750775853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=8055623301750775853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/8055623301750775853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/8055623301750775853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/09/la-maggioranza-del-partito.html' title='La maggioranza del Partito napoletano,questa sconosciuta'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3963270516491797582</id><published>2008-08-23T10:58:00.000-07:00</published><updated>2008-08-23T11:02:43.806-07:00</updated><title type='text'>Angela ha gli occhi umidi e la voce tremante</title><content type='html'>&lt;div style="margin: 1ex;"&gt;      &lt;div&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Angela ha gli  occhi umidi e la voce tremante , quando ci racconta la sua storia, con  lei i suoi tre figli; il più piccolo solo un anno, la più grande  6 anni; tre figli nati e cresciuti in Italia. Lei è qui da 12 anni;  non è riuscita mai ad avere un permesso di soggiorno; ha sempre lavorato  come poteva per crescere i suoi figli, ma riuscendo sempre a pagare  il pigione di casa, a vestirli e farli mangiare, senza dover chiedere  nulla a nessuno, e senza commettere reati. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Dopo il decreto  sulla sicurezza, che aumenta le pene per i proprietari di casa che ospitano  clandestini e irregolari, benché in regola con i fitti, è stata energicamente  invitata a lasciare casa; ma dove poteva andare con i suoi figli ? chi  altro poteva dare lei ospitalità? Ha rifiutato e resistito alle insistenti  pressioni del padrone di casa, che le ha staccato acqua e luce   , lasciandola al secco e al buio da oltre un mese. Il 27 Luglio scorso   Angela, in piena notte, ha ricevuto la visita di questo signore, che  al suo ennesimo rifiuto di andare via , l’ha aggredita con pugni e  calci ; una gomitata in pieno viso le ha fatto saltare i  denti  . Angela , insanguinata, è andata in Ospedale ; la diagnosi di uscita  è : “ AVULSIONE TRAUMATICA INCISIVI CENTRALI E LATERALI INFERIORI  CON ESCORIAZIONI DIFFUSE PER IL CORPO- riferisce aggressione da parte  di persona a lei nota a Castel Volturno “ ( così recita il referto  rilasciato dalla Clinica Pineta grande, e firmato dal medico di turno)  . &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;Quella stessa  notte la giovane nigeriana si reca al posto di  polizia per presentare denuncia; anche se ancora con i vestiti insanguinati,  viene invitata a presentarsi la mattina successiva. Ma il giorno dopo  , il poliziotto di turno, le dice che , visto che non ha il permesso  di soggiorno, non può presentare denuncia , e le consigliava di rivolgersi  ad un avvocato ( questo almeno è quanto ci riferisce Angela; vogliamo  sperare che si sia trattato solo di un equivoco ) . Angela si  è così scoperta &lt;i&gt;fantasma&lt;/i&gt;, un fantasma senza diritti, neanche  quello di esistere.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Oggi Angela  è disperata; non sa a chi rivolgersi ; oramai ha difficoltà anche  a comprare il latte per la più piccina , e teme per i proprio futuro  ( nuove aggressioni? o addirittura l’arresto come se fosse lei una  criminale ? ) . &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Angela prima  ancora di essere vittima di un bruto  , è vittima di quelle norme  che fanno della clandestinità , o meglio della povertà,  un crimine  .  E’ vittima di un cultura sempre più diffusa che non riconosce  diritti a tutti coloro che sono diversi dalla maggioranza; il diritto  alla sicurezza,  diritto a vivere e lavorare per la propria sopravvivenza  e di quella dei propri figli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Angela oggi  ha deciso di andare via, tornare dopo 12 anni in quello che una volta  era il suo Paese, ma che ora è anch’esso straniero per se e per i  figli nati e vissuti qui in Italia ; ce lo dice , in preda alla disperazione;  mentre guarda negli occhi smarriti delle sue bambine , che hanno ascoltato  in silenzio il suo racconto, con un leggero tremito nelle mani, per  il ricordo vivo della violenza assurda subito dalla madre e di cui sono  state testimoni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Italia, Patria  del Diritto e di antiche civiltà,  davanti alla storia di Angela  non provi vergogna !?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3963270516491797582?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3963270516491797582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3963270516491797582' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3963270516491797582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3963270516491797582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/angela-ha-gli-occhi-umidi-e-la-voce.html' title='Angela ha gli occhi umidi e la voce tremante'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3359814617813893259</id><published>2008-08-11T08:42:00.000-07:00</published><updated>2008-08-11T08:50:03.206-07:00</updated><title type='text'>Liberazione e Rifondazione</title><content type='html'>di Antonio Casolaro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra che il gelo già esistente tra Ferrero e Sansonetti, nell’assemblea della redazione di Liberazione,tenutasi ieri mattina a via del Policlinico non si sia sciolto e che ognuno abbia ribadito le proprie posizioni(cfr l’articolo sul Corriere della Sera di oggi 07 agosto 2008 firmato Andrea Garibaldi).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Liberazione quindi continua ad andare avanti per la sua strada ed a produrre articoli rivolti a picconare quello che resta delle cd “verità consolidate” dei tempi del socialismo reale. Fin qui si potrebbe pure convenire con la redazione del giornale, dal momento che il movimento operaio in urss, nei satelliti ad essa collegati fin quando sono esistiti ed in Cina oggi, la libertà non la conobbe mai.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Spiace tuttavia constatare  “le dimenticanze” di non poco conto, riguardanti numerosi comunisti che fin dalla rivoluzione del ’17, individuando il processo degenerativo dell’ottobre, si opposero alla conclusione anzitempo della liberazione proletaria. Già Bordiga, per esempio allorquando affrontò il problema Russia denunciò fin dall’inizio degli anni ’20 il carattere antiproletario dello stalinismo fino al punto che nel 1951, dopo essere stato espulso dal Pci stalinista del 1930, disse che  "Mentre il bonapartismo del grande Napoleone era sulla più alta cresta di un'ondata rivoluzionaria, ed era allora la più ardente punta della storia europea, questo russo di oggi è la retroguardia di un esercito non vinto, ma che marcia tuttavia con le spalle rivolte al fronte. Ma se le controrivoluzioni del secolo scorso insegnarono quanto è consegnato nella storia della Comune, e della rivoluzione soviettista, questa controrivoluzione di oggi non potrà nemmeno essa passare invano; e se avrà portato il capitalismo verso gli Urali e verso i mari del Levante, anche questo segnerà la strada per la rivoluzione proletaria, che batterà dall'Atlantico al Pacifico le forze mostruose del Capitale". Così come il comunismo libertario e le sue pratiche rivoluzionarie prodotte durante la guerra civile spagnola del 1936/39 e poi Bandiera Rossa tra le fila della resistenza fino a tutti i gruppi e collettivi che non accettarono mai il compromesso con il capitale del pci togliattiano e dei suoi discepoli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’opera di Sansonetti a parer mio non ha prodotto quella chiarezza che il m.o aveva bisogno eccome, dal momento che era stato ottenebrato dalle false verità degli apparati dei partiti comunista d’impronta terzinternazionalista, ma ha contribuito a chiudere in modo repentino e senza critica settantanni e più di storia dell’umanità, consegnandolo pari, pari nelle mani del capitalismo. Per esempio gli articoli su Cuba una cosa è che la critica sia scritta e prodotta (a cominciare dal Che) dai comunisti, i quali nell’individuare e nel descrivere gli errori di Fidel Castro, senza indulgere in buonismo di sorta, terranno presente quello che ha fatto e continua a fare l’imperialismo usa nei confronti del paese caraibico, dividendo e distribuendo le responsabilità così come sono sorte e così come sono state prodotte, un’altra cosa è liquidare una esperienza di liberazione, specialmente nel contesto del centro e del sudamerica, la quale pur in presenza di un blocco dissanguante è riuscita ad essere un paese molto, ma molto più avanzato di quelli a cd democrazia occidentale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Howard Zinn, considerato il più importante storico radicale statunitense, presentando il suo più importante libro forse: “Storia del popolo americano dal 1492 a oggi” ebbe a dire che “ La storia di qualunque paese nasconde la realtà di feroci conflitti di interesse tra vincitori e vinti, padroni e schiavi, capitalisti e lavoratori. E in questo mondi di vittime e carnefici le teste pensanti hanno il dovere di non stare dalla parte dei carnefici”. Certo il direttore di Liberazione potrebbe saltare dalla sedia sentendosi accomunato ai carnefici e certamente non è così, tuttavia i suoi articoli andrebbero spiegati e connessi con dovizia di riferimenti e di particolari storici alle violenze del capitalismo e dell’imperialismo di tutti i paesi occidentali compreso l’Italia.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Stamani 07 agosto il direttore del giornale si è cimentato in un’altra “provocazione”  con un articolo di spalla intitolato: “Boicottare la Cina non è di destra”. Ritengo che vi sia una sorta di “coda di paglia” in Sansonetti nell’intestare l’articolo così come lo ha fatto lui. Gli risulta per esempio se qualche governo o organizzazione di dx abbia boicottato le navi cilene durante la dittatura di pinochet o di quella dei colonnelli greci o del sud africa dell’appartheid o dei generali argentini o degli Usa durante la guerra in Vietnam o in Cambogia o nell’invasione di Panama, di Granada, del Salvador, del Nicaragua, delle Filippine e così via ? C’è tanta ipocrisia in questo tentativo di boicottaggio. Gli operai e le operaie, i contadini e le contadine cinesi potrebbero effettivamente ricevere un segno di fratellanza proletaria attraverso per esempio il boicottaggio da parte dei portuali e non solo italiani delle navi cointeners cinesi nei porti italiani. Andatelo a dire a Gasparri e alla giovane ministra che chiede anch’essa il boicottaggio dei giochi e vedete che vi rispondono. La Cina è una società autoritaria, violenta che estorce a piene mani plus valore dal proletariato indigeno, accumula profitti, apre il suo enorme mercato all’occidente e l’occidente fa a gara per conquistare quel mercato. Quale partito comunista può identificarsi con quello cinese ? Nessuno. Sul Tibet andrebbe detto più di quanto fino ad ora è stato detto. Un Tibet “liberato” sarebbe il giorno dopo facile preda dell’imperialismo Usa. La Cina attuale non consentirà mai che ciò avvenga, dal momento che non potrebbe accettare la presenza di missili puntati contro il proprio territorio a pochi Km.dalle sue frontiere.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cmq al di là dell’evoluzione che assumeranno i rapporti tra Rifondazione ed il giornale mi basterebbe che prima che andasse in edicola qualche correttore di bozze o un lettore meno stanco intervenisse per correggere gli errori più vistosi come quello di stamattina che nell’articolo riguardante la manovra finanziaria (pag.6) titola “Tremonti si gode la manovra e annuncia 200 mila nuove case” cosa non vera perché sul modello del “social housing” gli alloggi saranno solo ventimila.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3359814617813893259?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3359814617813893259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3359814617813893259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3359814617813893259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3359814617813893259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/liberazione-e-rifondazione.html' title='Liberazione e Rifondazione'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3908754741622615341</id><published>2008-08-10T23:31:00.000-07:00</published><updated>2008-08-11T05:09:52.442-07:00</updated><title type='text'>Un nuovo inizio, anche a Caserta</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;La sfida per l'egemonia si può fare solo alzando la testa. Solo con la testa alta si riesce a guardare lontano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;La redazione di Movimentazione intervista Giosuè Bove, ex segretario della federazione provinciale di Caserta del PRC&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p id="iegu3" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="iegu4"&gt;Dopo il congresso l'aria continua ad essere tesa nel tuo partito. Alcuni dirigenti della mozione Vendola hanno dichiarato di non riconoscere Ferrero come Segretario del partito e la fretta con cui è stata costituita l'area di “Rifondazione per la Sinistra”ed il contestuale lancio da parte di SD a settembre della costituente della sinistra fanno pensare ad una scissione prossima.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p id="iegu5" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Direi che la fretta non è mai buona consigliera. La federazione di Caserta è sempre stata all'avanguardia della riflessione e della pratica unitaria verso la sinistra e proprio in forza di questa lunga esperienza concreta consiglierei a tutti di chiedersi: c'è davvero uno spazio reale fuori dal PD per un soggetto “genericamente di sinistra”? E quanto peso hanno nei processi politici profondi gli attuali ceti politici dirigenti delle forze a sinistra del PD? Su questi terreni è necessario un approfondimento serio e non una discussione urlata. Le forzature organizzativistiche, la tifoseria, sono gli atteggiamenti più sbagliati, utili solo (e forse) a “recintare” per qualche tempo l'area della mozione congressuale, provando ad evitare sfaldamenti immediati, ma con il rischio di versare benzina sul fuoco. Spero che nessuno voglia mettersi a fare il guastatore e comunque bisogna evitare ad ogni costo di favorire scissioni aperte o silenziose. Se vi fosse irresponsabilità e faziosità da un parte, non bisogna assolutamente rispondere con la stessa moneta dall'altra. Nessuno si deve sentire ospite nel PRC: il nostro partito è la casa di tutti gli iscritti e tutti sono necessari. Parimenti è necessario che venga rispettata la democrazia interna: se fosse stato eletto a segretario Vendola, anche solo con il 50% più uno dei voti raggiunto con un accordo di coalizione, io l'avrei riconosciuto immediatamente come il &lt;i id="iegu6"&gt;“mio segretario”&lt;/i&gt;.  La stessa cosa deve avvenire con Paolo Ferrero, che tra l'altro è sicuramente il miglior segretario possibile di questa fase. E lo dico non per spirito di parte, ma perché è evidente che solo una persona con grande senso di responsabilità e con molta umiltà poteva mettersi al servizio di una impresa tremendamente difficile e ardita, con molti oneri e sostanzialmente nessun onore.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg0"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg1"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg2"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p id="tb:f0" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="iegu10"&gt;Vendola ha dichiarato che questo congresso ha segnato la fine di Rifondazione così come l'aveva conosciuta in questi 17 anni. E' una esagerazione?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="tr1g1" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo congresso ha segnato una effettiva discontinuità nella storia di Rifondazione Comunista: il 13 e 14 aprile ci hanno consegnato  l'inadeguatezza di un PRC e dell'intera sinistra che più che “radicale” era “radicaleggiante” e “sradicata”, con un peso sociale ed elettorale del ceto politico dirigente, come si è visto nelle urne,  prossimo allo zero. Del resto è un fenomeno esteso almeno all'intera Europa: i partiti “radicaleggianti” cioè caratterizzati da un estremismo parolaio e da un comportamento “opportunista”, sia verso destra, con una subalternità di fatto alle forze moderate, che verso sinistra, con i comportamenti “testimoniali” ma comunque esterni alla concreta dinamica della lotta di classe, hanno avuto nello scorcio di fine secolo un discreto ruolo. Ma oggi sono letteralmente tagliati fuori dal sistema politico: non c'è invenzione politicista che tenga, né quelle unitarie, come in Spagna, né quelle identitarie, come in Francia. A sinistra c'è un vuoto, ma esso può essere riempito con una presenza politica critica, matura e radicata, come, per esempio, in Olanda e in Germania.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg3"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg4"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p id="iegu15" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="u:fx"&gt;Cosa succederà a Caserta? I sostenitori della mozione Vendola temono che dal centro vi si ordini di uscire dalle giunte locali?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="iefg5"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p id="iegu21" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vorrei chiedere  a questi compagni di evitare di costruire la polemica politica su posizioni inesistenti. Ci sono aree della maggioranza che legittimamente esprimono una posizione contraria alla nostra partecipazione alle giunte locali, interpretando peraltro un diffuso sentimento dei nostri militanti, simpatizzanti e del nostro elettorato. E dunque quella posizione è legittima, certamente di più di quella che propone l'alleanza a-critica, automatica e subordinata al PD.  Ma è una barzelletta quella che dall'alto si ordini di uscire dalle giunte. Paolo Ferrero ha chiarito subito che la posizione della nuova segreteria sarà di rispetto totale delle volontà espresse dai territori.  Per quanto riguarda le giunte locali della provincia di Caserta già prima del congresso, precisamente il 29 aprile, il comitato politico federale approvò a larga maggioranza un ordine del giorno nel quale abbiamo ribadito tutti insieme, e sottolineo tutti insieme,  che  "la questione fondamentale è la costruzione di un profilo autonomo del nostro partito e, più in generale, della sinistra di alternativa (...) e che nel riconfermare la totale fiducia e stima all'assessore provinciale "viene contemporaneamente avviata una discussione approfondita (...) sulla persistenza delle condizioni politiche e programmatiche per continuare questa esperienza; così come senza pregiudizi, viene avviata la discussione sulla esperienza regionale e su tutte le esperienze amministrative, a partire da quella del capoluogo di provincia".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="ro890" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="orrr"&gt;E però ha fatto discutere il giudizio sul PD che tu hai espresso in una intervista sul quotidiano Buongiorno Caserta..&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Intanto il titolo di quella intervista riportava, per un frainteso tra il titolista e l'articolista, una frase ("gli irresponsabili che pensano solo ai fatti loro", riferita ai dirigenti casertani del PD, ndr) che non avevo pronunciato io, bensì esponenti di altri partiti della sinistra, come si capiva bene dalla lettura del successivo testo virgolettato. Del resto la polemica era posticcia perché chi mi conosce sa che quel tipo di giudizi non è farina del mio sacco.  Ci sono stati anche rilievi sul fatto che io sia intervenuto parlando come se fossi ancora segretario, utilizzando il plurale maiestatis. Al contrario il plurale era stato utilizzato esattamente per sottolineare la collettività di una posizione unitaria assunta già precedentemente: se il partito (e non io che ho spiegato nel corso della stessa intervista di non essere più segretario) fosse stato chiamato ad esprimere un giudizio sul ventilato rimpasto di giunta provinciale non avrebbe potuto esprimere altro giudizio se non quello che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; tutti insieme &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;avevamo deciso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; il 29 aprile nell'ultimo comitato politico, e che tra l'altro gronda di buon senso: per noi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;è necessaria, prima di tutto e dunque anche prima di ogni rimpasto o rimpastino, una verifica sul programma. Per il resto il giudizio sul PD non è assolutamente cambiato, semmai si è consolidato. Io penso che una parte del PD abbia in testa il modello americano e che dunque ritenga necessario e auspicabile l'annullamento di ogni protagonismo autonomo della sinistra politica. E' un fatto, questo, preoccupante perché temo che anche coscienze critiche, pezzi di cultura di sinistra e solidarista che oggi stanno nel o con il PD restino prigioniero di questo schema, Che è uno schema sbagliato perché le rappresentanze "di parte", o, nel nostro linguaggio, "di classe" nelle democrazie sono la garanzia della libertà e cancellarle apre la strada alle autocrazie lobbistiche e alle oligarchie, rafforzando il dominio della grande borghesia e l'oppressione delle classi subalterne e dell'intera società. E' anche per questo che c'è bisogno di una nostra "svolta a sinistra" che eviti radicalismi parolai e moderatismi ipocriti e opportunisti e che presenti il PRC come una forza in grado di intraprendere con il PD una "sfida per l'egemonia" nella società, basata sulle questioni concrete e sul profilo politico. Dobbiamo essere capaci di protagonismo nella costruzione della opposizione al governo delle destre, lanciando le campagne referendarie sulla abolizione della legge 30, sul ripristino della scala mobile., sul salario minimo e sul salario sociale ma anche sulla giustizia e sulla ennesima legge vergogna di Berlusconi, quella del lodo Alfano. E soprattutto dobbiamo costruire un  altro 20 ottobre che abbia al centro l'intreccio tra questione sociale, questione democratica e questione morale e che rilanci con forza la questione meridionale, con una lotta durissima contro il federalismo fiscale. Ma per questa sfida c'è bisogno anche di un profilo politico nuovo che esalti l'autonomia e l'indipendenza di Rifondazione, senza cadere nella tentazione dell'isolamento: le alleanze si fanno sulla base di intese programmatiche sulle questioni fondamentali: carattere pubblico, qualità e quantità dei servizi, garanzie sociali e ambientali. Se l'intesa programmatica c'è si fa l'alleanza, se non c'è non si fa.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p id="x.mv0" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p id="x.mv2" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="x.mv3"&gt;Questo in generale. Ma sul PD casertano?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p id="ty-i2" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; Sul PD casertano il giudizio resta necessariamente duro. E' a causa degli insanabili contrasti tra parti rilevanti delle componenti che oggi costituiscono il PD che la amministrazione provinciale di Caserta non è riuscita ad affrontare in maniera adeguata le grandi questioni che abbiamo di fronte: la crisi del trasporto pubblico, la desertificazione delle aree industriali, la tendenza alla privatizzazione dei servizi, a partire dall'acqua, la questione dei rifiuti. E' a causa della mancanza totale di discussione sulle scelte strategiche di fondo che è mancata una idea forza che unificasse le questioni in una sorta di vertenza Caserta, mettendo al centro la proposta della bonifica integrale e del rilancio dell'agricoltura e dell'industria leggera. E' a causa del gioco politicista a tagliare le gambe all'avversario più vicino, gioco molto in voga già al tempo della nascita della stessa giunta provinciale, se la popolarità dell'esecutivo provinciale, che ha fatto diversi errori, ma anche diverse cose buone, è praticamente sotto zero. Il rilancio di questa amministrazione è forse possibile, e probabilmente sarà necessario anche una rivisitazione della giunta: ma prima è necessaria una verifica programmatica su ciò che è stato fatto e ciò che bisogna fare. Anche perché solo se si fa un bilancio serio è possibile fare le scelte e le cose giuste. Questo, naturalmente, è il giudizio sul passato.  I nuovi assetti nel PD usciti dal congresso potrebbero andare in altra direzione, e potremmo trovarci di fronte ad una sfida sui contenuti, e sulle forme di partecipazione democratica. Ne sarei estremamente contento: la competizione a sinistra sarebbe un beneficio per tutti, soprattutto per i nostri referenti sociali. Una cosa però ci tengo a ribadire: la forza di un partito si misura sulla base del livello di radicamento sociale e di consenso e non sul gradimento degli altri partiti. La sfida per l'egemonia di cui ci ha parlato lo stesso Bertinotti si può fare solo alzando la testa. Solo con la testa alta si riesce a guardare lontano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id="xv:7" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p id="m9bu" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="irpm"&gt;Paolo Ferrero ha detto che la gestione unitaria del partito sarà riproposta sempre e comunque. Lo farete anche a Caserta dove la mozione 1 ha la maggioranza assoluta, con oltre il 57% dei voti?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Anche su questo tema nell'intervista su Buongiorno Caserta l'articolista in un passaggio ha tradotto maggioranza con maggioritario e qualche compagno ha sollevato la polemica. Allora è utile chiarire subito che intanto la risposta alla domanda è: assolutamente si! Nonostante la mozione 1 abbia il 57% dei voti noi intendiamo praticare la gestione unitaria. A livello nazionale il fatto che nessuna delle mozioni abbia avuto la maggioranza assoluta se da un lato ha costituito una difficoltà, dall'altro rappresenta una opportunità, perché si è dovuti passare  da un sistema presidenziale negli ultimi anni poco illuminato e molto oligarchico, ad un sistema parlamentare che è l'unico che può evitare scissioni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Ma chi sarà il prossimo segretario provinciale?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sulla base dell'idea di praticare la gestione unitaria ed il "sistema parlamentare" interno al termine del congresso provinciale abbiamo voluto rinviare l'elezione del segretario federale: per provare, dopo il congresso nazionale, a costruire a Caserta su alcuni punti essenziali un documento politico unitario che vada oltre le mozioni congressuali, sulla base del quale eleggere il segretario, con candidature libere e senza preoccupazioni maggioritarie. E' questo un modo per desacralizzare davvero la figura del segretario: non una figura espressione lineare di un sistema maggioritario ossificato e immobile, ma l'interprete di una maggioranza definita su una base politica quanto più unitaria possibile e liberamente eletto da un comitato politico con un vincolo di mandato, per cui tutto ciò che non è previsto dal documento è materia del comitato politico stesso che così diventa realmente sovrano, come raramente è stato, nonostante sia così previsto sulla carta del nostro statuto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;E quali dovrebbero essere, secondo te, i punti del documento politico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pochi e chiari. Intanto sul piano generale che si riparte dal progetto di Rifondazione e che è necessario rimettere il partito nei luoghi del lavoro e nella società. Che per questo  è necessario un maggiore livello di autonomia dal Pd e un supplemente di impegno e di militanza. Che bisogna costruire l'opposizione sociale e politica al governo Berlusconi e alle proposte di Confindustria e che dentro questo processo bisogna lavorare alla costruzione dell'unità della sinistra, avviando le campagne referendarie e costruendo un altro 20 ottobre. Sono d'accordo con Paolo Ferrero quando dice che "il vero problema politico è come si batte la destra populista. Dopo il venir meno del movimento no global a interpretare la crisi del neoliberismo restano le destre populiste. Berlusconi e Tremonti ci hanno detto «stiamo entrando nella crisi» e si sono messi in sintonia con il sentimento di massa. Hanno detto che la coperta è corta e loro difendono il fatto che fuori resteranno i piedi di qualcun altro, l'immigrato, lo zingaro, il diverso. Entrando in sintonia con un sentimento diffuso di paura, la destra salda politiche sociali e securitarie. In questo quadro il Pd dice cose di liberismo temperato che non rispondono a nessuno dei problemi. Il ruolo storico della sinistra è la ricostruzione del conflitto, delle vertenzialità, del mutualismo. Costruire il conflitto del basso verso l'alto invece che quello dei penultimi verso gli ultimi e la costruzione di comunità solidali, non escludenti".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma sul piano più propriamente locale?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come ho già detto prima per me basterebbe intanto ribadire quanto abbiamo stabilito insieme già prima del congresso: costruire, anche a livello provinciale, un profilo più autonomo del nostro partito e verificare dovunque la persistenza delle condizioni politiche e programmatiche per continuare le esperienze amministrative in collaborazione con il PD. In secondo luogo credo sia necessario partecipare pienamente e con proprie posizioni a tutte le vertenze: da quelle per il diritto alla casa e per il lavoro, contro l'insicurezza e la precarietà a quelle per la legalità. da quelle per il diritto all'ambiente e alla qualità della vita a quelle di difesa dell'agibilità degli spazi sociali... In terzo luogo bisogna, secondo me, lavorare ad una piattaforma programmatica provinciale che metta al centro cocciutamente la insicurezza e la precarietà del lavoro, la desertificazione delle aree industriali, la crisi del trasporto pubblico, la tendenza alla privatizzazione dei servizi, a partire dall'acqua, la questione dei rifiuti, la legalità. E che provi a costruire una "vertenza Caserta" con il governo nazionale e regionale, mettendo al centro la proposta della bonifica integrale, la valorizzazione delle aree interne, il rilancio dell'agricoltura e dell'industria leggera applicata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i id="gsmj"&gt;E all'interno del partito&lt;/i&gt;&lt;i id="zz5_"&gt; casertano?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dentro la federazione bisogna favorire il più alto livello di confronto possibile, valorizzando la pluralità di ispirazioni che convivono in rifondazione, promuovendo discussioni ma anche momenti di formazione culturale, politica, teorica gestita internamente e anche provando a costruire collaborazioni con il mondo dei saperi e con gli intellettuali "esterni" non organici al liberismo. Bisogna recuperare i nostri silenzi e le nostre assenze. Sul litorale, nell'agro aversano, sulla camorra ma anche sul degrado civile, umano, politico di aree destinata ad immondezzai. Nei luoghi del lavoro, promuovendo circoli di fabbrica od anche circoli tematici del lavoro, a partire da quello precario e nero, costruendo una opposizione alla tendenza iperconcertativa dei confederali e valorizzando la sinistra sindacale e l'autorganizzazione. Bisogna restituire protagonismo e centralità ai circoli e ai territori. In questo senso penso ad una segreteria che simboleggi la centralità dei circoli e che sia aperta a tutte le sensibilità organizzate e realmente presenti nel partito, rispettosa della composizione politica e allo stesso tempo collettivo unitario, in cui ognuno abbia compiti definiti ed un piano di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;E quando prenderete queste decisioni?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; Se ne parlerà il 10 settembre, data in cui è stato convocato il comitato politico. Ma sicuramente nelle settimane precedenti a questo appuntamento per noi importante vi saranno riunioni delle aree e tra le aree.  Un lavorio che spero servirà anche a stemperare le polemiche e ad assorbire i veleni di un congresso che è stato "vero" ma anche piuttosto "cattivo". C'è molto da fare, e bisogna rimboccarsi le maniche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3908754741622615341?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3908754741622615341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3908754741622615341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3908754741622615341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3908754741622615341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/dopo-il-congresso-laria-continua-ad.html' title='Un nuovo inizio, anche a Caserta'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-9001786249465439029</id><published>2008-08-06T00:00:00.000-07:00</published><updated>2008-08-06T00:09:46.631-07:00</updated><title type='text'>La campagna sul salario minimo proposta da sinistra critica è una occasione unitaria</title><content type='html'>di Antonio Casolaro&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Necessita a mio giudizio proporre un momento di riflessione comune sulla proposta lanciata dai compagni di sx critica.&lt;br /&gt;La decisione, peraltro abbondantemente prevedibile, di mettere in cigs i lavoratori degli stabilimenti fiat a partire dal mese di settembre prossimo con tutto quello che potrebbe derivare da una crisi strutturale, che Marchionne nega, ma che alcuni segnali confermano come l’estendersi della diminuzione verticale delle vendite in gruppi della portata di GM, Ford e Chrysler insieme alla crisi derivata dai subprime nonché dagli aumenti dei generi alimentari a cominciare dal pane, dalla pasta, dal riso e dalla carne, tutti accelerati dalla madre di tutte le crisi quale è quella connessa allo scoppio dei prezzi del petrolio, aggiunge e legittima ulteriormente motivazione la richiesta. Il movimento operaio  è stato sconfitto e con esso sono stati delegittimati i suoi rappresentanti sia concernenti il cd livello economico (sindacati) che politici (partiti).&lt;br /&gt;I sindacati non sono altro che apparati finanziari peraltro di pessima qualità (lo scandalo dei fondi UE sulla formazione che ha investito la Cisl degli abruzzi – si parla di 27 milioni di euro ossia oltre 50 miliardi delle vecchie lire -  e si dice anche di altre regioni), la cui funzione è stata definitivamente compromessa e liquidata dai dati dell’Ocse, ma anche della Banca d’Italia e dell’Istat, i quali hanno denunciato la caduta verticale del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni. Ciò ha messo fine a quella antica disputa tra chi come noi ha sempre praticato la politica del fuori e contro il sindacalismo confederale – cgil,cisl,uil,ugl,cisal- e chi invece individuando nell’unità della classe il valore principale del m.o. si è sempre contrapposto alla rottura del sindacato confederale ed alla liberazione delle lavoratrici e dei lavoratori dalla politica neocorporativa e delle compatibilità praticata appunto da cgil-cisl-uil e ugl. La deriva di oggi pone fine alla disputa anche se insieme all’acqua sporca è stato buttato via pure il bambino.&lt;br /&gt;A ciò va aggiunta la scelta esiziale a partire  dal  2002 dei partiti della cd sx antagonista a cominciare da rc di abbandonare il movimento operaio, scegliendo le istituzioni borghesi come sedi di ri/composizione delle esigenze di classe.&lt;br /&gt;Il m.o. è senza rappresentanti e quindi è oggi incapace di costruirsi un percorso se non proprio di rottura almeno di conflitto.&lt;br /&gt;Il salario da sempre è lo strumento politico più efficace per contrapporsi al padronato. Anzi è lo strumento attraverso cui il padronato è spinto ad investire in termini di ricerca per poter rispondere alla caduta del saggio di profitto specialmente quello relativo strettamente legato, com’è noto, alla produttività. Non a caso dal 1992 il potere di acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni ha subito la più alta decurtazione raggiungendo secondo l’Ocse il 22% in meno rispetto alla media dei salari europei e non a caso nello stesso periodo la produttività si è mantenuta inferiore ai tassi di sviluppo degli altri paesi. Il capitalismo del nostro paese è stato quello che ha investito di meno i R &amp;amp; S ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non sta a noi naturalmente denunciare queste cose, le quali appartengono alla sfera d’intervento del padronato; le abbiamo citate per denunciare chi come padronato e sindacati per tutti questi anni, con l’avallo dei governi, hanno sottoscritto contratti ed accordi platealmente inferiori alle necessità delle lavoratrici e dei lavoratori. Necessità non soltanto in termini salariali, ma anche per quanto concerne il salario sociale, come le pensioni, la sanità, la casa.&lt;br /&gt;Il governo di dx ha sposato integralmente le tesi di confindustria, concordando con l’ausilio del sindacato la liquidazione del contratto di lavoro di primo livello, aprendo alla costruzione di fatto dei contratti individuali e di territorio. A ciò va aggiunto l’aumento della giornata di lavoro disposta dall’UE con picchi fino a 65 ore settimanali.  Il salario assume definitivamente la funzione dipendente dell’orario e della produttività. &lt;br /&gt;Il recupero del protagonismo non avviene con lo scrocchiar delle dita, anzi tuttaltro. E’ un’azione di lunga durata e si consolida con la conquista della fiducia innanzitutto delle lavoratrici e dei lavoratori. E’ il risultato di una propaganda che convince per la pratica del risultato e la teoria che lo sostiene. Bisogna rimmergersi nelle acque del movimento operaio per tentare di recuperarlo alla sponda dell’antagonismo o come già stato detto magari a quella del conflitto.&lt;br /&gt;La campagna sul salario minimo è una occasione.&lt;br /&gt;Sx critica ha redatto un ottimo vademecum che potrà essere distribuito a quelle compagne e a quei compagni comunitare/i, extracomunitarie/i, italiane/i con le quali e con i quali potrà essere aperta una interlocuzione, al fine di prevedere la fissazione, dopo un’ampia e consapevole discussione sui vari aspetti della campagna, di un calendario d’intervento nei luoghi di lavoro innanzitutto per tentare di costruire un nuovo rapporto di massa. &lt;br /&gt;Intorno a questi punti è possibile incontrarsi in una sede ed in un giorno da stabilire per valutare l’opportunità di calendizzare un intervento sul territorio finalizzato alla raccolta delle firme per la legge d’iniziativa popolare sul salario minimo, la cui proposta è stata depositata in cassazione il 18 giugno 2008.&lt;br /&gt;Un saluto. Antonio Casolaro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-9001786249465439029?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/9001786249465439029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=9001786249465439029' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/9001786249465439029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/9001786249465439029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/la-campagna-sul-salario-minimo-proposta.html' title='La campagna sul salario minimo proposta da sinistra critica è una occasione unitaria'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-2296063056175592885</id><published>2008-08-02T23:24:00.000-07:00</published><updated>2008-08-02T23:25:10.930-07:00</updated><title type='text'>Da Napoli: migranti sfollati nel centro storico. Una proposta.</title><content type='html'>Trovo molto grave che la vicenda degli sfollati di via Trencia abbia trovato la non accoglienza da parte dei cittadini della mia Municipalità e precisamente quelli che ieri sera hanno manifestato a ridosso della scuola Pasquale Scura.&lt;br /&gt;Il colore della pelle o la differenza di razza ha scatenato una intolleranza che non ha precedenti nella storia della nostra citta'. Tutta la mia solidarieta' agli sfollati migranti ed una proposta : riaccogliere i circa 90 migranti nella grande struttura dell'Ex Ospedale Militare ai quartieri Spagnoli, una struttura di 33.000 mila metri quadri che potrebbe momentaneamente risolvere tale crisi. Si potrebbe allestire in poche ore, in una delle palazzine presenti nel Parco dei Quartieri Spagnoli, una buona accoglienza. Spero che il Sindaco intervenga direttamente e nel piu' breve tempo possibile-&lt;br /&gt;Pino De Stasio . Consigliere P.R.C. seconda Municipalita'  Napoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-2296063056175592885?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/2296063056175592885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=2296063056175592885' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/2296063056175592885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/2296063056175592885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/da-napoli-migranti-sfollati-nel-centro.html' title='Da Napoli: migranti sfollati nel centro storico. Una proposta.'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-8883153374315870782</id><published>2008-08-02T12:45:00.000-07:00</published><updated>2008-08-02T12:48:46.601-07:00</updated><title type='text'>Il partito trasformato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di   &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mimmo  Firmani (circolo PRC Frattaminore)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da pochi giorni si è concluso il Congresso provinciale del P.R.C. napoletano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ho sostenuto con convinzione, oggi più che mai, il documento Acerbo. Mi sono pubblicamente dissociato, con analoga convinzione, dalle ignobili e incivili accuse mosse nei confronti di Forgione e Migliore da parte di un tizio sul blog di Ramon Mantovani.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ciò premesso, senza alcuna forma di manicheismo e da meridionale orgoglioso, non considero “para-leghiste” alcune personali riflessioni sulle vicende che hanno caratterizzato l’intera fase congressuale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ho stima del riconfermato segretario Andrea Di Martino, più di quanta non ne abbiano molti suoi sostenitori. Non ho condiviso nel metodo e nel merito la proposta della sua candidatura, ho considerato molto deludente la sua relazione introduttiva, non l’ho votato. Tuttavia lo rispetto, così come rispetto l’esito del congresso, pur non condividendolo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ho meno stima e meno rispetto dei meccanismi e delle pratiche messe in atto per garantire tale esito.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Non scopriamo oggi le lacune del pluralismo nella nostra Federazione, potrei citare decine di casi più o meno significativi, dalla prolungata indisponibilità delle 5 mozioni da distribuire ai circoli(con la contestuale iperabbondanza delle sole sintesi del doc.2) al modo in cui è gestito il nostro sito internet provinciale ecc., ma queste sono sciocchezze, tuttavia est modus in rebus. Qualcuno un domani vorrà essere così gentile da spiegarmi come mai il sottoscritto, e non solo, per ritirare le tessere si sia dovuto recare giustamente in Federazione e pagarle giustamente alla consegna, mentre altri, molti altri hanno potuto ritirarle a margine dell’iniziativa con Vendola, o durante lo svolgimento dei congressi dei circoli limitrofi.. E sui pagamenti…lasciamo perdere.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Sarà poi una coincidenza, anche se molto curiosa, se in svariati circoli il dibattito reale si sia svolto in presenza di pochi compagni, con pochissimi interventi, e che al momento del voto i circoli si siano trasformati in seggi elettorali, anche in virtù dei famigerati nuovi iscritti, figure ormai leggendarie, che accorrono in massa per “ricostruire” il nostro partito. E lo fanno, guarda caso, votando tutti (dico tutti) per lo stesso documento . Ho fatto il relatore del doc.1 in 6 circoli, il garante in un altro circolo, ed ho direttamente assistito allo svolgimento di altri 3 congressi :in questi circoli degli oltre 100 nuovi iscritti TUTTI votano il doc. 2(tranne uno ad Arzano), nessuno si sente in dovere di intervenire al dibattito(fatta eccezione per una giovanissima e simpatica nuova iscritta di Mugnano), molti risultano accomunati dai cognomi e dagli orari di presentazione. In un circolo che non cito per pudore, rinunciammo ( tutti i relatori) addirittura alle repliche per assenza integrale di dibattito. E’ questa la sinistra di popolo su cui dovremmo puntare? Tutte coincidenze, per carità. Ma ad un veterocomunista diffidente e settario come me sfugge la motivazione politica in base alla quale tutti i nuovi sostengano coloro che avevano già predisposto lo scioglimento del partito fuori dal percorso congressuale. I campioni della partecipazione , o meglio della “suggestione” democratica, che considerano un golpe l’aver restituito la parola agli iscritti dopo i disastri che hanno combinato senza consultare nessuno, quelli dell’”andremo avanti, chi ci sta ci sta”, quelli delle 10.000 tessere dell’Arcobaleno già stampate, quelli di Franco Giordano (unico uomo nella storia repubblicana della sinistra italiana ad essere eletto Segretario fuori dal congresso).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Mi si risponde che storicamente nel nostro partito al Sud si è avuta una maggiore partecipazione, che è l’effetto Vendola. Già, perché in Puglia il P.R.C. è al 41%, così come in Calabria dove siamo così radicati da avere più iscritti che voti. Per non parlare di Napoli, la mia Napoli, dove siamo così forti che la stampa locale e non solo accusa Bassolino di essere subalterno a Rifondazione. E mi fermo con la mia ironia “para-leghista” intrisa della “cultura del sospetto”, anche perché qualcuno potrebbe dirmi che anche nei circoli x e y si sono verificate cose simili (per la serie soffermiamoci sulle eventuali pagliuzze ed ignoriamo le gigantesche travi), che il regolamento lo abbiamo voluto “noi” (che ricorda vagamente ragionamenti del tipo “in 20 mesi di governo Prodi non avete disciplinato il conflitto d’interessi, quindi è giusto che ci sia”).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ed eccoci alla relazione di Di Martino, priva di un minimo di autocritica (tralascio per affetto le considerazioni sulle argomentazioni gastronomiche), che giustamente critica il sopracitato tizio del blog, anche in virtù di una impostazione tesa a “curare la nostra comunità”. Peccato che si dimentichi di criticare Sansonetti, che non è un tizio, bensì il direttore del giornale di tutto il partito, che in prima pagina sputa fango  su tutta la nostra comunità politica, contro 4 mozioni su 5, contro la Commissione di Garanzia che rappresenta tutti…ci mancava solo che in quell’indecente editoriale si dicesse che dei giudici comunisti stanno facendo un uso politico e criminale della “giustizia” per colpire il grande leader che contestualmente dichiara : “La Cassazione è il nostro popolo” (delle libertà aggiungo io). Ancora ieri Alfonso Gianni torna parzialmente sull’argomento definendo “inammissibili”certe decisioni.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ciò che è inammissibile è l’introduzione del principio in base al quale poiché non si condivide qualcosa, non si rispetta neanche. E allora, compagno Gianni, garante del Congresso della mia Federazione, se seguissi la vostra impostazione dovrei ritenere inammissibile e/o non rispettare l’intero congresso provinciale? Un Congresso iniziato il 6 Giugno, mentre sui giornali già si annunciava lo stesso giorno( sic!) chi doveva essere il segretario ?  Io sono estraneo, per formazione, ad una impostazione di tipo scandalistica, e non voglio cavalcare la polemica relativa al “partito degli STAFFISTI”, ma non si può negare che una quota rilevante della platea dei delegati era ed è in totale CONFLITTO D’INTERESSI (sono disposto a fare nomi e cognomi se qualcuno volesse provare a smentirmi). E mi fermo qui.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;E’ altresì “inammissibile” la degenerazione e il degrado a cui si assiste anche nel nostro partito da qualche anno a questa parte, all’introduzione di logiche e pratiche, diciamocela tutta, CLIENTELARI. E’ poi fisiologico che il confronto si sposti  dal terreno politico alla difesa di ALTRO, fino a giungere non solo ad alimentare il mercato delle tessere, ma anche l’inedito MERCATO delle DELEGHE (sapete bene di cosa parlo). Con buona pace del DISINTERESSE e della DIVERSITA’ berlingueriana, che dovrebbe contraddistinguere il nostro agire politico. Se a ciò si aggiunge il dilagare del carrierismo, del verticismo, dell’assessorismo e la nuova generazione dei giovani “galoppini”, il quadro diviene inquietante, soprattutto alla luce della sempre più marcata tendenza alla concentrazione degli incarichi e delle deleghe( qualcuno, forse intenzionato a sfidare il Saddam dei tempi d’oro, è contemporaneamente Sindaco, consigliere provinciale, membro del cpf, delegato al congresso regionale, delegato al congresso nazionale….indovinate per chi ha votato?).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ma di questo i nostri grandi dirigenti, compreso qualche campione nostrano della “questione morale”, non si scandalizzano. Alcuni di loro, probabilmente distratti dall’obiettivo dichiarato di “eliminare” un “cattivo” compagno di mozione, non si degnano di stigmatizzare il malcostume imperante, o di dissociarsi dall’inqualificabile decisione di votarsi a maggioranza il Presidente del Collegio di Garanzia, o di non votare contro l’Odg che proponeva una maggioranza qualificata per disporre del simbolo e del patrimonio ( già, il patrimonio..e in ogni caso complimenti ai giovani vendoliani per lo spirito critico e per la capacità di sapersi indignare quando si supera ogni limite).  Così come tuttora non si comprende il rifiuto relativo al differimento dell’elezione del segretario al dopo Chianciano ( come sta accadendo in diverse federazioni). Si sarebbe evitata una irresponsabile spaccatura, votando alle 23.30 (molti di noi erano lì dalle 09.30 ), senza verificare la presenza del numero legale , racimolando solo 59 voti, cioè 3 voti sotto la soglia del numero legale garantito solo dalla presenza dei compagni dei doc. 3 e 4.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Tutto ciò per “portare a casa” il risultato ad ogni costo.  Io invece mi sono portato a casa una profonda delusione, ma rispetterò questo segretariato. Rispetterò pur non condividendo. Rispetterò pur contrastando. Perché questa è la mia umile cultura politica, quella di chi considera la propria Cassazione il Partito, il suo Statuto, i propri organismi dirigenti (più o meno graditi).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Resta il rammarico nel constatare che 14 anni fa mi sono iscritto ad un Partito che aveva e che dovrebbe avere l’ambizione di trasformare la società, e che, giorno dopo giorno, specie nelle nostre zone, è stato in parte “TRASFORMATO” dalla società, e , per dirla tutta, dalle dinamiche peggiori della società.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;P. S.   Il circolo di cui faccio parte , Frattaminore, pur avendo un direttivo uscente integralmente schierato con il doc. 1 , non ha tesserato alcun nuovo iscritto, neanche un familiare alla lontana, né altri. Il  nostro congresso si è svolto in data 27-06-2008, per consentire all’unico compagno che votava il doc. 2 ( che lavora a Cassino) di essere presente, sacrificando la presenza di 3 compagni che avrebbero votato il doc.1.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;P.P.S.  Il sottoscritto avrebbe avuto tutto l’interesse  ( chi mi conosce sa di cosa parlo) a praticare il cuius regio, eius religio. Ma sarebbe stato incompatibile non con lo Statuto, ma con l’etica di chi non si vergogna di essere un comunista.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-8883153374315870782?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/8883153374315870782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=8883153374315870782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/8883153374315870782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/8883153374315870782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/il-partito-trasformato.html' title='Il partito trasformato'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-4588770107889374620</id><published>2008-08-02T06:07:00.000-07:00</published><updated>2008-08-02T06:25:09.789-07:00</updated><title type='text'>L'alba nuova</title><content type='html'>Sono convinta del risultato del congresso di Chianciano, perché esprime una scelta chiara e indica la volontà di virare a sinistra, che è la direzione che occorre perseguire in questo momento di grave emergenza democratica, di strapotere della logica e dei meccanismi del capitale, di crisi economica, sociale e morale, di mancanza di prospettive e aspettative di un mondo diverso, in Italia e fuori. &lt;br /&gt;Chi dice che il comunismo è morto, si sbaglia. Forse ha subito aggressioni particolarmente pesanti in questa nostra Europa, stretta dalla necessità di galleggiare per evitare la deriva nella mondiale competizione imperialistica, ma si mostra ancora in salute in molti luoghi dell’America del sud, dell’Africa e dell’Asia, e anche nei pochi paesi europei in cui i partiti di ispirazione marxista stanno riconquistando consenso, a dimostrazione che il capitalismo non vince di necessità nè corrisponde a “natura”.&lt;br /&gt;Rifondazione ritrova se stessa, confermando, pur a seguito dei vari e riusciti tentativi di progressivo allontanamento dall’ideale e dalle pratiche comuniste, gli intenti che portarono alla scissione dal P.C.I., intenti che il processo di costituente della sinistra di Vendola avrebbe definitivamente e sinceramente tradito. Mi riferisco alla tesi di una certa parte del partito di accettazione definitiva della sconfitta, con il conseguente inaccettabile corollario di atteggiamenti filogovernativi e trasformisti che accompagna sempre chi ritiene ormai tutto perduto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style, serif;"&gt;Rifondazione ritrova la sua identità, che non è una cattiva parola, come spesso in nome di chissà quale “modernità” si vuole far passare. Una cosa è essere identitari, altra cosa è essere settari. Rifondazione adesso è chiamata a un impegnativo lavoro di apertura all’interno e all’esterno del partito. &lt;br /&gt;All’interno attraverso la riaffermazione dei principi di democrazia, per restituire  la voce e il giusto riconoscimento ai compagni dei circoli, trascurati e oscurati per troppo tempo da troppo potenti personalità mediatiche, perché non accada più che dall’alto si imponga un cartello elettorale suicida, si rinvii un congresso, si decida per tutti insomma. A questo scopo sarebbe opportuno valorizzare le esperienze dei compagni tramite attivi di circolo, federali, ecc…perché il confronto e la testimonianza valgano a una più generale maturazione politica e garantiscano in ogni istante l’aderenza alle necessità della nostra base.&lt;br /&gt;All’esterno Rifondazione dovrà costruire un dialogo non sempre facile, tuttavia non impossibile, con le altre posizioni non liquidazioniste, con tutti i lavoratori, con i movimenti e le associazioni che praticano una politica attiva e edificata sui diritti della cittadinanza in termini di informazione, consultazione, libera partecipazione e libero confronto.&lt;br /&gt;E se, riguardo al primo punto, qualcuno oggi volesse ricordarci che la attuale maggioranza risulta dalla convergenza di tre mozioni in un primo momento presentatesi sciolte al congresso, potremmo sempre rispondere che in ogni caso non sarebbe esistita una maggioranza assoluta, che il documento finale sintetizza e soddisfa tutte e tre le mozioni, evitando di entrare in polemica con il sottolineare che, se è stato possibile governare con Mastella, non si comprende perché non potrebbe essere possibile comprendersi tra comunisti, o ancora che le minoranze contano, se è vero che si reagisce a una sconfitta proclamandosi minoranza, quando fino a qualche momento prima si aborrivano le minoranze. Riguardo agli argomenti più delicati, come presentarsi alle europee, come regolarsi nelle amministarzioni locali, si ragionerà cercando di far prevalere il buon senso e nella consapevolezza che non si può più sbagliare, chè sarebbe fatale una seconda volta, ed evitando soluzioni semplicemente politiciste. &lt;br /&gt;Più delicato, piuttosto, il rapporto con la cosiddetta sinistra “diffusa”. &lt;br /&gt;La sconfitta di aprile  non è avvenuta solo nell'impostazione politica, nelle alleanze. E' stata una sconfitta nella società stessa ed è per questo che bisogna ripartire dalla società, bisogna lavorare sul corpo vivo delle dinamiche sociali. C'è tanta sinistra diffusa, ma finchè non si riuscirà ad aggregarla, essa rimarrà solo forza sociale e non politica, incapace di mutare la società italiana. &lt;br /&gt;l'opposizione sociale nascerebbe ugualmente, come contrasto all'azione di governo che colpisce strati diversi di una popolazione allo stremo salariale. Quanto all'opposizione politica, il discorso sarebbe assai più complicato. &lt;br /&gt;Il che non implica che il partito si sciolga nelle soggettività altre, ma che si assuma il proprio compito storico: far ri-conoscere alla classe che le proprie difficoltà dipendono dal sistema capitalistico, da un sistema di appropriazione ingiusta e classista. Non è necessario pensare a chissà quanto articolate forme nuove di partito: si può ripartire da Carrara, evitare leaderismi, ridare centralità alla questione morale, rafforzare nei ruoli della dirigenza il senso del “servizio” e non del “potere”, insistendo sul rispetto della base più che sull’indipendenza politica da parte dei rappresentanti, ruotando le cariche e affidandole di preferenza a volti nuovi e, perché no, lasciando che a occuparle siano dei lavoratori. Sarebbe un bel cambiamento, o no? &lt;br /&gt;Quello che voglio dire è che, piuttosto che fare il processo alla forma-partito, sarebbe già utile una sua rigenerazione, sarebbe già utile liberarlo dai nocivi tatticismi delle soluzioni particolari e spingerlo verso una proposta politica generale e omogenea in base alla quale poi schierarlo a sostegno di istanze diverse che provengono dal territorio. Trovo errato il giro secondo il quale si condividono tutte le istanze, indistintamente, interpretandole come possibili occasioni di  ritorno del consenso; credo che il giro debba essere proprio inverso e che il partito, solo dopo aver elaborato una posizione riguardo a una questione, offrendone la sua interpretazione, possa decidere di sostenere questa o quella battaglia particolare.&lt;br /&gt;E’ il momento della chiarezza. In uno dei suoi discorsi durante il congresso Ferrero non ha esitato ad ammettere il rischio di una divisione dalla mozione due, se non fosse stata espressamente respinta la costituente della sinistra. Con la stessa chiarezza si deve ammettere che non è necessario aderire a tutte le iniziative di massa, a prescindere dal loro contenuto; che l’unità della sinistra è solo un obiettivo politico, anche in vista delle prossime elezioni europee,  e che, per superare la crisi, vanno restituiti riferimenti certi ai lavoratori; che non basta cogliere le occasioni di consenso contro il governo Berlusconi, ma si deve essere capaci di organizzare forme vere di contrasto (mi si perdoni la franchezza, ma il tutto è detto con le migliori intenzioni possibili).&lt;br /&gt;E così, chiudendo sul rapporto con l’esterno, ritengo che il partito politico debba continuare a rappresentare non il fine della politica, ma il suo strumento  di diffusione, di informazione orientata, di conoscenza del mondo, e che, oltre a difendere le parti deboli della società, debba organizzarle secondo una struttura che porti ad una redistribuzione equa del capitale, offrendo nello stesso tempo ai referenti gli strumenti per creare alternativa di sistema.&lt;br /&gt;Sono delusa della reazione di Vendola alla sconfitta in congresso. Abbandonando il self-control ha minacciato “una campagna di iscrizioni per arrivare a capovolgere la linea di maggioranza, e quanto prima … una manifestazione” e ha scelto di rimanere fuori dalla segreteria.  Non lo trovo troppo lineare come comportamento. O si resta dentro il partito, accettando gli esiti del congresso e recuperando i possibili contatti programmatici, o si va via. Non si resta a fare battaglia da dentro per paura di bruciarsi fuori dall’istituzione partitica, restando però disponibili fino alla prima buona occasione di passaggio verso nuove opportunità. &lt;br /&gt;In queste ore qualcuno appare preoccupato di un passaggio di Vendola e dei suoi sostenitori al Pd; ma credo che il 47,3% tanto ostentato di militanti “coltivati” in più di un caso nell’ultimo periodo, si ridurrebbe sensibilmente…&lt;br /&gt;Forse il vero problema sarà non il raccordo tra i comunisti, quanto il rapporto con l’area vendoliana. Si riuscirà a fare in modo che  Liberazione sia il giornale del partito e non, nella mutata situazione, contro il partito? Bisognerà fronteggiare un partito nel partito che continuerà a organizzare incontri ed iniziative con i settori della sinistra non comunista, lavorando ancora nella prospettiva di un partito della sinistra a-comunista.&lt;br /&gt;C'è il problema dei territori e della presenza nelle federazioni: quale linea prevarrà caso per caso? &lt;br /&gt;Il cammino è appena cominciato ed è tutto in salita. In autunno inizierà una sfida difficilissima ed estrema. Approfittiamo della pausa estiva per raccogliere le idee e proporre poi una linea politica sintetica, schematica, netta e chiara a tutti. Giusto come spunto: &lt;br /&gt;organizzazione ai vari livelli; &lt;br /&gt;elaborazione teorica; &lt;br /&gt;analisi del tessuto lavorativo e sociale, individuazione e ridefinizione dei referenti sociali;&lt;br /&gt;elenco  delle priorità e stesura di un programma condiviso;&lt;br /&gt;pratiche e azioni;&lt;br /&gt;modalità di verifica dei risultati e ri-orientamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli, 28/07/08                                                                        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;claudia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-4588770107889374620?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/4588770107889374620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=4588770107889374620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/4588770107889374620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/4588770107889374620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/08/lalba-nuova.html' title='L&apos;alba nuova'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-5982026843136679789</id><published>2008-07-23T10:56:00.000-07:00</published><updated>2008-07-23T10:59:13.928-07:00</updated><title type='text'>Questioni di orizzonti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il dato più rilevante che emerge, se guardiamo ai risultati congressuali parziali, sia quelli pubblicati dalla mozione 1, sia quelli pubblicati dalla mozione 2, informa che, chiunque sia il primo, &lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;in termini di consensi individuali delle compagne e dei compagni, per numero dei circoli, delle federazioni e delle regioni,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt; da solo non raggiunge la maggioranza assoluta.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Altro elemento caratterizzante la intera fase pre-congressuale: il clima di scontro, di sfida. Quando si impugnano gli statuti, i regolamenti, quando si ricorre ai magistrati interni o addirittura esterni, vuol dire che, seppur fondatamente, non esiste più fiducia reciproca ed appare concreto il rischio di una scissione. La settima? Ma non è tanto un problema di numeri, quanto di significati. La separazione più grave e più dolorosa è quella dei tanti e delle tante che si sono allontanati a poco a poco dal partito, silenziosamente, nell’ultimo breve o medio periodo, scontenti, delusi, traditi. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Nel testo che ho appena letto, e cioè la proposta di documento conclusivo che è stata presentata al Congresso della federazione di Napoli da parte dei compagni della prima mozione col titolo “Per un nuovo Inizio, fuoei e dentro il Partito”, con primo firmatario Rino Malinconico, scorgo una sofferta ma spietata autocritica e penso che da ogni bilancio, anche il più disastroso, si può ricominciare a proporre criticamente un programma di ricostruzione. E’ proprio il tono che mi ha orientato alla mozione 1, che avrei votato se ne avessi avuta facoltà. Mentre mi risulta fastidiosa la supponenza di molti passaggi della mozione 2. Questo tanto per cominciare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Giustamente il documento insiste sulla necessità di una opposizione rigorosa della sinistra oggi, specialmente in un’Italia minacciata dall’avanzata più o meno visibile di un nuovo fascismo, che usa per esempio l'emergenza per introdurre elementi di stravolgimento degli ordinamenti, come dimostra il caso rifiuti o la questione immigrazione; che interviene nelle questioni del lavoro con affondi disorientanti con cui, mentre si detassano gli straordinari, si cercano accordi con i sindacati per i contratti nazionali; che ha già dimostrato la sua durezza su temi cruciali come quello dei diritti (penso agli ultimi provvedimenti in materia di intercettazioni), ma anche attraverso un uso disinvolto  dell'esercito; che diffonde l’episodio del portafogli rubato al Pigneto come vera emergenza sicurezza e tace, orizzontalmente, sul fatto che ci sono imprese private in Italia che si chiamano mafia, camorra, ‘ndrangheta che rappresentano una importante quota del Pil e che producono centinaia di morti; che trasforma il fastidio in emergenza e emargina dal dibattito politico il fatto che alcune regioni italiane sono sottratte alle leggi dello stato; e ancora tace sul fatto che questo è un Paese in cui abbiamo un bollettino da guerra civile per i morti sul lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Si propone, dunque, di uscire dal congresso con una “&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;convergenza unitaria di tutte le energie del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;&lt;u&gt;nostro&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt; partito”, per evitare “una situazione di stallo politico” che potrebbe determinarsi per la mancanza di una linea guida certa e condivisa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;L’esperienza della Sinistra Arcobaleno ha dimostrato che un’unità che fosse coerenza, coesione, condivisione e pari sovranità è cosa ben diversa da un’unità astratta e capace solo di produrre e sommare spesso diffidenze reciproche. Non è facile ammetterlo, però è molto coraggioso e leale, e dimostra tutta l’umiltà di chi ancora si interroga sul fatto e l’a farsi. E’ il punto di partenza. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Interrogarsi su come si ricostruisce un'opposizione efficace è un terreno possibile di discussione, è l’argomento che può ricompattare le varie voci della sinistra, unite certamente nella lotta al governo Berlusconi. Anche se la lotta contro Berlusconi non può essere l’unico argomento, e bisogna allargare la riflessione a contenuti e sensi. Anche il governo dell’Unione ha dimostrato che non è in termini di pura coalizione anti-qualcuno, di semplice assemblaggio di pezzi che si ricostruisce la funzione di una parte politica, tant’è che lo stesso documento reclama con forza una “discontinuità” rispetto ad esso e rispetto a logiche politiche estranee alla sinistra. E’ questo il momento di ritrovare i veri compagni di strada, con cui condividere la scelta delle tappe intermedie e fissare la meta ultima del viaggio. I riferimenti devono essere netti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Solo in questo documento trovo chiaramente espresso un elenco di priorità intorno alle quali organizzare una opposizione significativa, un'opposizione credibile che muova da un'idea alternativa di società rispetto a quella berlusconiana fondata sul dominio sociale dell'impresa.  Solo in questo scritto (e si badi bene, neanche nel documento Acerbo!) si sostiene la immediata rimessa in discussione di tutte le alleanze locali e regionali che non abbiano prodotto realmente “trasformazione” e che, non riuscendo ad ottenere dalle alleanze alcun beneficio per i referenti sociali, ci abbiano, addirittura, fatti percepire quasi ovunque come “uguali agli altri”. Solo qui vedo “altro” oltre l’opposizione a Berlusconi, vedo in lontananza, ma già chiaro nei contorni, un nuovo modello di società, costruita nei termini della civiltà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;A questo punto dovremmo chiederci: la sinistra che immaginiamo in questa fase di voler riproporre con una funzione di opposizione, che cosa pensiamo debba essere? Per me non si può pensare all’unione di tutto ciò che è all’opposizione, non sarebbe una buona partenza. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;La tolleranza del dissenso è una primaria necessità in una organizzazione che si propone la RIFONDAZIONE di una pratica del COMUNISMO, ma è anche vero che  talora si rilevano punti di dissenso insanabili. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Il riferimento deve essere un sistema di relazioni in cui si unisca la politica classicamente intesa a soggettività differenziate che stanno nella società, nelle professioni, nel lavoro, nella stessa rete, ma che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;&lt;u&gt;necessariamente&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt; guardino verso lo stesso orizzonte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;E’ questo il momento dell’urgenza dell’azione, ma anche  il momento  per rafforzare l’ elemento di ricostruzione dei nessi sociali e di un impianto simbolico. E non è assolutamente vero che le due cose si oppongano come pratica e teoria, come presente e passato, chè anzi i fatti, quando c’è coerenza, sono sempre agiti in virtù di una particolare visione della realtà. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 13.74cm; text-align: justify;"&gt;                                                                                                                                                                                     &lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Claudia                 &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;P.S. Credo che, nonostante non sia stato accolto, il documento napoletano della mozione uno abbia comunque contribuito al dubbio, almeno stando ai numeri che leggo che, rispetto alle percentuali dei votanti delle varie mozioni, dimostrano un più largo numero di consensi. E’ questione di “orizzonti”, più o meno ariosi, e di capacità di analizzare le situazioni nella loro reale portata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"&gt;Non sono iscritta al partito, ma ho sempre votato per Rifondazione. Per favore, superate gli scontri e piuttosto ritrovate una linea politica che ci appassioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-5982026843136679789?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/5982026843136679789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=5982026843136679789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5982026843136679789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5982026843136679789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/07/questioni-di-orizzonti.html' title='Questioni di orizzonti'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-7421044848701702461</id><published>2008-07-23T10:22:00.000-07:00</published><updated>2008-07-23T10:24:39.816-07:00</updated><title type='text'>Verso l'alternativa di società: una recensione dei "Sette dialoghi sulla crisi della sinistra"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;di Rita Bentedui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ricorda Giovanni Russo Spena, nella introduzione all’agile libro di Rino Malinconico, &lt;i&gt;Compagni avanti il gran partito&lt;/i&gt; (pp. 124, Edizioni Melagrana Onlus, € 5.00), come il nostro tempo sia quello complesso dello "stordimento" e dello "sciame inquieto" descritto da Bauman. Proprio per questo il viaggio, anche il “viaggio” politico, costituisce la modalità più consapevole di assunzione delle difficoltà e, al tempo stesso, un tentativo pressoché spontaneo di recuperare senso. Il viaggio che prospetta Malinconico è fatto di parole e si configura come un nuovo inizio, come un cammino che riprende, ma con altre modalità e altre angolazioni di marcia, dopo una “catastrofe” reale, cioè dopo il rovesciarsi obiettivo delle possibilità e l’interruzione obbligata del percorso. Il sottotitolo del libro – &lt;i&gt;Dialoghi all’indomani della sconfitta&lt;/i&gt; - chiarisce immediatamente che stiamo parlando di una impresa collettiva, quella di Rifondazione comunista e della sinistra di alternativa, di uomini e donne posti improvvisamente di fronte alla crisi delle loro ragioni e della loro stessa identità. La pesante sconfitta elettorale del 14 aprile è declinata, infatti, come “rivelazione” di una disfatta ancora più grave, avvenuta già prima nel profondo della società. Restano certamente ancora vive le ragioni della speranza, ma un’intera fase storica s’avvia a conclusione. L’espediente narrativo di un dialogo che si articola in sette giornate non solo dà chiarezza all’argomentazione, ma coinvolge il lettore nel fluire di pensieri ed emozioni che attraversano, come un fiume in piena, una comunità vasta, certamente ferita, ma ancora straordinariamente ricca di saperi e di slanci ideali.   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;I tre militanti di Rifondazione Comunista (allusivamente, e irriverentemente, indicati coi nomi di Carlo, Federico e Rosa) che discutono a caldo, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, del dato sancito dalle urne, danno perciò voce a interrogativi diffusi e a brandelli di risposte, in un incedere che si presenta serrato nella esposizione ma anche emotivamente denso di vissuto. La tesi di fondo è che la crisi della sinistra di alternativa viene da lontano. Osserva Carlo, nel terzo dialogo: “noi abbiamo ragionato sul presupposto che avevamo alle nostre spalle una eredità formidabile, e cioè il grande radicamento sociale del Partito comunista italiano; e semplicemente per un inganno, perché qualcuno aveva alterato il “testamento”, non riuscivamo ancora ad entrarne liberamente in possesso… Abbiamo pensato questo: che avevamo già una base naturale di massa; e ciò solo perché ci sentivamo soggettivamente gli eredi di un passato. E per di più lo abbiamo pensato in un’epoca nella quale non solo le soggettività politiche venivano messe a torsione, ma anche le soggettività sociali. Non solo quel popolo non era “nostro”, ma era anche scomposto come tale; e anche ora deve ancora ritrovarsi come soggettività”.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;La riflessione dei tre amici e compagni si allarga dunque alla realtà del conflitto sociale, alla critica del capitalismo, alla possibilità del comunismo. Ne esce fuori un giudizio preciso sul Novecento, che si è chiuso ovviamente per tutti, ma che a coloro che intendono mantenere vivo il riferimento al comunismo consegna tre ineludibili questioni: la nuova dislocazione del valore e la conseguente crisi della dialettica sociale; le nuove forme storiche della democrazia e la conseguente crisi della dialettica politica; la parabola storica delle formazioni comuniste e la conseguente crisi della forma-partito. Non sono tematiche che si risolvono in un documento, in un libro, in un dibattito. Per Malinconico non si tratta neppure di definirle in termini analitici ma di assumerle piuttosto come paradigmi fondativi del modo di essere dei comunisti del nostro tempo, muovendosi “non già dall’esterno ma proprio all’interno dello spazio che esse segnano nella storia e ci consegnano nel vivere concreto”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Non bastano più le vecchie certezze: i “comunisti togliattiani”, che hanno proceduto con una continua “scissione concettuale e pratica tra programma massimo e programma minimo, tra strategia e tattica, tra ideali e pratica… sono stati come i panni logorati dal troppo uso, che alla fine non si riconoscono più neppure nel colore e nel disegno”; e simmetricamente gli altri, “bordighisti e trotzkisti di vario segno”, che hanno concepito “l'identità comunista, come avanguardia che si preserva e si prepara ad intercettare le dinamiche della società dentro gli scenari di crisi... sono stati come i panni riposti nei cassetti che, a poco a poco, ingialliscono, si tarlano, perdono di consistenza e diventano sostanzialmente inservibili”. Occorrono allora altri modi di essere e altri contenuti. Malinconico spinge i suoi personaggi a cimentarsi con un nuovo lessico politico:  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.91cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;C&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;… Proprio perché è intervenuta la totalizzazione del rapporto di capitale, con la connessa integrazione di economia, politica e società, il punto di partenza di un discorso di liberazione dovrà oltrepassare necessariamente le colonne d’Ercole dell’orizzonte emancipativo: non potrà che incentrarsi sul “senso umano”, sull’”istinto di sopravvivenza” dell’uomo, quello che appunto resiste alla sua metamorfosi in merce e fattore produttivo. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.91cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;R. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In concreto? &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.91cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;C. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In concreto: corpo, affetti, cultura, natura. Da qui si dipana, può dipanarsi, una nuova prospettiva di antagonismo e trasformazione. Dobbiamo prospettare cioè una rivoluzione anzitutto antropologica, e solo in questo senso anche sociale e politica. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.91cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;R. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Capisco dove vuoi arrivare: dobbiamo partire dagli esseri umani, non dagli assetti sociali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.91cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;C &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;… Non dobbiamo avere timore a pronunciare parole come “cittadinanza” e “diritti”, “umanità” e “persona”. D’altronde abbiamo sempre saputo che a coronamento della trasformazione sociale, ci doveva essere una “nuova umanità”, uno sbocco antropologico. La novità è che quest’orizzonte oggi, nell’epoca della “totalizzazione del rapporto di capitale”, non viene più “dopo”; bensì accompagna fin dall’inizio l’antagonismo e la spinta rivoluzionaria. L’accompagna costitutivamente, nel senso che ne ri/definisce le parole d’ordine e gli obiettivi”. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 1.91cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Una svolta d’epoca, dunque. Con la difficoltà di generazioni che procedono visibilmente col piombo nelle ali. Quella degli anni ’70, costruitasi all’insegna di una fortissima etica della responsabilità, ma affetta anche da una ricorrente e inguaribile “ipertrofia del soggetto” (Malinconico la definisce generazione “atlanteide”, perché come Atlante ha presunto, e largamente ancora presume, di reggere sulle spalle il cielo), ha cumulato molti, troppi errori, proprio in quanto ha continuamente ricondotto a sé il mondo e il suo movimento; l’altra, quella di Genova e dello slogan “non in mio nome”, ha maturato un individualismo compiuto; ed è attraversata compiutamente dagli stilemi della comunicazione mediatica, e perciò si muove con una curvatura fortemente virtuale delle proprie percezioni: “agli atlanteidi sono succeduti i “narcisi”, ripiegati su se stessi... questo ripiegamento su se stessi è ovviamente figlio dei tempi… Ma un determinato tempo produce determinate figure umane, determinati sensi comuni. Se si ripiega su se stessi e sulla immediatezza del presente, la voce collettiva diviene più difficile a farsi”.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il quadro che i dialoghi presentano al lettore è davvero poco rassicurante. La forza delle destre, ad esempio, dipende soprattutto da “una spinta storica di fondo, che è tipica del capitalismo dell'età della totalizzazione, in direzione di una società neo-autoritaria e neo-totalitaria. Proprio perché la valorizzazione è legata alla mobilitazione produttiva del corpo sociale, alla cointeragenza dell'insieme, avviene che la tendenza alla irregimentazione del corpo sociale nasca pressoché spontaneamente da quelle stesse dinamiche di sviluppo del capitalismo; e parallelamente si determina una realtà di rinnovata competizione, all’interno dello stesso quadro capitalistico, tra nazioni e gruppi di nazioni tra loro”. Sono spinte che vivono anche nella sinistra governista, ma la destra è avvantaggiata dal fatto che nel suo orizzonte culturale ci sono esattamente le idee del compattamento, della gerarchia, della struttura “ad esercito”. E non vale ribattere che la società di oggi apre largamente al più sfrenato individualismo. Per Malinconico “è un individualismo che rompe, per ragioni storiche oggettive, la dinamica collettiva dell’esser classe “per sé”; ma non è un individualismo che rompe col sistema”, con la spinta prevalente alla omologazione culturale e alla irregimentazione produttiva.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;C’è possibilità di reagire? Per i tre amici e per l’autore, questa possibilità c’è. Ma a condizione che si percorrano strade nuove. E ciò anche rispetto alla forma-partito che dovrebbe configurarsi, sartrianamente, come una molteplicità di “gruppi in fusione”, e cioè come un insieme determinato e concreto di presenze, con gli sguardi che reciprocamente si incrociano e con un’attività effettiva e uno scopo reale, e anzi immediato, da realizzare. Un partito da attraversare, insomma, “a raggiera” e non “a piramide”, orizzontale e non verticale, comunista e continuamente innovativo.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Come si capisce, siamo ad un libro breve, ma intenso, che traguarda ben oltre la contingenza del congresso del PRC e si misura coi tempi lunghi della ripresa. E lo fa ammettendo esplicitamente di ignorare se poi esista veramente un possibile approdo. Del resto, come concordemente ci dicono Malinconico e Russo Spena, l’importante è esattamente il viaggio, la nuova ricerca della società "dentro e contro" la globalizzazione liberista. Questi "dialoghi" di Rino Malinconico indicano, con semplicità e rigore, la possibile rotta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-7421044848701702461?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/7421044848701702461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=7421044848701702461' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/7421044848701702461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/7421044848701702461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/07/verso-lalternativa-di-societ-una.html' title='Verso l&apos;alternativa di società: una recensione dei &quot;Sette dialoghi sulla crisi della sinistra&quot;'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-9193914706859091317</id><published>2008-07-14T13:59:00.000-07:00</published><updated>2008-07-14T23:32:06.736-07:00</updated><title type='text'>Per un nuovo inizio, fuori e dentro il partito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Proposta di documento conclusivo al congresso della federazione napoletana&lt;/span&gt;. Primo firmatario Rino Malinconico&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il congresso che si avvia a conclusione già ci consegna, al di là dell'esito numerico finale, una chiara indicazione politica: nessuna delle cinque mozioni nelle quali si è articolato il nostro dibattito interno potrà, da sola, “dare la linea”. Ad una prevalenza probabile della seconda mozione in termini di consensi individuali delle compagne e dei compagni, corrisponde, infatti, una probabile prevalenza della prima mozione riguardo al numero dei circoli, delle federazioni e delle regioni. Si registra, al tempo stesso, un insediamento non omogeneo, ma sicuramente consistente in molte parti d’Italia, delle altre tre mozioni. L'insieme di questi dati, al di là delle percentuali che risulteranno dal conteggio finale, ci dice che il congresso lascia sostanzialmente aperti i nodi sui quali abbiamo fin qui dibattuto con toni aspri, e anche con momenti di vera e propria lacerazione, che vanno al più presto superati e ricomposti.&lt;br /&gt;Ma il fatto che il congresso non riesca a dire una parola conclusiva sulla linea politica di fase può evitare di tradursi in una situazione di stallo politico soltanto se il dopo-congresso recupererà un reale movimento di convergenza unitaria di tutte le energie del nostro partito. D'altronde, il cammino che Rifondazione comunista ha davanti, la sua evidente non autosufficienza, e la sua altrettanto evidente imprescindibilità nella costruzione dell'opposizione sociale alle destre e al governo Berlusconi e nella ripresa di una dinamica ampia di conflitto sui temi del lavoro, dei diritti, dell'ambiente e delle solidarietà, postula proprio il più pieno coinvolgimento delle compagne e dei compagni, di tutte le culture e tutte le sensibilità politiche presenti al nostro interno.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il PRC è una comunità di donne e uomini portatrice non solo di una storia e di un riferimento ideale, ma anche di una importante innovazione culturale, sviluppatasi in tutto l’arco della nostra esistenza come partito e segnatamente nell'ultimo decennio, in connessione con l’iniziativa di massa contro la guerra permanente e la globalizzazione liberista. Non solo abbiamo contribuito positivamente a pratiche di opposizione e di resistenza che hanno avuto, ed hanno, dimensioni internazionali, ma abbiamo proposto, dentro gli stessi movimenti, i temi decisivi della critica del capitalismo e della maturità storica della trasformazione in senso comunista dell'insieme dei rapporti sociali. Lo abbiamo fatto non enunciando astrattamente la nostra identità rivoluzionaria ma tentando di far vivere l'orizzonte strategico dell’alternativa di società negli stessi percorsi concreti della lotta di classe e del conflitto sociale, intrecciando la tradizione fondamentale del movimento operaio con le pratiche della non violenza attiva e con i contenuti proposti dal femminismo, dalle culture di genere e dall’ambientalismo.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Questo percorso va oggi continuato, così come va rilanciata la proposta della “rifondazione comunista” in quanto elemento qualificante di una più generale ricostruzione della sinistra in Italia. Ciò implica un preciso impegno di tutte le nostre strutture, in primo luogo dei nostri circoli, per rafforzare davvero la presenza del nostro partito nei territori e nei luoghi di lavoro, caratterizzandoci ovunque come soggetto attivo dell’opposizione alle destre, come realtà propulsiva di lotte e vertenze e come fattore di unità dell’arcipelago, oggi disperso, della sinistra di alternativa. Un passaggio importante di questa complessiva ripresa di protagonismo sarà costituito dalle ormai vicine elezioni europee e amministrative del 2009, alle quali è bene che il PRC si presenti con il proprio simbolo e la propria fisionomia politica, dando vita comunque ad un percorso aperto e partecipato nella formazione delle liste, che punti ad interagire con tutte le energie che positivamente si muovono in direzione della ricostruzione di una sinistra di alternativa in Italia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;A partire dal nostro rafforzamento nella società e dalla pratica concreta dell’opposizione al governo Berlusconi va declinato anche il rapporto possibile con l’opposizione di centro-sinistra, che mostra oggi chiari segni di incapacità, e addirittura di subalternità, nel fare argine alla pesantissima offensiva culturale e normativa delle destre. Se il Partito Democratico non assumerà con fermezza una posizione di contrasto frontale alle politiche xenofobe e neorazziste del governo Berlusconi; se non recupererà, sui temi del lavoro, delle precarietà e del salario, una reale scelta di campo contro l’offensiva congiunta di governo e Confindustria; se non difenderà con coerenza il principio dell’universalità e della gratuità dei servizi alle persone in tema di istruzione, sanità e previdenza; se non praticherà una chiara opzione laica e libertaria per quanto concerne i diritti delle persone e la libertà degli orientamenti sessuali; se non avvierà una iniziativa riconoscibile in difesa della pace, opponendosi senza ambiguità alle dichiarate velleità belliciste del governo; se non farà valere la civiltà dei vincoli ambientali, pronunciando in particolare un no esplicito alle derive nucleariste che già emergono, nonché alle “grandi opere” inutili e costose; se, in una parola, non farà un’opposizione vera sui temi che riguardano la quotidianità e la vita delle persone, non sarà praticabile un vero fronte unitario dell’opposizione politica e sociale. Sarebbe una iattura, perché il governo Berlusconi di oggi è ancora più forte, più determinato e più regressivo di quello avviatosi nel 2001. Ma ad un pericolo così drammatico ci si deve opporre con coerenza e chiarezza, chiamando senza tentennamenti alla mobilitazione e alla iniziativa. La perdita di credibilità del centrosinistra e della sinistra, così plasticamente evidenziata dalla sconfitta elettorale di aprile, è dipesa largamente dalle ambiguità, dalle reticenze, dalle timidezze, dalle subalternità che hanno caratterizzato la vita del governo Prodi, determinando una condizione di distanza e di separatezza con i settori sociali che avevano dato alla coalizione fiducia e speranza. Sarebbe davvero senza attenuanti se riproducessimo ora, dalla condizione di opposizione, gli stessi vizi di politicismo che ci hanno penalizzati tutti, sinistra e centro-sinistra, nella fase del governo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Muoversi con discontinuità rispetto a quanto abbiamo fatto negli ultimi due anni (noi di Rifondazione Comunista, ma anche tutta la sinistra e tutto il centrosinistra) non è necessario soltanto per contrastare più efficacemente il governo Berlusconi, ma anche per dare un una prima positiva risposta alla crisi della politica e a quello che ancora più oscuramente si muove dietro di essa, e che sembra configurarsi in termini di vera e propria crisi delle relazioni di civiltà. La qual cosa investe per intero, oltre le questioni di carattere nazionale, anche il piano delle questioni locali. Anzi, per molti aspetti, sul piano locale i fattori di crisi -crisi delle istituzioni, crisi dei progetti di governo, crisi del conflitto sociale, crisi dei partiti, crisi dello stesso vincolo della “polis”- si manifestano con particolare virulenza.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Qui in Campania, nella nostra provincia metropolitana, a Napoli e nello hinterland, la crisi della politica e la crisi di civiltà risultano drammaticamente evidenti. Il disastro dei rifiuti, il disastro della sanità, la disgregazione continua del tessuto produttivo, il dilagare delle mafie e delle economie illegali: siamo ormai ad un stadio di quasi collasso della tenuta civile e politica. Non è solo colpa delle istituzioni locali, ovviamente. Ma sicuramente è anche colpa delle istituzioni locali. Una intensa stagione politica di governo locale, di cui siamo stati parte integrante, è al suo stadio di consunzione definitiva. Non serve dire che si sono fatte anche tante cose buone (che pure si sono effettivamente fatte); e neppure che c’è stata una fase prevalentemente positiva, all’inizio. Se vogliamo prospettare alla sinistra (ma anche al centrosinistra) un futuro possibile in Campania e nel napoletano, occorre con urgenza avviare la stagione della “discontinuità”, del cambiamento di rotta.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ciò significa, in primo luogo, recuperare una dialettica positiva tra le istanze che emergono dai territori e dalle popolazioni e l'iniziativa politica e istituzionale. Trasparenza, partecipazione, condivisione: o questi elementi caratterizzano pienamente la gestione della cosa pubblica, cessando di essere semplici parole di accompagnamento di una pratica politica separata, oppure la crisi di credibilità, i cui effetti devastanti abbiamo già conosciuto sul piano nazionale, si manifesterà in modo moltiplicato sul piano locale.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;La riproposizione delle coalizioni di centrosinistra nei comuni, nelle province e nella stessa regione Campania passa, dunque, dal nostro punto di vista, per un modo di fare politica molto diverso da quello che ci ha caratterizzato finora. E’ una discontinuità di logiche, di priorità, di pratiche e, conseguentemente, anche di persone, quella cui noi alludiamo. Nel lessico tradizionale, ciò che chiediamo lo si potrebbe definire, riduttivamente, “una impegnativa verifica politico-programmatica” sui temi della qualità della gestione, della programmazione economica, del risanamento ambientale e dei diritti delle persone; sul piano delle urgenze drammatiche di oggi, quello che davvero prospettiamo è “un nuovo inizio”. E lo indichiamo, soprattutto, ponendo come imprescindibile il coinvolgimento reale della società, di tutte le voci attive, dagli intellettuali ai comitati, ai movimenti. Di tutto c’è bisogno fuorché di una discussione al chiuso delle stanze. E proponiamo, inoltre, come primo obiettivo politico di questa diversa progressione di marcia, l’apertura di una grande campagna contro il federalismo fiscale, che contrasti la Lega e il razzismo più o meno esplicito del governo Berlusconi nei confronti del Sud non semplicemente richiedendo sovvenzioni, ma mostrando con chiarezza il possibile utilizzo virtuoso delle risorse pubbliche, con una priorità esplicita nei confronti del fasce deboli e delle sofferenze sociali.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;A tal fine proponiamo che il Partito proponga a tutte le realtà dell’opposizione sociale e politica e ai sindacati dei lavoratori di dar vita a una grande manifestazione nazionale a Napoli in autunno, che assuma il tema del Mezzogiorno e l’aggravarsi, ancora più drammatico proprio in questa parte del paese, dei fattori di crisi economica, sociale, ambientale e di tenuta civile, come grandi questioni che investono, in modo decisivo, la democrazia italiana nel suo complesso. Per dare concretezza e forza ad una tale iniziativa, il PRC napoletano fa specificamente appello a tutte le realtà che lottano sul nostro territorio: ai lavoratori che contrastano dismissioni e esternalizzazioni e costruiscono vertenze sul salario e sulle condizioni di lavoro; alle comunità che si battono contro discariche e inceneritori e chiedono un’uscita dall’emergenza-rifiuti realmente incentrata sulle pratiche di riduzione dei rifiuti, di riuso degli oggetti e di riciclaggio dei materiali; ai comitati che rivendicano i diritti delle persone in tema di salute, casa e servizi pubblici; ai movimenti di lotta di precari e disoccupati; alle associazioni che contrastano le camorre e il degrado ambientale e civile; alle realtà studentesche e associative che difendono la scuola pubblica e il diritto all’istruzione; alle comunità organizzate dei migranti che indicano, giustamente, nella battaglia antirazzista il principale fronte di lotta contro la politica autoritaria delle destre; alle esperienze diffuse che si battono contro l’omofobia e per la piena autodeterminazione degli orientamenti sessuali… La nostra idea è che tutti insieme potremmo dar vita ad una “rete” e a una “carta generale” delle proposte e delle rivendicazioni, da far valere, in sede locale e in sede nazionale, anche oltre la manifestazione.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Noi giudichiamo assolutamente urgente questo nuovo inizio, col suo intreccio di mobilitazioni, partecipazione e protagonismo “dal basso”, e lo suggeriamo ai nostri alleati delle coalizioni locali. In ogni caso, per quel che ci riguarda, intendiamo assumere quest'importazione e comportarci di conseguenza. S’apre, dunque, per noi, qui nella provincia di Napoli, e proponiamo in tutta la Campania, una decisiva fase di ascolto e interlocuzione con la società, alla cui dinamica profonda rimettiamo i termini medesimi della nostra iniziativa politica, della nostra collocazione istituzionale e della nostra proposta programmatica.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Dar vita ad una intensa fase di ascolto e interlocuzione con la società campana, con i nostri settori sociali di riferimento, ci è necessario non solo per capire ma anche, e soprattutto, per ridislocare più coerentemente il nostro partito dentro le dinamiche sociali. In tale quadro scegliamo come assolutamente prioritario il rapporto coi luoghi di lavoro, sia quelli tradizionali delle fabbriche, dei negozi e delle strutture di servizio, sia quelli di “nuova generazione”, polverizzati in una gamma variegata di figure professionali, tutte sostanzialmente subordinate e drammaticamente precarie. D'altronde non è un mistero per nessuno che proprio nei luoghi di lavoro si è consumata la più consistente frattura tra la sinistra e la società. Questo è valso anche per il nostro partito, per Napoli e per la nostra provincia. Riannodare i fili col lavoro dipendente e con l’universo del precariato e della disoccupazione è perciò un impegno fondamentale. Va declinato sia attraverso l’avvio di campagne nazionali contro la legge 30 e per il ripristino della scala mobile e il recupero salariale, sia sul piano locale, attivandoci in tutti i modi contro le dismissioni industriali, contro le esternalizzazioni continue, contro il dilagare del “privato” nei servizi pubblici, contro l’economia “di rapina”, che approfitta delle provvidenze pubbliche e fa terra bruciata nei territori in cui si insedia.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ma l'autocritica cui siamo chiamati non concerne solo il nostro mancato insediamento nei luoghi di lavoro. E’ una autocritica più generale, che riguarda l'insieme del nostro modo di essere. Discontinuità e nuovo iniziò sono necessari anche dentro il partito. Anche dentro il partito napoletano. Occorre una diversa distribuzione della “sovranità” tra i circoli, da un lato, e la federazione e le strutture centrali, dall’altro, che valorizzi nettamente le realtà territoriali; e occorre una diversa modalità di relazione nel corpo del partito, nell’insieme delle compagne e dei compagni, che metta al bando le pratiche di cooptazione per affiliazioni o per “filiere” e che faccia valere, senza deroghe e a tutti i livelli, i principi elementari dei due mandati complessivi e della rotazione degli incarichi, sia di direzione politica che di rappresentanza istituzionale; e occorre, infine, una stringente tutela delle condizioni di autonomia del partito, in particolare separando i nostri quadri dirigenti dalle collocazioni istituzionali e dall’universo delle nomine negli enti.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Nella scelta tra le mozione congressuali, il pronunciamento della nostra federazione è risultato netto, perché oltre i due terzi delle sottoscrizioni sono andate al secondo documento. Questo ha conseguenze sul piano, appunto, delle mozioni congressuali, sul piano della discussione che riguarda la linea politica nazionale. Ma i numeri congressuali non sciolgono i nodi che abbiamo davanti in questa realtà così complessa; non risolvono il problema, neppure quando sono particolarmente ampi, di come attrezzare il nostro partito di fronte alle richieste, implicite e scomposte, ma non per questo meno reali, che salgono dal fondo della società napoletana. Una gestione unitaria e condivisa del partito e delle iniziative che dobbiamo mettere in campo si impone di fatto, anche al di là delle convinzioni di ciascuno su come, in generale, dovrebbe funzionare la dialettica interna ad una forza che si richiama al comunismo. Si impone proprio per la complessità e le urgenze che dovremo affrontare. Il VII Congresso Provinciale del PRC indica perciò, nel recupero pieno di una pratica unitaria di direzione politica, una degli obiettivi fondamentali del dopo-congresso, e fa appello alla maturità e al senso di responsabilità di tutte le compagne e tutti i compagni, affinché vengano archiviate, psicologicamente ed emotivamente, oltre che politicamente, le molte asprezze registrate nella discussione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Napoli, 13 luglio 2008&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;(posto in votazione il documento risulta respinto con 61 voti a favore, 127 voti contrari e 27 astensioni)&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-9193914706859091317?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/9193914706859091317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=9193914706859091317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/9193914706859091317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/9193914706859091317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/07/per-un-nuovo-inizio-fuori-e-dentro-il.html' title='Per un nuovo inizio, fuori e dentro il partito'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-1935432104259101587</id><published>2008-07-05T02:02:00.000-07:00</published><updated>2008-07-05T02:06:31.016-07:00</updated><title type='text'>Cronaca di un congresso di circolo</title><content type='html'>Circolo di Ponticelli (Napoli) venerdì 27 giugno e domenica mattina 29 giugno&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Vado a Ponticelli come presentatore del primo documento. Non so che aspettarmi. Ponticelli  (con Barra e San Giovanni) era, un tempo, la zona maggiormente industrializzata della periferia di Napoli ed il partito comunista era di gran lunga il primo partito in una città, per il resto,  laurina e democristiana. Una forte e coesa classe operaia che, dico nella mia presentazione, se il PCI , per assurdo, avesse candidato Agnelli, lo avrebbe votato. Tale era la fiducia nelle scelte del partito. La fiducia nella politica.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando arrivo, venerdì, trovo nel circolo degli anziani che giocano a carte. Poco dopo arrivano due, tre compagni. Con la “solita” puntualità tutta napoletana dopo mezz’ora arrivano il garante (una giovane ed inesperta compagna, evidentemente al suo primo congresso) ed un ex senatore che presenta il secondo documento più un giovane compagno che presenta il quarto documento.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In  ritardo di “solo” un’ora inizia il congresso. Ci sono i presentatori, il garante, ed una dozzina di compagni in tutto ( tra cui il segretario)  di cui otto sostenitori del primo documento. Prima la relazione del segretario che si sofferma sui fatti di Ponticelli (la cacciata dei Rom) per stigmatizzare il ruolo avuto dalla camorra, la speculazione sui terreni occupati dai Rom, lo sconcio comportamento del PD (il  manifesto poi ritrattato) ed elogiare il compagno (è uno dei pochi presenti) che da solo si è molto speso per aiutare le famiglie in fuga, Nemmeno una parola sull’assenza di tutti gli altri  del partito (ci sono 101 iscritti al circolo).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi le presentazioni in una atmosfera molto informale, forse troppo, tanto che la garante introduce con una domanda (manco fossimo a porta a porta) il compagno che presenta il quarto documento.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si arriva al dibattito che vede l’intervento di un solo compagno (sostenitore del primo documento) e poi dopo un chiacchierare informale si chiude la giornata  per rivederci la domenica mattina.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche la domenica si comincia in ritardo ed i presenti sono gli  stessi di Venerdì. Due interventi uno del primo documento ed uno del secondo. Poi la replica dei presentatori. Esordisco dicendo che so di non poter convincere nessuno perché, come è giusto le convinzioni sono precostituite e si basano sulla  lettura dei documenti e vado a ruota libera e vedo molti compagni annuire ed applaudire  per poi votare  per Vendola al momento di esprimere il voto. Ho dimenticato di dire che improvvisamente, verso la fine delle repliche  (la mia è l’ultima) sull’ingresso del circolo (è a fronte strada) si è radunata  una piccola folla ed anche le sedie sono tutte occupate. Sono arrivati tutti, o quasi, perché è il momento della votazione.  Altro che aver letto i documenti ed essersi fatta una convinzione personale. Si inizia la chiamata che è punteggiata da “sta arrivando”  e “adesso lo chiamiamo” ed un gruppo di frettolosi compagni esprime il voto per poi andare via di corsa.  7 voti al primo documento e 55 voti al secondo. Sarebbero stati 8 i voti al primo documento ma per un compagno non c’erano più tessere e. quindi, non lo si era potuto tesserare in tempo utile. Strano perché sui 101 aventi diritto al voto sono 40 i nuovi iscritti 2008 ed hanno tutti votato; mentre solo 22 su 61  iscritti 2007 ha votato. Significherà qualcosa? I compagni del circolo non mi paiono turbati dalla cosa, né dalla fugace apparizione dei nuovi iscritti che hanno espresso il voto senza aver partecipato al dibattito, peraltro, non defatigante. Sono, invece, molto contenti (lo è anche il garante!! che garante!!!) per aver fatto il pieno di delegati).  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Io che non ho mai partecipato ai congressi della vecchia DC né del nuovo (sic!) PD perché non sono mai stato democristiano,  immagino, però, che non siano  stati e non siano tanto dissimili da quello a cui oggi ho partecipato. E poi ci chiediamo perché la gente ci vede uguali agli altri e perchè non ci votano? Ma ce lo chiediamo seriamente o per prendere/ci in giro?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma anche se vinceranno (in questo modo) non si libereranno di noi&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Massimo Miniero segretario circolo Che Guevara Napoli&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-1935432104259101587?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/1935432104259101587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=1935432104259101587' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1935432104259101587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1935432104259101587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/07/cronaca-di-un-congresso-di-circolo.html' title='Cronaca di un congresso di circolo'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-1128175797583146619</id><published>2008-06-21T05:45:00.000-07:00</published><updated>2008-06-21T05:54:01.924-07:00</updated><title type='text'>Compagni avanti il gran partito</title><content type='html'>Pubblicati in anteprima su www.movimentazione.org escono in formato istant book &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i dialoghi all'indomani della sconfitta &lt;/span&gt; per le Edizioni Melagrana nella collana "Tascabili del Sapere" con un titolo che è tutto un programma: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;compagni avanti il gran partito&lt;/span&gt;". &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rino Malinconico&lt;/span&gt;, uno dei "fondatori" di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;movimentazione&lt;/span&gt;, con l'espediente narrativo di un dialogo che si articola in sette giornate riesce a dare chiarezza alle argomentazioni e a coinvolgere il lettore nel fluire di pensieri che attraversano, come un fiume in piena, una comunità complessa di donne e di uomini, ancora straordinariamente ricca di saperi e di slanci ideali.Tre militanti immaginari di Rifondazione Comunista discutono a caldo dopo la grave sconfitta del 13 e 14 aprile 2008. Un'intera fase storica s'avvia a conclusione ma restano ancora vive le ragioni della speranza. La tesi di fondo è che la crisi della sinistra di alternativa viene da lontano. La loro riflessione si allarga così alla realtà del conflitto sociale, alla critica del capitalismo, alla possibilità del comunismo. L'introduzione a cura di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovanni Russo Spena&lt;/span&gt; esalta l'importanza di una riflessione come quella dei dialoghi, in un momento acuto di quello "stordimento" generale dell'umanità "che genera lo sciame inquieto" che Bauman descrive. I dialoghi di fatto non si concludono: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;andiamo ancora avanti&lt;/span&gt; - si legge nelle ultime righe - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;con una impresa collettiva che non si sa dove ci porterà per davvero..."&lt;/span&gt; e comunque &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"ovunque vorrà condurci ne sarà valsa la pena. Qualcuno diceva che non è tanto importante il porto che si raggiunge ma il viaggio che si intraprende, col soffio del vento trai capelli e lo spruzzo delle onde sulla nave". &lt;/span&gt;Per le presentazioni guarda gli &lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(102, 0, 0);" href="http://movimentazioneappuntamenti.blogspot.com/"&gt;appuntamenti&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-1128175797583146619?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/1128175797583146619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=1128175797583146619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1128175797583146619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1128175797583146619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/compagni-avanti-il-gran-partito.html' title='Compagni avanti il gran partito'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3636590180686862392</id><published>2008-06-20T12:12:00.001-07:00</published><updated>2008-06-20T12:12:51.577-07:00</updated><title type='text'>Una nota sui subprime</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno, parlando della cd crisi dei crediti subprime, ha lasciato intendere che in buona sostanza questi prodotti finanziari furono creati per venire incontro alle necessità degli acquirenti di case, i quali senza di essi non avrebbero potuto avvicinarsi al mercato immobiliare. C’è del vero in ciò, ma naturalmente, la più grande ed intrigante Torre di Babele che la storia dell’ingegneria finanziaria ricordi, benedetta in un discorso pronunciato l’8 aprile del 2005 dall’allora presidente della Fed – Federal Riserve – degli Usa, Alan Greenspan, non derivava da una decisione di natura filantropica, ma dalla necessità del mercato Usa, che dall’edilizia ricava qualcosa come il 50% e forse più dell’intero Pil. &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;A ciò va aggiunta una considerazione come dire di buon senso ed è quella di capire perché una famiglia, già indebitata con un mutuo classico, ne chieda un altro. La risposta sta forse nella cd propensione al consumo che in Usa supera il 90%, andando ben oltre il 100% - gli ultimi dati parlano del 120% del Pil – Il problema è capire come mai gente con mutui alle spalle ancora da pagare decide d’indebitarsi ulteriormente a tassi esagerati. Ai mutui andrebbero aggiunte le cards del tipo come quelle dell’american express, della visa, della diners etc. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Alcune settimane fa un giornale specializzato ha pubblicato gli indebitamenti delle famiglie italiane suddivise per provincia. C’è una propensione all’aumento dei debiti per consumi, E’ chiaro quindi che il ricorso alle finanziarie, ai mutui, ai debiti per gli acquisti è forse anche questione ideologica piuttosto che di bisogno. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Sostenere il mercato immobiliare negli U(sa è quindi un imperativo categorico. Allargare la platea dei possibili compratori di case era la strada, indipendentemente dalla loro capacità finanziaria. L’ingegneria finanziaria ha pensato a ciò e lo ha fatto con una moltitudine di nuovi prodotti come i prestiti subprime e il credito di nicchia per gli immigrati. Dove un tempo ai clienti più marginali sarebbe stato semplicemente negato il credito, con i nuovi prodotti i prestatori furono in grado di giudicare con efficienza il rischio di quei clienti e di quantificarlo appropriatamente. Questi progressi portarono ad una rapida crescita dei mutui casa subprime – o B-paper, near-prime o second chance ossia quei prestiti concessi ad un soggetto che non può accedere ai tassi d’interesse di mercato, perché ha avuto problemi pregressi nella sua storia di debitore - &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;I mutui subprime divennero così mutui di serie B – cioè che non sono “prime” – e venivano quindi concessi a persone non considerate come dire di prima scelta, persone cioè che in passato non erano riuscite a pagare un mutuo o che attraverso le informazioni sullo stato economico-patrimoniale dello stesso non risultavano solvibili o cmq capaci di assolvere al pagamento del debito che intendevano accendere. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Una politica questa a dir poco criminale. Come concedere prestiti a chi non presentava un minimo di garanzia si chiedevano i vecchi operatori ? E invece la banca, le banche che concedevano subprime erano propensi ad aprire le loro borse e concedevano mutui con tassi fino al 30%, trasformando poi, e questa è la seconda mossa anch’essa criminale, questi prestiti in obbligazioni, che vendevono ai cittadini risparmiatori o allocchi a caccia di alti dividendi. All’inizio il debitore del mutuo ha pagato, il cittadino investitore ha guadagnato così come la banca ha percepito le commissioni delle operazioni. Ad un certo punto quel debitore che in situazione normale non avrebbe dovuto ricevere il prestito, non è stato più nelle condizioni di pagare ed infatti non ha onorato le rate. In questo modo l’investitore cioè colui che ha acquistato le obbligazioni ha perso i soldi con i quali ha acquistato le obbligazioni.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Più di uno ha parlato che con i subprime si è concretizzato il sogno americano delle Banche Usa, le quali hanno cercato di guadagnare anche sulla povera gente e su quei sciagurati che proprio come al gioco di azzardo si sono accollati i mutui. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;L’aspetto ancor più drammatico, ma che misura l’ampiezza del fenomeno, ma anche la profondità della truffa è che i fondi sorti dalle cartolarizzazioni ( la cartolarizzazione è la cessione di crediti o anche di beni o altre attività di una società attraverso la emissione ed il collocamento cioè la vendita di titoli obbligazionari emessi come equivalente dei crediti ceduti) dei subprime sono stati venduti ed acquistati in tutto il mondo ed anche quindi in Europa con particolare riguardo a quanto è dato sapere fino ad ora dalla maggiore banca olandese e dalla svizzera Ubs (quella che chiede di nominare nuovo AD Marchionne).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;In altri termini le banche, dimostrandosi ancora una volta, insieme ai petrolieri ed alle assicurazioni il gotha della criminalità, superiore finanche alle grandi famiglie russe, americane, cinesi ed italiane, hanno ripartito il rischio sui risparmiatori (gonzi, ma anche famelici) cartolarizzando appunto i fondi a rischio (i subPrime) costituiti dai mutui senza garanzia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;E’ evidente che ai primi accenni di crisi, è aumentato il tasso di riferimento. Ciò ha comportato un peggioramento delle condizioni di pagamento, le quali per effetto dell’incidenza dei tassi variabili hanno determinato l’aumento delle rate e quindi un aumento delle insolvenze. Questa situazione avrebbe dovuto produrre l’intervento delle agenzie di rating (quelle che stimano la solidità delle aziende, delle banche, delle assicurazioni, dei paesi, assegnando attraverso le A, AA, AAA la percetuale di sicurezza), le quali appunto avrebbero dovuto declassare i fondi, avvertendo in questo modo i possessori sulla debolezza degli stessi, cosa che invece per incapacità o per interesse non hanno fatto a cominciare dalla famosa Standard&amp;amp;Poors-.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Le tempeste senza fine che i subprime hanno prodotto e stanno producendo, non ultime quelle legate ai mandati di cattura emessi ed eseguiti tra il 19 ed il 20 giugno, hanno escluso, nella valutazione appunto di quello che è avvenuto e di quello che avverrà – nessuno è assolutamente in grado di capire l’entità dei mutui accesi, di quelli che non saranno pagati, dei fondi spazzatura collocati e quindi dei danni economici e finanziari prodotti - una considerazione che forse è stata la componente ispiratrice maggiore del tsumani finanziario che più o meno dal mese di luglio dell’anno scorso il mondo americano innanzitutto si è trovato ad affrontare, ma che in misura tutta da valutare anche quello europeo si troverà di fronte . La considerazione è quella che il sommovimento in atto è conseguenza del fatto che i soldi della scommessa dei subprime erano degli altri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Infatti va detto che con la cartolarizzazione dei prestiti, gli intermediari finanziari a cominciare dalle banche non avevano alcun interesse a verificare e valutare, come già fatto cenno in precedenza, sull’affidabilità e sulla solvibilità del cliente-debitore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Certo il danaro facile degli inizi degli anni duemila potrebbe trovare rarefazione nelle strette creditizie che da più parti sembrano profilarsi, così come non è detto che la crisi potrebbe coinvolgere altri settori.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;La diabolicità dell’invenzione, realizzata da una consociata della General Elettric or sono venticinque anni fa (1983), era inizialmente rivolta ai normali mutuatari. L’intelligenza anche questa diabolica fu quella di suddividere i portafogli con coperture ipotecarie in diverse tranche: quelle di più elevata qualità furono messe in pagamento prima, quelle meno o di assoluta inconsistenza alla fine. Ciò produsse il grande interesse dei risparmiatori che investirono migliaia e migliaia di miliardi di dollari nei subprime. C’è una simpatica affinità in questa strategia di suddivisione del portafoglio cartolarizzato ed è quella che si ritrova nel cd “scartiloffio” napoletano degli anni cinquanta messo in opera da delinquenti da strapazzo che s’improvvisavano cambiavalute, come oggi si possono trovare ancora sotto le spoglie dei pataccari di orologi svizzeri falsi. L’americano di turno che abboccava al cambio dollaro/lira superiore a quello fissato da cambital alla fine della trattativa riceveva questo rotolo di soldi costituito all’esterno da biglietti da mille o cinquemila lire e all’interno da carta straccia. Gli americani hanno ripagato con gli interessi eccome i “bidoni” di allora.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;ac&lt;/p&gt;     &lt;span class="post-author vcard"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3636590180686862392?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3636590180686862392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3636590180686862392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3636590180686862392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3636590180686862392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/una-nota-sui-subprime_20.html' title='Una nota sui subprime'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-5010099406712831702</id><published>2008-06-20T12:01:00.000-07:00</published><updated>2008-06-20T13:43:07.222-07:00</updated><title type='text'>Non mi tiro indietro</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Antonio Casolaro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vedo incompatibilità, leggendo l'art.15 dello Statuto di "movimentazione", con l'associazione “sinistra critica” alla quale, pur non essendo iscritto, aderisco, partecipando alle iniziative.&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non è il caso di scambiarci icastici apprezzamenti, dal momento che ci conosciamo da una vita. Per me è stato più semplice allontanarsi da RC e forse proprio per questo, dopo le banalità, per esser buono, di Patrizia Sentinelli dell'agosto/settembre 2004, me ne andai. Certamente non avrei sostenuto il Governatore della Campania, le sue scelte, i suoi programmi. Non avrei condiviso quindi le sue responsabilità per tutto questo tempo. Sarà difficile sfilarsi dalla giunta ad un anno dalla scadenza naturale e far passare la decisione, da una parte come critica al programma e dall'altro, rispetto al tempo, come conclusione del responsabile atteggiamento politico dello "sporcarsi le mani" per i bisogni dei ceti proletari. Non capisco in ordine a ciò la scelta di qualcuno, che per tutti questi anni si è battuto contro il Governatore, accusando anche in modo diretto e chiaro la ex segreteria del Partito ed oggi per esempio la blandisce e l'assolve, schierandosi col governatore della Puglia. Non capisco ancora il capogruppo alla Regione che ha fatto da pompiere per tutto questo periodo ed oggi sottoscrive la prima mozione. Non ho mai capito ancora gli "innamoramenti" di carissimi compagni che hanno perduto tempo, passione, intelligenza e delle volte anche la faccia sostenendo "giovani leoni" dal futuro illuminato "si diceva", tradottosi al tirar delle somme in scelte vecchie e di restaurazione. Sono inspiegabili tutti questi atteggiamenti, queste scelte: essi non fanno altro che aumentare la confusione. Si profila insomma un altro brutto risultato anche questo annunciato, in continuità con quelli del 13 e 14 aprile (in Campania secondo un recente studio di Svimez sette distretti operai su dodici hanno votato per il Pdl) e con quelli di lunedì scorso in Sicilia. Naturalmente mi auguro sempre che accada l'inverso (non gioisco insomma quando la sinistra perde, dal momento che gli effetti del disastro colpiscono tutti, ma proprio tutti, anche il caro Silvio Serino, se fosse ancora in vita).&lt;br /&gt;Oramai penso che ci sia una sorta di furore contro la sinistra. L'elettorato, ma anche il ceto consapevole, ha abbandonato la sinistra per tutto quello che ha fatto a favore dei poteri forti (governo Prodi, sindacato etc) e per tutto quello che non ha fatto per quelli deboli (prezzi, pensioni, sanità, case, rifiuti, sicurezza intesa come lotta alle mafie). L'abbandono si è tradotto e si tradurrà forse nell'astensione generalizzata come dire: fate quello che volete. Anche la stanchezza del voto incide e ciò è storicamente comprovato. L'apatia come risposta, il disinteresse come rifugio ultimo, non disdegnando dalla nirvana della droga (la cocaina nelle fabbriche come ci ha raccontato a Maggio Loris Campetti sul Manifesto). D'altra parte come aderire al sostegno di giunte come quelle del comune e della provincia di Caserta, dove fatta salva la riconosciuta attività di appassionati e competenti compagni, il resto è deserto o meglio si perde nei disastri del sindaco e soci (valga fra tutti l'amorale assessore all'ambiente) e nelle "alchimie" del presidente della provincia.&lt;br /&gt;Senza parlare del "ceto" degli eletti di Rc: con buona pace di qualche mosca bianca il resto è orrendo.&lt;br /&gt;Certo la distruzione della classe o del riconoscimento in essa è avvenuta ed il vecchio proletariato è per buona parte solo una categoria sociologica. Significherà qualcosa che una buona percentuale dei giovani di oggi vede nella polizia, nei carabinieri, nella guardia di finanza, nell'esercito professionale non solo lo sbocco della sistemazione, come diceva Di Vittorio negli anni '50 (dentro la divisa c'è il figlio di un bracciante !), ma anche la realizzazione di una propria convinzione? Significherà qualcosa che i vecchi mestieri apparentemente solo manuali, ma di grande interesse economico, penso a quelli cd artigiani di buon livello professionale, non trovano più appeal tra i giovani che si rifugiano in inutili discipline peraltro anche malamente insegnate - sociologia, psicologia, scienze delle informazioni, pedagogia etc., etc - con una scuola sempre più collassata e di basso spessore scientifico ? Ritengo proprio di si. Perché la Regione Campania ha continuato ad erogare fondi per la formazione senza intervenire per esempio tra gli artigiani sostenendo il salario degli apprendisti ? Quando si diceva citando Gramsci abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza significava studiate. Oggi non disdegnerei di lanciare una nuova parole d'ordine ai giovani comunisti: a scuola in quanto comunisti dovete fare il possibile per eccellere, segno cioè di una nuova passione, di un nuovo impegno, dell'umanesimo del comunismo, introducendo pure premi ai migliori.&lt;br /&gt;Questa è la realtà, naturalmente non assoluta, ed è la conseguenza della scomparsa dei "naturali" riferimenti, intesi come strumenti del cambiamento dello stato presente delle cose. Il comunismo è diventato, per chi lo ricorda, una chimera, per altri e sono tanti è una parola alcune volte anche&lt;br /&gt;senza significato, senza speranza, avulsa cioè dalla verità liberatrice in essa racchiusa e che produce.&lt;br /&gt;Le disavventure del 13 e 14 aprile hanno sancito la fine di un'epoca. Certo l'ex presidente della camera ed i suoi discepoli hanno le loro responsabilità e sono tante. Il problema da affrontare era forse molto, ma molto più grande di quanto da essi previsto. Le soluzioni sono state Venezia&lt;br /&gt;dicembre 2003, il congresso, poi il governo Prodi, l'arcobaleno e la fine.&lt;br /&gt;Come uscirne ? Ricominciando daccapo, sperando pure che la crisi permanente del capitale acceleri il recupero e la riattualizzazione del comunismo. Altro allora che "regime leggero" o "democrazia afascista" come dice nel documento del 12 giugno l'ex Presidente della camera. Non appartengo o comunque tento di non appartenere alla schiera di coloro che lapidano l'ex presidente, tuttavia ritengo che una buona dose di opportunismo o forse di leaderismo abbia sorretto le sue scelte e la sua vita (non ha mai lavorato !!!).  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Rispetto all'autoritarismo qualcuno dovrebbe ricordare che già da anni durante gli incontri di “gramigna” o di “officina” la diminuzione degli spazi di democrazia borghese la legammo all'avvitarsi della crisi, che capimmo potesse avanzare nella fase della totalizzazione del rapporto di capitale e nel suo tradursi in capitalismo finanziario e quindi in processi di nuovo fascismo in nuce. La complessità della società del XXI secolo non consente di sopportare "il colpo di stato"; il fascismo moderno è quello che progressivamente riduce spazi di libertà, di copertura sociale, che aderisce a nuovi avventurismi imperialisti e quindi guerre locali, adesioni ad attività di gendarmeria in altri paesi, nuovo razzismo, piccole patrie.&lt;br /&gt;C'è anche che il capitalismo ha vinto, che il XX secolo sul piano della liberazione dal bisogno, dal lavoro salariato, dall'alienazione è stato un accumulo di rovine e di tragedie, per cui tutto va ri/costruito e ri/fondato.&lt;br /&gt;Non si tratta di mettere in croce nessuno, ma forse di distruggere la croce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mi chiedete di far parte dell'associazione. Voi sapete che rifuggo dall'apparire.&lt;br /&gt;Il proscenio non è mai stato il mio forte, al massimo ho fatto parte dell'ultima fila del coro e quelle volte che "ho dovuto" farne parte l'ho fatto con molto disagio, nascosto dietro qualche colonna, pronto ad andarmene ogni qualvolta la burocrazia prendeva il sopravvento. Comunque, ricordando “officina” e “gramigna” non mi tiro indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ac&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-5010099406712831702?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/5010099406712831702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=5010099406712831702' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5010099406712831702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/5010099406712831702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/una-nota-sui-subprime.html' title='Non mi tiro indietro'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-2653402373457447094</id><published>2008-06-19T06:58:00.000-07:00</published><updated>2008-06-19T22:28:55.272-07:00</updated><title type='text'>Corsi e ricorsi storici</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Mimmo Firmani, del circolo di Frattaminore (NA)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La storia, si sa, quando si ripete, si ripete in farsa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Riporto testualmente alcuni stralci di una mozione tristemente nota recante il titolo “Dare vita alla fase costituente di una nuova formazione politica”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Al punto 1: &lt;i&gt;“(…)non basta più in rinnovamento del PCI,sia pure profondo,per cominciare a dare risposte a questa esigenza. Ciò che ci proponiamo è la costruzione di un nuovo soggetto,che sia il punto di incontro di forze diversamente collocate,(…),questo non significa certo tagliare le nostre radici. Significa al contrario dare ad esse nuova linfa(…). Non dunque di autoscioglimento del PCI si tratta. Ma della costruzione di una nuova formazione politica democratica ,popolare, riformatrice, aperta a componenti laiche e cattoliche, interprete delle nuove domande che vengono dal mondo del lavoro e della cultura come dai movimenti dei giovani e delle donne, dall’ambientalismo, dal pacifismo e dal movimento per la nonviolenza, dal femminismo”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Al punto 8: &lt;i&gt;“(…) esiste oggi una sinistra sommersa, un potenziale riformatore che taglia trasversalmente la società civile, le sue organizzazioni ed i partiti, ma che non riesce ancora a trovare adeguata espressione politica(…) noi stessi avvertiamo l’esigenza di andare &lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;oltre&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;  questa esperienza… c’è un movimento cattolico progressista che sta attraversando un fase di profondo e fecondo rinnovamento. C’è il movimento dei Verdi (…) c’è un movimento radicale che con le sue battaglie ha sollecitato l’esigenza di una riforma della politica, di nuove libertà civili, di nuove regole democratiche. Queste diverse componenti ideali e politiche della sinistra vogliamo che siano interlocutrici e protagonisti della fase costituente di una nuova formazione politica”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Al punto 9 la dichiarazione solenne: &lt;i&gt;“…non sono in discussione nome e simbolo del PCI”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tra i firmatari della mozione, fino al 5 Gennaio 1990, risultavano i seguenti nomi: Achille Occhetto, Antonio Bassolino, Goffredo Bettini, Vannino Chiti, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Marco Minniti, Fabio Mussi, Giorgio Napolitano, Cesare Salvi, Walter Veltroni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Come è andata a finire è noto a tutti, non sono invece analogamente note a tutti (anche per questioni anagrafiche) le categorie concettuali e gli slogan utilizzati da queste avanguardie illuminate nei confronti di chi aveva ben chiaro quale fosse il reale disegno politico e che perciò dissentiva: estremismo, settarismo, minoritarismo, conservatorismo, identitarismo, &lt;u&gt;veterocomunismo&lt;/u&gt;, &lt;u&gt;cultura del sospetto&lt;/u&gt;.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Al CC della svolta (20-24 Novembre 1989), Giancarlo Pajetta affermava: &lt;i&gt;“(…) i perplessi ed i contrari non chiamateli conservatori, come oggi li sento chiamare, gente da comprendere, poveracci di un’altra generazione. Noi abbiamo troppe volte pagato il fatto di aver considerato in modo sprezzante le opinioni di chi dissentiva. Non possiamo non ricordare oggi quelle lezioni del passato. So che la storia del nostro partito è fatta di molte svolte. Ma bisogna sempre sapere se la svolta va in una direzione giusta”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Nel medesimo CC, Pietro Ingrao sosteneva: &lt;i&gt;“ In politica è saggio e doveroso attenersi ai fatti. Il fatto su cui siamo chiamati a pronunciarci è questo: la proposta che il PCI promuova una fase costituente, che porti ad una nuova formazione politica di sinistra ed allo scioglimento in essa dell’attuale PCI. Si dice: fase costituente. Ma una fase costituente se non vuole essere una fluttuazione verso non si sa dove suppone che siano almeno identificati e nominati interlocutori visibili, che essi rappresentino forze politiche consistenti. Sinora i Verdi ci dichiarano amicizia ma hanno già detto no. Non vedo una sinistra consistente di ispirazione cristiana che dichiari di essere disposta a confluire. Nemmeno il gruppo radicale sembra esprimere un interlocutore certo. Né dentro il partito socialista, né dentro il partito socialdemocratico, né dentro il partito repubblicano vedo forze di rilievo disposte a staccarsi dalla loro matrice. Nel seno stesso della Sinistra Indipendente, che è la più vicina a noi, emergono anche dissensi (…) Non solo restano vaghi gli interlocutori ma non vengono definite in positivo la scelte discriminanti, indispensabili per andare ad un confronto serio. Confesso che ieri non sono riuscito a capire bene se abbiamo in mente un partito socialdemocratico, o un partito democratico o semplicemente un forza progressista. E dinanzi a questi singolari silenzi che allora sorge l’aspro interrogativo che il senso di questa operazione sia essenzialmente un altro: non al positivo ma al negativo: la dichiarazione di morte del comunismo…”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ed ancora: &lt;i&gt;“(…) Dissento dal giudizio positivo da noi espresso sulla politica estera italiana. Il Governo non ha proceduto nemmeno ad una riduzione limitata delle spese militari (…) allora anche questa alta parola “non violenza” resterà una nobile aspirazione etica (…) ed è parola che esige coerenza: non si può pronunciarla e poi non criticare i socialisti francesi che difendono ora i loro arsenali atomici. Non credo ad un discorso con l’Internazionale Socialista che non abbia questa coerenza”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sperando di non essere irriverente, e non osando neanche lontanamente equiparare i partiti in questione, la loro consistenza e struttura e tantomeno i contesti storico-politici, sento tuttavia il bisogno di sottolineare analogie e soprattutto l’affinità di categorie concettuali che stanno caratterizzando lo svolgimento del VII Congresso Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Preliminarmente, però, voglio ricordare che poco prima del verificarsi di una delle tante scissioni prodottesi nella sinistra comunista di questo Paese (quella del 1998 con la nascita del PdCI), l’allora segretario del PRC, Fausto Bertinotti, fu accusato di stalinismo e di essere portatore della più volgare e primitiva &lt;u&gt;cultura del sospetto&lt;/u&gt;. Sarà poi Arturo Parisi a confessare a posteriori che mentre si svolgeva il CPN del PRC, era già pronto l’accordo con la componente cossuttiana per la fiducia al primo governo Prodi ed erano inoltre già state preparate le tessere del nuovo partito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;E’ inoltre interessante ricordare che periodicamente, nel corso degli ultimi 10 anni, il compagno Fausto Bertinotti in particolare è stato etichettato come conservatore, identitario, &lt;u&gt;veterocomunista&lt;/u&gt; da tutti i dirigenti della cosiddetta “sinistra moderata” e da certa stampa (la Repubblica in primis) ogni volta che ci si permetteva di difendere l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, la Costituzione Repubblicana, la laicità dello Stato, la pace, il diritto al lavoro, etc. Ce li ricordiamo tutti quegli articoli tanto insopportabili quanto stupidi tesi a sbeffeggiare la politica del PRC e in particolare il “sub-comandante Fausto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Tornando a noi, è necessario prendere serenamente atto del fatto che improvvisamente i vari D’Alema, Latorre, Mussi, etc., il Corriere della Sera e la Repubblica (altro ricorso storico), decidono di entrare a gamba tesa nel dibattito congressuale del PRC, tifando apertamente per la mozione di cui è primo firmatario Nichi Vendola e cofirmatario Fausto Bertinotti. O meglio tifano per la parte quarta della mozione n. 2, quella relativa al processo costituente della sinistra.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Io invito, sommessamente, le compagne e i compagni a confrontare in particolare i punti i punti 4a e 4b di questa mozione con i sopracitati punti della mozione Occhetto. Invito a confrontarne il linguaggio, la retorica, la debolezza politica, l’oltrismo fine a se stesso, l’ambiguità sulla collocazione europea, l’indeterminatezza degli interlocutori. Nonché la contraddizione politica e grammaticale tra la proposta di una fase costituente (che , se non erro, è il processo mediante il quale due o più entità si sciolgono per darne vita ad una nuova) e la “dichiarazione solenne”: “&lt;i&gt;l’esistenza del PRC non è un bene disponibile se non alla collettività di donne e uomini che lo incarnano: non è stato e non è tema di discussione il suo scioglimento”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Vorrei essere pacato, ma un po’ mi indigno!!!&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Come si fa a mentire, sapendo di farlo, e in modo così spudorato? E le 10.000 tessere dell’ Arcobaleno già stampate? E gli appelli predisposti per costituire il soggetto unico nell’ambito del quale il comunismo sarebbe stato una tendenza culturale? Ed il fatto che ciò era già stato deciso &lt;u&gt;al di fuori del percorso congressuale&lt;/u&gt;?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Questo nel PCI, anche nell’ultimo PCI, non sarebbe mai stato possibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ma ecco rispuntare lo slogan che rende immuni da tutto e tutti: chi sostiene ciò che è ampiamente dimostrabile e verificabile è afflitto, udite udite, &lt;u&gt;dalla cultura del sospetto&lt;/u&gt;! E’ un conservatore, un veterocomunista, nella migliore delle ipotesi è affetto da sindrome “identitaria”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Peccato, per questi novelli soloni, che “chi non capisce” rappresenta la mozione di maggioranza congressuale. Ed ecco dunque correre in soccorso Claudio Fava, neocoordinatore di SD che, su “il Manifesto” dell’11 Giugno a pagina 4, dichiara che la costituente si farà comunque e &lt;i&gt;“se anche Vendola perdesse, il problema resta, il Paese ci ha detto che le nicchie identitarie non servono”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Stesso giorno, stesso giornale e stessa pagina, ed ecco rispuntare Achille Occhetto (si, proprio lui!) che afferma: &lt;i&gt;“serve una sinistra di nuovo conio (…), niente sigle comuniste, che sia una vera novità, una sinistra unita con un’idea chiara, moderna, &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;tutta dentro l’orizzonte socialista&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; (…) e se non dovesse piacere alla nuova maggioranza del PRC vuol dire che questa forza potrebbe subire una scissione tra le due sue componenti, quella su posizioni &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;veterocomuniste&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; e quella che si muove sulla linea di una costituente di sinistra come noi”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ciò che lascia davvero perplessi è che nessuno dei sostenitori della mozione n. 2&lt;i&gt; &lt;/i&gt;si sia sentito in dovere di stigmatizzare queste ingerenze (cosa che Ferrero ha invece fatto con Diliberto, che pure dichiarava di “apprezzare la sua mozione”) e di smentire ogni ipotesi di scissione, impegnandosi a rispettare qualsiasi esito congressuale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Parafrasando Ingrao, in politica è saggio e doveroso attenersi ai fatti. Vendola e i suoi sostenitori propongono una “costituente della sinistra”. Ma con chi? I Verdi hanno detto no, il PdCI idem, la maggioranza del nostro partito è contraria, nella stessa SD c’è chi già sta tornando all’ovile del PD, e chi rimane parla di una operazione tutta interna all’orizzonte socialista, cioè al PSE, che è stato, specie negli ultimi anni, organico totalmente alle politiche neoliberiste e ad una politica estera che, eufemisticamente, non ha avuto molto a che fare con la “non violenza”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Quale unità si immagina con soggetti politici (come SD e non solo) che non si sono neanche degnati di partecipare alla manifestazione del 20 Ottobre 2007 contro la precarietà? Ed il Governo non doveva essere uno strumento e non un fine?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Trattasi, come è evidente, di una &lt;i&gt;“fluttuazione verso non si sa dove”. &lt;/i&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Insomma, se è vero che errare è umano, è anche vero che perseverare è diabolico!&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Anche per queste ragioni sosterrò il documento di maggioranza congressuale che ha come primo firmatario il compagno Acerbo. Perché non è solo il documento degli ex DP, di Essere Comunisti o di una parte significativa dei movimenti, ma è il documento di tutti e tutte coloro che ritengono che l’ispirazione che ha dato vita al PRC non sia storicamente superata.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;E’ la mozione (questa sì unitaria sul piano politico, e plurale nelle culture e nelle provenienze) di chi sostiene che il PRC è necessario anche se non sufficiente (e non di chi dice che siccome non siamo sufficienti, non siamo neanche necessari). E’ la mozione in cui è presente il tema dell’autocritica e che condanna l’espropriazione del dibattito collettivo che abbiamo subito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;E’ la proposta politica di chi coglie il nesso tra l’innovazione e la capacità di non smarrire la propria identità (che va al di là del nome e del simbolo), di chi pone il tema dell’unità della sinistra dal basso e sui contenuti, di chi individua nell’impegno sociale la priorità di questa fase storica. Di chi inoltre, recupera pienamente lo spirito della Conferenza di Carrara, e quindi considera anomalo chi dichiara di voler continuare a fare il Presidente della Regione Puglia, di voler fare contemporaneamente il Segretario del PRC, e di volersi ricandidare tra due anni comunque alla Presidenza Regionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“ &lt;i&gt;Guai al popolo che ha bisogno di eroi”, &lt;/i&gt;sosteneva Brecht.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ecco, questo è il punto: noi dobbiamo eleggere il segretario del partito sulla base di una linea politica; non dobbiamo far parte del partito del Segretario, neppure se si tratta di un segretario eroico e virtuoso. Del resto appare sempre più chiaro che Niki Vendola viene spudoratamente utilizzato come foglia di fico per coprire una proposta politica neo-occhettiana…a distanza di quasi 20 anni!&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;E proprio vero che la storia, quando si ripete, si ripete in farsa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-2653402373457447094?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/2653402373457447094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=2653402373457447094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/2653402373457447094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/2653402373457447094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/continua-leggere-lintervento-e-posta-i.html' title='Corsi e ricorsi storici'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3688609672438765554</id><published>2008-06-18T09:34:00.000-07:00</published><updated>2008-06-18T09:41:40.867-07:00</updated><title type='text'>Caserta: stop agli sfratti. Picchetto al Parco Primavera</title><content type='html'>&lt;div class="Ih2E3d"&gt;L'associazione MOVIMENTAZIONE ha aderito al Picchetto Antisfratto organizzato per le ore 7.00 per il giorno 26 Giugno  a Parco Primavera a Caserta dal Comitato famiglie di Parco Primavera, dal Laboratorio sociale Millepiani e dallo Sportello dei Diritti Caserta.&lt;br /&gt;Sarebbe una vergogna se la Prefettura concedesse l'uso della forza pubblica. La proprietà, la società Project Management vuole utilizzare gli sfratti per alzare il prezzo nei confronti del Comune, che dispone di un finanziamento regionale per acquisire gli immobili di tutto rispetto (circa sette milioni e mezzo, oltre 230 mila euro ad appartamento), mentre la proprietà ne vorrebbe addirittura il doppio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Aderiamo all'appello come associazione e abbiamo chiesto e speriamo che faccia altrettanto Rifondazione Comunista, perché è necessario fermare con ogni mezzo possibile questo tentativo di speculazione e questa lesione dei diritti degli inquilini".&lt;br /&gt;&lt;div class="Ih2E3d"&gt; Movimentazione è una associazione culturale e di promozione sociale che sta sostenendo apertamente, nel confronto congressuale del PRC, la mozione Acerbo, documento espressione della maggioranza attuale che ha tra i suoi firmatari Paolo Ferrero, Haidi Giuliani, Claudio Grassi, Lidia Menapace, Ramon Mantovani, Imma Barbarossa, Giovanni Russo Spena, Francesco Caruso e Andrea Alzetta, il Tarzan delle occupazioni di case a Roma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; E' la mozione che sostiene la necessità di coniugare il comunismo e il movimento, e che rappresenta la ripresa delle migliori intuizioni della rifondazione comunista all'epoca del movimento dei movimenti e di Genova 2001.&lt;br /&gt;Ma "movimentazione" non vuole essere semplicemente un'area del partito: nasciamo per contribuire, con umiltà e convinzione, a riprendere il filo rosso del marxismo eretico, del comunismo libertario, del mutualismo e della vertenzialità. Il nostro impegno è  di promuovere cultura critica e sostenere pratiche sociali antagoniste. E' questo che intendiamo fare anche in questa provincia. dentro e fuori rifondazione comunista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3688609672438765554?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3688609672438765554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3688609672438765554' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3688609672438765554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3688609672438765554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/caserta-stop-agli-sfratti-picchetto-al.html' title='Caserta: stop agli sfratti. Picchetto al Parco Primavera'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-1160309223478715857</id><published>2008-06-12T13:40:00.000-07:00</published><updated>2008-06-12T23:44:28.373-07:00</updated><title type='text'>Dall'alfabeto della nostalgia all'ansia neo-identitaria</title><content type='html'>&lt;div class="gmail_quote"&gt;&lt;div class="Ih2E3d"&gt;&lt;i&gt;In margine alla presentazione della mozione Vendola a Caserta l'11 giugno  &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;di Giosuè Bove&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="Ih2E3d"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ho ascoltato con piacere la passione e la poesia che Nichi Vendola riesce a mettere anche nel racconto più grigio. L'ho ascoltato ripercorrere il novecento con la dolcezza ed il rimpianto quasi infantile di un epoca, di una epopea, di un mondo: una ballata, che a volte lenta macina memoria, a volte come un fiume che incontra un salto, acquisisce velocità e travolge e suscita sentimenti di orgoglio e di ritorno. E dietro il racconto un impianto analitico condivisibile: la fine del Novecento e di quella composizione di classe, di quella storia, la dimensione della Sconfitta. Come in un bizzarro viaggio in treno, avanti e indietro le immagini di quei braccianti e di quegli operai, del lavoro che da "pietra di scarto diventava pietra angolare": l'alfabeto della nostalgia che lacrima gli occhi e ti riempie il cuore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;E però, proprio per quello che Vendola descriveva, sicuramente meglio di tanti, io ho scelto di oppormi alla costituente della sinistra, cioè ad un tentativo neo-identitario, giocato tutto nel cielo della politica:  perché sarebbe sbagliato, contribuendo a rimuovere dall'immaginario sociale l'idea della abolizione dello stato di cose presenti, e inutile, perché al resto del mondo, alla gente normale, al nuovo proletariato precario, di come ti chiami, nel bene o nel male, frega poco, mentre è essenziale quello che fai e come lo fai.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ci deve essere tra il racconto e le sue conclusioni un rapporto consequenziale, come in un bel film tra lo sviluppo della trama ed il suo finale, che non c'era e non c'è nella proposta della mozione firmata da Vendola. Se la situazione è quella, e cioè la traversata nel deserto, non c'è bisogno di costituenti, ma di radicamenti, non c'è bisogno di dissolvenze ma di materializzazioni. In altre parole non è mettendo insieme ceti politici di partiti o anche di associazioni che si risolve il problema né inventandosi nomi, sigle, simboli nuovi e peraltro paradossalmente di fatto più minuscoli e minoritari di quelli esistenti. Del resto l'unità che costruisce arricchimento è quella capace di sintesi e di rispetto delle differenze, come fu il Genoa Social Forum, come potrebbe essere oggi una rete consiliarista, a snodi territoriali o a forum tematici: dal basso, valorizzando differenze, identità, autonomie.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ma la questione di fondo non insiste sulla forma: essa ci tocca nel profondo e riguarda il nostro tornare alle radici. Non solo "stare nelle masse e fare inchiesta" ma viverci immersi, nelle medesime condizioni. Vendola ha citato due esempi, la Spagna e la Francia, in cui la sinistra ha seguito strade, a suo parere, opposte (la prima in direzione della "marmellata", la seconda della "atomizzazione") entrambe perdenti. In questo citare e, soprattutto, nel non citato egli ha svelato uno dei perché di fondo della stonatura, della cesura tra racconto e conclusioni: in realtà in entrambi i casi – Francia e Spagna - ci troviamo alla medesima logica della ingegneria politica, impotente di fronte alla Sconfitta, come si è visto anche in Italia con la Sinistra Arcobaleno, il cui politicismo ha aggravato la situazione; e nella mancata citazione della Germania e dell'Olanda vi è una reticenza sulle esperienze che - in forma non neo-identiaria - hanno praticato il radicamento sociale, &lt;i&gt;cioè l'essere pienamente a servizio del popolo, ricostruire così il movimento operaio nella accezione nuova del termine&lt;/i&gt;  ed una correzione netta del rapporto tra rappresentanze politiche ed istituzionali e soggettività sociali, cioé &lt;i&gt;l'essere "uguali" dal punto di vista del reddito e del modo di vivere delle persone che intendi rappresentare.  &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La conclusione del bel racconto è stata, insomma, una nota stonata, reticente: di fronte alla lirica della vita, evocata dalle citazioni di Moro, Che Guevara e  Gramsci, scappa infine lo strepitio ansioso della ricerca di una nuova identità politica, che appare come il classico arrampicarsi sugli specchi, come una frettolosa negazione dell'altezza maestosa della riflessione sulla sconfitta. Mentre più grande e più saggio sarebbe stato ammettere che dentro la discussione nostra c'è stato un travolgimento ma che è evidente a tutti che la priorità va data alla ricostruzione della soggettività sociale, che oggi è necessario esercitare le nostre poche energie proiettando i nostri circoli, il nostro partito, quel che ci rimane della rappresentanza istituzionale, nella dimensione del "partito sociale", evitando di perder tempo in altre questioni e soprattutto evitando di perdere un altro treno, dopo quello che sciaguratamente abbiamo lasciato partire dalla stazione di Genova in quel maledetto e meraviglioso luglio del 2001.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-1160309223478715857?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/1160309223478715857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=1160309223478715857' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1160309223478715857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1160309223478715857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/dallalfabeto-della-nostalgia-allansia.html' title='Dall&apos;alfabeto della nostalgia all&apos;ansia neo-identitaria'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-1364732630516287422</id><published>2008-06-03T07:05:00.000-07:00</published><updated>2008-06-03T07:06:48.579-07:00</updated><title type='text'>Rimettersi in cammino</title><content type='html'>LETTERA APERTA DEI CIRCOLI DI LAVORO&lt;br /&gt;DI RIFONDAZIONE COMUNISTA&lt;br /&gt;ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLA CAMPANIA&lt;br /&gt;Care compagne/compagni,&lt;br /&gt;ci rivolgiamo a tutte/i voi in forma di lettera diretta, anche per sottolineare il carattere aperto della nostra riflessione sul mondo del lavoro nella nostra Regione, alla luce della sconfitta di Rifondazione Comunista e della Sinistra il 13/14 aprile scorso. Il lavoro, a Napoli, in Campania e nel Mezzogiorno, è stato travolto da una globalizzazione senza regole che ha alimentato delocalizzazioni di attività all’estero (anche in presenza di imprese in attivo). Il Mezzogiorno e Napoli si differenziano dalle regioni del Centro-Nord del Paese, oltre che per una disoccupazione strutturale e per la presenza massiccia di lavoro precario, anche per la cattiva qualità degli insediamenti produttivi che, spesso, risultano essere dei “prolungamenti” di aziende settentrionali privi di direzionalità e strategia.&lt;br /&gt;La vittoria del governo Berlusconi e la scelta di attuare il federalismo fiscale aumenterà il divario di ricchezza e di sviluppo tra le varie aree del Paese. La CONFINDUSTRIA, mai come oggi, si trova in sintonia con l’attuale compagine governativa nel cancellare i diritti e le conquiste dei lavoratori.&lt;br /&gt;CGIL-CISL-UIL rischiano di sintonizzarsi con il Governo e con i padroni, proponendo l’abolizione di fatto del contratto nazionale con l’introduzione e il rafforzamento di contratti territoriali, aziendali, individuali e l’allungamento dell’età pensionabile. Insistere sugli aumenti salariali legati alla produttività significa determinare il prolungamento dell’orario effettivo della giornata di lavoro ed un maggiore sfruttamento, peggiorando le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Le logiche di rigore liberista e di compressione del costo del lavoro sono sostenute da tutti i partiti dell’arco costituzionale ed anche dal PdL e dal PD. Siamo davanti ad un tendenza che, qualora si avverasse, rappresenterebbe un vero disastro per i lavoratori e la democrazia.&lt;br /&gt;Siamo ben consapevoli delle difficoltà legate alle condizioni materiali di vita di ognuno di noi. L’aumento del costo degli affitti, la penuria dei servizi sociali, la crescita dei prezzi dei generi alimentari e dei carburanti, nel Mezzogiorno e a Napoli, rendono ancora più drammatica l’esistenza delle famiglie mono-reddito e dei pensionati; per questo, è quanto mai urgente ricostruire una rappresentanza politica dei bisogni del mondo del lavoro, a partire dal varo di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari e delle pensioni (una nuova scala mobile).&lt;br /&gt;Siamo coscienti dei limiti di Rifondazione Comunista nell’ultima fase. Non li vogliamo nascondere, anzi li vogliamo qui evidenziare: l’inefficace partecipazione al Governo Prodi; l’aver creato una forte disillusione tra il nostro popolo sull’incapacità di eliminare il lavoro precario; l’avere costruito un cartello elettorale -Sinistra l’Arcobaleno- come un’operazione verticistica incapace di cogliere tutta la sofferenza del mondo del lavoro. Vogliamo voltare pagina! Insieme a quanti si renderanno disponibili, vogliamo impegnarci per un rilancio di Rifondazione Comunista, per l’oggi e per il domani, come uno strumento a difesa dei lavoratori e come un partito utile alle emergenze sociali del nostro territorio.&lt;br /&gt;Vi invitiamo ad un primo confronto mercoledì 4 giugno ore 17.30, c/o Hotel Oriente, Via Diaz, Napoli (nei pressi P.zza Matteotti), con i compagni Paolo Ferrero, Claudio Grassi e Ramon Mantovani che condividono come noi la priorità di ripartire dai bisogni, dalle domande del mondo del lavoro e per ricostruire un ruolo di Rifondazione Comunista e della Sinistra a Napoli, nel Mezzogiorno e nel Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Circoli, lavoratrici e lavoratori del Partito della Rifondazione Comunista di:&lt;br /&gt;Aeroporti di Napoli, Ospedale Monaldi, Ansaldo Trasporti, Comune di Napoli, F.S. di S. M. La Bruna, Marittimi, Sepsa, A.N.M., Pubblico impiego, Alfa-Avio.  &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-1364732630516287422?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/1364732630516287422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=1364732630516287422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1364732630516287422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1364732630516287422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/06/rimettersi-in-cammino.html' title='Rimettersi in cammino'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-9125585743508234290</id><published>2008-05-31T11:01:00.000-07:00</published><updated>2008-06-02T02:30:53.569-07:00</updated><title type='text'>Appello alla gentilezza</title><content type='html'>E' proprio vero che dio acceca chi vuole smarrire. In questo rumoreggiare distratto e superficiale ho visto, in questi giorni, trasformare la discussione sul nostro destino in mitragliate di rancore; ed un "naufragare amaro" in un autismo incapace di ascoltare le parole e di leggere i gesti se non con decodificazioni dietrologiche. E, a scanso di equivoci, non sto parlando se non di me, senza alcuna intenzione di ergermi a giudice di altri. Certo, lo scontro sulle idee è duro; ed è necessariamente duro perché la realtà, nella sua insopportabile e irriverente crudezza, ci consegna ad un bivio storico: e per quanta convinzione ognuno di noi ci metta nel difendere le proprie tesi, ci rendiamo tutti conto, ne sono certo, che la situazione sarà comunque difficilissima.&lt;br /&gt;Abbiamo di fronte il montare di una reazione di massa, di una cultura da basso ventre. Di una politica del "me ne frego", sintonica con l'egoismo sociale da ipermercato troppo pieno. Vetrine luccicanti e miseri sentimenti di superiorità disegnano uno spazio in cui persino la possibilità della rappresentazione politica dell'agire per la trasformazione sociale sembra sfumare dentro il ribollire delle piccole patrie, del "sto prima io", della merda familistica. Proprio il totalizzarsi del rapporto di capitale nella fase della globalizzazione, la mercificazione non solo delle cose, ma anche dei corpi, delle idee, delle rappresentazioni e, soprattutto, proprio la sua crisi odierna esalta l'impossibilità della liberazione dentro i confini di questa società e toglie il respiro alla possibilità di una rappresentazione solo "politica" dell'oltre, tenta di chiudere con il filo spinato "l'essere &lt;i&gt;&lt;b&gt;in&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; questo mondo, ma non &lt;i&gt;&lt;b&gt;di &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;questo mondo".&lt;br /&gt;Per questo mi sembra un errore insistere con ricette "politiciste", cioè che vivono sostanzialmente nel cielo della politica, e con la personalizzazione delle posizioni. Per questo sosterrò con la convinzione possibile, quella cioè permeata dal dubbio come metodo e come sostanza, la linea politica che propone di salvare una presenza "comunista" e dunque rivoluzionaria, e di svilupparla, coniugandola innanzitutto dal lato dell'autorganizzazione sociale. Per questo mi sembra giusto porre davanti l'utilità nostra, l'utilità collettiva, non di un singolo ma di una comunità.&lt;br /&gt;Ma allo stesso tempo, in nome dell'unico dio che intendo servire, proprio il dio clemente e amorevole del dubbio, io vorrei essere gentile. Non mi appello agli altri, sottintendendo un giudizio: ma a me stesso. Devo essere gentile, per capire, per non impoverire oltre questo agire e pensare; per sentirmi egoisticamente più ricco, devo essere gentile. Cedere il passo, ed essere il primo a farlo; sorridere se si urla, parlare a bassa voce. Non che sia dotato di queste virtù, ma adesso è il momento di cercarle, di trovarle, nel profondo dell'animo.&lt;br /&gt;Facciamo di questo nostro discutere un momento lungo e paziente di ascolto, organizziamoci per sentirci. Dovunque possibile, non per l'obbligo del volersi bene, ma per il rispetto che merita la nostra storia, per la speranza che merita questa umanità.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(136, 136, 136);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Giosuè Bove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-9125585743508234290?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/9125585743508234290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=9125585743508234290' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/9125585743508234290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/9125585743508234290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/appello-alla-gentilezza.html' title='Appello alla gentilezza'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3429046803129748029</id><published>2008-05-31T10:58:00.000-07:00</published><updated>2008-05-31T22:46:10.909-07:00</updated><title type='text'>uno, uno e mezzo, due, due e mezzo (con una premessa). Della semplicità, dell'unità e dell'autonomia</title><content type='html'>&lt;b&gt;di Giosuè Bove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;premessa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La titolazione che qualche volta adotto per distinguere un pensiero o un argomento dall'altro, utilizzando la sequenza dei numeri ed esprimendoli rigorosamente a lettere è un vezzo, o più precisamente un plagio: lo confesso, sono un lettore accanito di Andrea Camilleri e il suo Montalbano è uno sbirro che, però, mi piace. Chi ha voluto vedere nella sequenza "uno, due, tre, quattro e cinque" un modo di contare le tacche sul fucile del tiratore scelto è evidentemente influenzato da altro tipo di letture. Vi giuro che non ho intenti omicidi, e che invece amo la discussione, l'argomentare anche aspro. E che il litigare delle idee non mi produce effetto sulle relazioni affettive, se non temporaneamente (sempre di carne sono fatto, e da parecchi anni, purtroppo, anche con una certa abbondanza). Vorrei, dunque, poter continuare con questo vezzo e con questo plagio. I numeri hanno un loro fascino, vengono dal deserto, dai commerci antichi, portano addosso il sapore della sabbia e del mare. La loro sequenza evoca allo stesso tempo la razionalità elegante e la passione canicolare ... ho un piacere quasi fisico ad utilizzarli. E  vorrei anche poter continuare a scrivere come se parlassi tra amiche e amici: non riesco fare comizi, adesso. Sono spaventato dalla situazione e allora preferisco conversare, non perdere la dimensione del noi. Se a volte cito il nome di una compagna o di un compagno (e un'amica o un amico), non è per usare il dito indice o esercitare un pubblico giudizio; al contrario, è che provo a restare a casa mia, con quelli che conosco e che voglio bene.&lt;br /&gt;E a proposito di chi voglio bene: Peppe Roseto (ci risiamo... ma questa volta non ti incazzare subito....) ha fatto un'ottima presentazione del documento che vede come primo firmatario Vendola. Interessanti sono i suoi due spunti nodali: quello della "semplicità" e quello della "unità". Se non ho capito male (e naturalmente adesso sto traducendo a modo mio) Peppe sosteneva che è necessario e possibile essere più "semplici" (anche in polemica con la evocazione della complessità agitata dai soliti noti, Milani e Bove...). Solo così - diceva - si possono capire le differenze e ricostruire l'unità. In altri termini, direbbe il linguista,se denudiamo e decodifichiamo la contraddizione e la portiamo al suo stato di antinomia quasi pura, proprio il processo analitico-interpretativo può costituire la prima negazione necessaria ad innescare la dialettica per le negazioni successive, ovvero per la sintesi superiore (i linguisti generalmente si capiscono solo loro). Ma è vero: per camminare insieme bisogna capirsi: è una sfida davvero interessante. Per questo voglio proporre due antinomie, cioè due coppie di opposti, che sono state al centro della coda di dibattito a fine CPF&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;b&gt;uno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Maggioritario e unitario: è la prima antinomia. Maggioritario è quel sistema politico per cui chi ha la maggioranza deve gestire (governare) e chi sta in minoranza fare l'opposizione. I sistemi democratici del dopo-guerra soprattutto in Europa si sono preoccupati di attenuare il carico "dittatoriale" insito in questa impostazione, con una serie di pesanti contrappesi. Chiusa anche ideologicamente la parentesi prima della guerra guerreggiata nel continente e poi, a fine secolo, della guerra fredda, la cultura dominante contemporanea ha ripreso a considerare quei contrappesi lacci e lacciuoli e a preferire il decisionismo leaderistico, come negli anni '30. Ma più di allora, oggi il carattere intrinsecamente autoritario della impostazione maggioritaria  è rafforzato proprio dallo sviluppo della potenza produttiva e dalla sua combinazione sociale, dalla crescita d'importanza dell'informazione come merce e come mezzo di produzione.&lt;br /&gt;Ma maggioritaria è anche l'ispirazione secondo cui chi ha la maggioranza all'interno di una organizzazione politica o sociale deve gestire e guidare la stessa organizzazione. E' una tesi assolutamente non originale, diventata "indiscutibile" dopo l'esperienza "bolscevica" (che, non è un caso, significa "di maggioranza") e  per tutta la fase della egemonia sul movimento operaio della III° internazionale. Ed è, a parer mio, (so di dire una eresia, ma io lo penso da almeno 20 anni...) &lt;span style="font-family: arial,sans-serif;"&gt;è una delle conseguenze della trasposizione del modello della politica e della rivoluzione borghese, con la finalizzazione della conquista del potere, nell'agire comunista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;uno e mezzo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L'impostazione unitaria è alternativa alla impostazione maggioritaria. Ma che significa "impostazione unitaria"? - si chiedeva Gabriele, che dietro l'apparente mitezza nasconde elementi di dogmatismo kantiano. Significa, semplicemente, che una volta stabilita la direzione prevalente di marcia, poi si lavora tutti insieme; Significa, in altri termini, che si discute sulla linea politica e la maggioranza certamente la definisce. Ma, intanto, non "una volta e per sempre", perché la società è movimento e bisogna evitare di adeguare la realtà alle proprie formule; in secondo luogo mettendola a disposizione di una verifica reale dentro il corpo del partito e la rete delle relazioni sociali; in terzo luogo evitando come la peste una selezione del gruppo dirigente basata sul grado di fedeltà e di ubbidienza (e, dunque, di mediocrità), e costruendo invece a partire dall'impegno, dalla militanza, dalle attitudini, dalla volontà, dalla lealtà verso la comunità-partito.&lt;br /&gt;Allora propongo una idea semplice: che tutti quelli che sono d'accordo con "l'impostazione unitaria" che anche Peppe sosteneva, lo dicano pubblicamente. Lo scrivano, lo discutano nei propri circoli, lo comunichino ai livelli nazionali. Così forse è possibile, nonostante tutto, uscire bene da questo congresso. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;b&gt;due&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Unità e autonomia è la seconda antinomia: troppe volte utilizziamo l'aggettivo "strategico" per condire il ragionamento sulla politica delle alleanze:. E allora senti dire che  l'alleanza con il PD è una necessità "strategica", ovvero, al contrario, il PD è strategicamente un avversario. Certezze che mal si addicono a questa fase.  E che decisamente quando vengono applicate nel concreto delle situazioni riservano notevoli sorprese: lo dimostrano le vicende politiche recenti in territori dove pure le compagne ed i compagni sono convinti sostenitori del rapporto "strategico" con il PD: Aversa e Orta. Nel primo caso alle elezioni amministrative abbiamo polemizzato con le primarie, rotto sui contenuti e sulle forme e ci siamo presentati da soli in una coalizione di ispirazione comunista aperta ai movimenti sociali; ad Orta con un pezzo del PD ora fuoriuscito il dialogo era precluso per vicende che hanno poi assunto rilievo giudiziario: ma anche con il resto, non è che si andava molto meglio. E non è per niente strano che abbiamo avuto esperienze positive solo con pezzi di movimento e di cultura politica cattolica. Sia ad Aversa che ad Orta il principio dell'alleanza come valore strategico non ha retto. E pur non essendo antigovernisti per principio si è scelto, sulla base di valutazioni che io definisco "di utilità sociale" e di "igiene politica", di candidare sostanzialmente il nostro partito all'opposizione.  Ora è chiaro che non è possibile trasporre sul piano nazionale vicende che hanno respiro locale. Ma chi le ha vissute sa bene che esse sono state e sono paradigmatiche. La politica non è una quantità che si misura con il metro, come i panni al mercato, ma una qualità. Ed ha bisogno dunque di capacità di giudizio e di comparazione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;due e mezzo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Io più o meno la penso così: la chiave per esaminare la politica delle alleanze, e decidere se è giusto o meno stare nei governi nazionali e locali, non può materialisticamente essere un "principio" ma, piuttosto una attività di valutazione del grado di utilità sociale raggiungibile.  E in questa valutazione può acquistare senso anche la proposta del patto federativo, o meglio della rete e del partito sociale. Così non ci sarebbe bisogno di un altro soggetto politico che si sovrapponga a Rifondazione (né genericamente di sinistra, né genericamente comunista), ma piuttosto di una rete di relazioni strutturate dal basso con le quali sia possibile affrontare con più forza e con più ragioni le battaglie e misurare la utilità sociale delle posizioni politiche del partito. Rifondazione Comunista per l'oggi e per il domani non per conservatorismo, dunque, ma al contrario perché, con tutti i suoi limiti, il nostro partito è una delle poche organizzazioni in Europa (c'è anche Die Linke in Germania,  e qualche altra interessante esperienza nell'Europa settentrionale) che possiede gli elementi di cultura politica per mettere a valore "l'ipotesi consiliarista e reticolare a snodi territoriali" di quello che mi piace definire il partito sociale.&lt;br /&gt;Certo, la valutazione della utilità sociale è una formulazione ambigua, che può nascondere nelle proprie pieghe sacche di opportunismo: è vero. Ma non ci sono alternative se non il principismo governista o anti-governista. Entrambe si muovono esclusivamente nel cielo grigio della politica, tendono a non "scendere a compromessi con la realtà" che è effettivamente un po' più complicata delle formule utilizzate per analizzarla. Così come si muovono e si autoalimentano in quello stesso cielo l'idea della costituente della sinistra e quella dei comunisti, entrambe senza la possibilità concreta di costruire blocco sociale, senza quella materialità che solo il duro, tedioso, a volte oscuro lavoro della costruzione sociale, territorio, per territorio e vertenza per vertenza, garantisce.&lt;br /&gt;Anche qui faccio una proposta: chi è d'accordo con il partito sociale, con la cultura del fare, con i circoli sportelli sociali, lo dica, a prescidere dalle mozioni e dalle "emozioni". Per fortuna non c'è il copyright e ci sono circoli importanti, come quello di Aversa, che hanno sempre avuto questa attitudine.&lt;br /&gt; Proviamo a farci passare l'incazzatura sulle parole e a ritrovare l'entusiasmo dei fatti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Giosuè Bove&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3429046803129748029?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3429046803129748029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3429046803129748029' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3429046803129748029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3429046803129748029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/uno-uno-e-mezzo-due-due-e-mezzo-con-una.html' title='uno, uno e mezzo, due, due e mezzo (con una premessa). Della semplicità, dell&apos;unità e dell&apos;autonomia'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-4529806508512804200</id><published>2008-05-31T10:49:00.000-07:00</published><updated>2008-05-31T10:52:23.506-07:00</updated><title type='text'>Uno, due, tre, quattro e cinque</title><content type='html'>&lt;b&gt;uno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A Salvatore, Peppe, Anna Gioia&lt;/b&gt;. Ho chiesto in diversi circoli se è possibile organizzare la presentazione del documento Acerbo. In alcuni casi ho avuto risposte, naturalmente scherzose, sulla inutilità della presentazione, perché tanto non c'è "spazio". Non mi sono lamentato, naturalmente, del tono leggero e ironico (anzi il sorridere di noi è l'aspetto del confronto politico che apprezzo di più), ma piuttosto della impostazione "da squadra" che abbiamo (e dico abbiamo, tutti noi) assunto: è evidente che la cattiva e distorta informazione sul "clima da resa dei conti" che è stata montata da organi di stampa per niente neutrali, come la Repubblica e l'Unità, nonché purtroppo da Liberazione, sul famigerato primo CPN sta producendo come un sasso nel mare onde distorsive sempre più ampie nei comportamenti delle compagne e dei compagni. Dunque nessun risentimento, ma piuttosto una preoccupazione che spero potremo superare insieme. Sono convinto che in ogni circolo i compagni sentano l'esigenza vera di capire e di partecipare al "dibattito" che come dice la parola è scuotimento, è scuotere le certezze di ognuno di noi. Io sto provando ad andare a tutte le presentazioni in cui naturalmente sono invitato, per ascoltare, e questo mi sta arricchendo politicamente e umanamente. Lo consiglio vivamente a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;due&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A Silviuccio (non il Berlusca, naturalmente) &lt;/b&gt;A leggere certe storie viene effettivamente  voglia di &lt;span style="font-family:DejaVu Sans;"&gt;﻿&lt;/span&gt;"andarsene a casa", di affrontare quella grande avventura che è la vita, e che è già attraversata da mille problemi, e mandare a cagare tutti. Ma non ce la possiamo cavare così.  E non ci sto alla "notte in cui tutte le vacche sono nere": se da parte di alcuni (quelli che sostengono "Rifondazione in movimento") si continua cocciutamente a proporre una gestione unitaria del partito, da parte dell'area che si è raccolta attorno al "Manifesto per Rifondazione" c'è al contrario una crescente impostazione maggioritaria, del "chi ci sta, ci sta!". Questa impostazione oggi davvero è inadeguata: di fronte alla rapidità con cui la destra sta affondando il coltello nella composizione sociale, di fronte alle prime squadracce fasciste, ai primi episodi di cruda repressione; ma soprattutto di fronte al crescere di consenso sociale e culturale verso la soluzione autoritaria.&lt;br /&gt;La precarietà esistenziale di questa “bella modernità” chiede risposte: e se il centro sinistra non ha saputo che balbettare, le destre offrono ricette spietatamente efficaci, che pescano nei bassi istinti, nei miti della sicurezza e delle piccole patrie, della razza e del “me ne frego”.  Di fronte a tutto ciò dobbiamo, e non è una esortazione, ma un imperativo categorico, dobbiamo! ricercare le ragioni dello stare insieme. Chi vuole metterla in rissa è un irresponsabile, chiunque esso sia. Ma non è il momento di abbandonare il campo: è necessario contemporaneamente criticare chi a parole propugna la futura gestione unitaria e poi cade anch'ella/egli nella trappola della rissa, e sostenere con forza le posizioni unitarie. Per questo, conservando i preziosi dubbi che mi consentono di non essere debole (perché le certezze, dice la pubblicità, sono dei deboli), continuo a sostenere la mozione Acerbo e chiedo a tutti di moltiplicare gli sforzi affinché il dibattito sia "depurato" da personalismi e durezze inutili, e invece sia quanto più democratico, aperto e partecipato possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;tre&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A tutti noi, ma soprattutto a Carlo&lt;/b&gt;. Alla presentazione del documento "Acerbo"  oltre naturalmente al primo firmatario Maurizio Acerbo, per l'appunto, c'erano tra gli altri Paolo Ferrero, Giovanni Russo Spena, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, ma anche Citto Maselli, Francesco Caruso e Andrea Alzetta detto ‘Tarzan’. Hanno detto cose interessanti del tipo "bisogna ricominciare da Rifondazione che serve a unire e a ricostruire una sinistra di opposizione”, e il prc “va mantenuto e rifondato a partire da una maggiore democrazia interna". O, ancora che sarebbe sbagliato "in questa fase discutere di alchimie organizzative e di leader. Dobbiamo dimostrare che la sinistra e’ utile per la società” e che “dobbiamo ripartire dai territori costruendo in ogni quartiere le case della sinistra". Che è possibile "ritrovare la gente" con un "lavoro sociale di lotta al precariato, per l’aumento di stipendi e pensioni", costruendo una sinistra "strategicamente autonoma dal Pd" in grado di lavorare per un alternativa alle destre. E che è necessario "rovesciare la piramide: ricostruire la sinistra non partendo dal vertice ma dal territorio", e che "c’e’ stata una sconfitta epocale per la sinistra dalla quale non possiamo uscire con operazioni ingegneristiche". Insomma, come in un abbraccio, la cultura più tradizionale del movimento operaio e quella più innovativa, da Genova in poi.  Ma Genova, più di ogni altra cosa, l'ha rappresentata la dolcezza della lettera di una donna minuta come i vicoli di quella città di mare e dura come l'acciaio che passa in quel porto di camalli e di rivoluzioni: la mamma di Carlo. E' la sua l'adesione più emozionante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;quattro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ecco la lettera di Haidi. Vi prego di leggerla.&lt;/b&gt; &lt;i&gt;"A Genova i processi sul G8 stanno per terminare; incontro uno dei giovani che si è speso in questi anni in difesa di 25 capri espiatori. “E dopo che cosa farai?” gli chiedo. “Non lo so, andrò in montagna, a coltivare la terra”, mi risponde, amaro. Penso che coltivare la terra sia un’ottima cosa, se si tratta di una scelta, ma non se è determinata da una disillusione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sera al circolo del Partito: dei vecchi compagni discutono animatamente. “Abbiamo perso perché ci hanno tolto questo”, sbotta uno di loro, la mano aperta su una bandiera con falce e martello. Penso che i simboli sono importanti perché ci rappresentano, parlano delle nostre idee e della nostra storia; penso che è possibile anche rinunciare ad un simbolo, quando storia e idee sono talmente affermate da non avere più bisogno di carta d’identità; ma nella voce di questo compagno c’è la rabbia di chi si sente derubato, gli sono state tolte le parole che conosceva, non gli sono stati dati altri strumenti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leggo nella lista ligure: “Il vuoto politico di questi mesi ha fatto sì che io mi senta sempre più un corpo estraneo e solo, rischiando a volte di non sapere se faccio cose giuste”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mi telefona una giovane amica: è confusa, demotivata; lo studio è deludente, il lavoro noioso ripetitivo e, neanche a dirlo, precario. Alla fine, quasi per scusarsi, dice: “Noi sognavamo un mondo migliore…”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Qualche esempio, tra i moltissimi che potrei citare, che ognuno e ognuna di voi può testimoniare. Ad ascoltare le persone si coglie un senso di smarrimento, di pessimismo, che ritrovo solo nei ricordi di trent’anni fa.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mi scrive anche Baro: “…A sinistra la gente non se la sente di consegnare un mandato in bianco ai propri referenti politici, perché da tempo si sono rotti i meccanismi di rappresentanza e appartenenza, fra la base e i vertici della sinistra.” E ancora: “…il ‘nuovo soggetto politico unitario’ non ha entusiasmato nessuno non perché sia stato fatto in fretta, ma per come è stato proposto: imposto dall’alto, senza alcun processo partecipativo, e per di più venduto come un’esigenza dettata dalla storia”. Penso che abbia ragione, che l’unica cosa da fare, davvero, non limitandoci ad una dichiarazione di intenti, sia quella di riprendere la politica dal basso, di ricominciare dalle persone. E la sua testimonianza mi sembra importante: Francesco è il compagno che segue da quattro anni reti-invisibili, il sito internet che raccoglie tante realtà, diverse tra loro ma segnate tutte da una giustizia negata. Una rete di relazioni che non ha occultato le diversità interne ma ha saputo creare un percorso positivo e duplice: da un lato superare le differenze in nome delle istanze che uniscono le reti; dall’altro rispettare comunque quelle differenze, perché costituiscono il patrimonio singolo di ogni singola realtà. Quelle realtà hanno capito che muoversi in modo unitario, su tematiche chiare e definite, è necessario. Non è troppo tardi perché anche il Partito torni a comprenderlo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Preferisco più ascoltare che parlare e vi chiedo scusa per queste mie semplici note, rubate ad altre voci. Avrei voluto assistere ad un dibattito congressuale ricco di passioni, autocritico, anche dai toni accesi, ma non spaccato in mozioni contrapposte. Mi dispiace molto che la proposta non sia stata accolta. Ed apprezzo moltissimo del documento Acerbo l’impegno ad una gestione unitaria del Partito. L’errore più grande che possiamo continuare a fare è quella di continuare a dividerci. L’umiliazione più grande, quella di assistere all’assalto del carro del vincitore.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non ci saranno vincitori, questa volta, se non sapremo fare quello che da anni andiamo dicendo: rifondare la sinistra comunista per rendere più forte la sinistra. Partendo dalle persone, dalla realtà dei loro problemi e, perché no, dai loro sogni. Con rispetto, senza strumentalizzazioni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Oggi, in campo, c’è la salvaguardia dei diritti costituzionali. Perciò, o riusciremo tutte e tutti insieme o la perdita sarà irreparabile. Ne dovremo rispondere alle generazioni future.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Auguro a tutte e tutti voi un buon lavoro!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;cinque&lt;/b&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;"Esci, partito, dalle tue stanze. Torna amico dei ragazzi di strada”&lt;/b&gt; (Vladimir Majakovskij). Mai motto fu più indovinato per un documento.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-4529806508512804200?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/4529806508512804200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=4529806508512804200' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/4529806508512804200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/4529806508512804200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/uno-salvatore-peppe-anna-gioia.html' title='Uno, due, tre, quattro e cinque'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-6510303957806459314</id><published>2008-05-31T08:52:00.000-07:00</published><updated>2008-05-31T09:07:42.730-07:00</updated><title type='text'>A Caserta: maggioranza assoluta per il documento "Acerbo" nel comitato politico della federazione provinciale</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Comitato Politico della Federazione provinciale di Caserta del Partito della Rifondazione Comunista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Composizione politica (aggiornamento h 13,00 del 31/05/2008):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;"&gt;Doc. 1 Acerbo 33 adesioni 54,10%&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;"&gt;Doc. 2 Vendola 19 adesioni 31,15%&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;"&gt;Doc. 3 Bettarello 4 adesioni 6,56%&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;"&gt;Doc. 4 Bellotti 5 adesioni 8,20%&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;"&gt;Doc. 5 De Cesaris 0 adesioni 0,00%&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://xoomer.alice.it/rifondazionecaserta/congresso2008pdf/cpf080530verbale.pdf"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Deliberato del CPF del 30 maggio 2008&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;I componenti del comitato politico della federazione provinciale di Caserta sostenitori del documento "rifondazione in movimento", primo firmatario Acerbo &lt;/b&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;1. Giosuè Bove - segretario dimissionario della Federazione di Caserta del PRC)&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;2. Consiglia Camelio - responsabile del nucleo del PRC di Roccamonfina  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;3. Salvatore Carmellino – segretario del circolo di San Marcellino PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;4. Nicola Cataletti – commissione lavoro federazione PRC Caserta  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;5. Maria Emilia Cunti - responsabile della oganizzazione segre. Feder. PRC Caserta&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;6. Adriana D'Amico – assessora al Comune di Caserta  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;7. Claudio de Pietro – segretario del circolo territoriale di Valle di Suessola PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;8. Claudio Dell'Aquila – direttivo del circolo di San Nicola La Strada PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;9. Antonio Dell'Aquila – capogruppo PRC al consiglio comunale di Caserta  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;10. Renato Delle Femine – assessore al Comune di Santa Maria Capua Vetere  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;11. Umberto di Benedetto - segretario dimissionario del Circolo di Caserta PRC  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;12. Giancarlo di Marco - segretario del circolo di Sessa Aurunca PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;13. Antonio Ferraiuolo - segretario del circolo di San Marco Evangelista PRC  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;14. Tesia Fuoco - segretario del circolo di Calvi Risorta PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;15. Ilaria Gaudagno - direttivo del circolo di Valle di Suessola PRC  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;16. Anna Giovanna Iodice - direttivo del circolo di Marcianise PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;17. Antonio Italiano - responsabile del nucleo di Dragoni PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;18. Giuseppe Leone - segretario del circolo di San Nicola La Strada PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;19. Augusto Massi - consigliere al Comune di Piedimonte Matese PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;20. Enrico Milani - assessore alla Provincia di Caserta, membro CPN PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;21. Palermo Antonella - tesoriera della federazione prov.le di Caserta PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;22. Pasquale Panico - consigliere al Comune di San Nicola La Strada PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;23. Statia Papadimitra - coordinatrice prov.le di Caserta dei Giovani Comunisti  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;24. Angelo Papadimitra - segreteria prov.le di Caserta della CGIL&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;25. Umberto pezzella - direttivo circolo Santa Maria Capua Vetere PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;26. Lorenzo Pescatore - direttivo del circolo di PiedimonteMatese PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;27. Ada Pisanti - coordinamento provincaile di Caserta dei Giovani Comunisti&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;28. Roberto Romeo - direttivo del circolo di Caserta PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;29. Roberto Rotunno - segretario dimissionario del circolo di Carinola PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;30. Vincenzo Salernitano - segretario del circolo di Lusciano PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;31. Giuseppa Sisto - direttivo del circolo di Piedimonte Matese PRC  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;32. Riccardo Stravino - segretario del circolo di Maddaloni PRC&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;33. Marina Zaccaria - presidentessa collegio garanzia fed. Prov.le di Caserta PRC  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-6510303957806459314?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/6510303957806459314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=6510303957806459314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/6510303957806459314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/6510303957806459314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/comitato-politico-della-federazione.html' title='A Caserta: maggioranza assoluta per il documento &quot;Acerbo&quot; nel comitato politico della federazione provinciale'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-1762510962618581614</id><published>2008-05-26T06:59:00.000-07:00</published><updated>2008-05-26T07:30:07.477-07:00</updated><title type='text'>Riprendere il confronto, per tornare a camminare insieme</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Appello alla sinistra politica e sociale, ai movimenti, alle associazioni, ai comitati, ai centri sociali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista ed in generale la sinistra politica in questi ultimi anni, nel tentativo di rendere permeabile &lt;span style="font-family:DejaVu Sans;"&gt;﻿&lt;/span&gt;il governo di centro sinistra alle istanze radicali, ha provato a trattare e a mediare dall'interno, attenuando ed in alcuni casi interrompendo il suo rapporto con i movimenti e con la società organizzata. Quel tentativo si è infranto sul muro dei rapporti di forza politici e sociali, decisamente sbilanciati verso i poteri forti. La risposta nel “cielo della politica” si è rivelata impotente e “incompresa”, approfondendo le distanze con la società organizzata, fino all'esito disastroso delle scorse elezioni politiche. E intanto è venuta avanti, senza una reale resistenza, una tendenza reazionaria di massa, nutrita dal consenso per il pugno d'acciaio, per la tolleranza zero, per l'uomo forte. Del resto non è la prima volta che ciò accade, e il “ventre” da cui, nella vecchia Europa, nacque il nazifascismo “è ancora gravido di mostri”.   &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La precarietà esistenziale di questa “bella modernità” chiede risposte: e se il centro sinistra non ha saputo che balbettare, le destre offrono ricette spietatamente efficaci, che pescano nei bassi istinti, nei miti della sicurezza e delle piccole patrie, della razza e del “me ne frego”. La militarizzazione della “questione rifiuti”, la durezza della reazione esemplare a Chiaiano, con la violenza poliziesca apparentemente gratuita, ma invece dosata esattamente per sottolineare l'efficacia decisionista; l'esaltazione del tema della sicurezza in chiave anti-stranieri, la rapidità con cui il governo delle destre sta mettendo sul tavolo le proprie ricette xenofobe, rispondono coerentemente all'obiettivo di ricostruire, nella contrapposizione con il diverso, una identità collettiva e nella soluzione dei problemi certezze, seppure misere, aprendo, volutamente o meno, ma questo è secondario, il “vaso di Pandora” dell'odio razziale: i pogrom anti-rom a Ponticelli e il raid punitivo al quartiere Pigneto a Roma contro i migranti non sono stati certamente avvenimenti inattesi. Non era in discussione il se, ma solo il quando. E altri ne verranno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dentro questo quadro generale se la reazione della sinistra politica, nelle sue diverse articolazioni, fosse un rinchiudersi dentro le proprie mura, i propri riti, le proprie insopportabili querelle, anch'essa alla ricerca di qualche certezza, peraltro necessariamente misera, sarebbe non solo un suicidio politico, ma anche un venir meno grave ai compiti storici che questa fase, volenti o nolenti, ci affida. E' necessario invece riprendere il duro e faticoso lavoro della costruzione sociale, del radicamento, della organizzazione, dello stare dentro le masse popolari. E per riprendere questo percorso non basta semplicemente l'autocritica “del linguaggio” e “delle forme”, o, ancora, la “riflessione generale” sul primato della prassi: si tratta piuttosto di praticarlo direttamente e per davvero.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo significa in concreto sul nostro territorio che “i silenzi” e “le assenze” devono cessare immediatamente. Devono cessare sulla precarietà e l'insicurezza del lavoro, costruendo capacità di intervento e sostenendo l'autorganizzazione dei soggetti sociali, difendendo i presidi di altra democrazia non delegata che sono i centri sociali, le associazioni, i comitati. Devono cessare sui migranti, non per costruire solidarietà pietista, ma una alleanza "di classe" dentro il percorso per un nuovo movimento operaio; devono cessare sul Macrico e l'assetto del territorio di questa città e di questa provincia, valorizzando la progettualità sociale e dal basso che si è espressa in questi anni; devono cessare sull'emergenza rifiuti, sull'immobilismo e sui condizionamenti affaristico-clientelari negli enti locali, anche qui valorizzando pienamente le esperienze dell'autorganizzazione sociale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per questo riteniamo necessaria e urgente una ripresa del confronto sulle cose da fare, innanzitutto, senza escludere anche la discussione “sui massimi sistemi”, ma dando priorità alle questioni e alla cultura del fare. E facciamo una proposta: dedicare una giornata, entro una quindicina di giorni, ad un incontro tra sinistra politica, tutta quella interessata, i suoi rappresentanti istituzionali ed i movimenti, le associazioni, i comitati. Per stabilire un piano di lavoro minimo, senza mettere il carro davanti ai buoi, ma senza nemmeno eludere la necessità della costruzione di una rete che provi, oggi, di fronte all'oscurità dilagante, a farsi trincea resistente; e che, nel costruire società, ragioni anche di un altro mondo possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giosuè Bove, Umberto di Benedetto&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-1762510962618581614?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/1762510962618581614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=1762510962618581614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1762510962618581614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/1762510962618581614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/riprendere-il-confronto-per-tornare.html' title='Riprendere il confronto, per tornare a camminare insieme'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-3469458196168007557</id><published>2008-05-16T23:07:00.000-07:00</published><updated>2008-05-16T23:18:15.791-07:00</updated><title type='text'>L'unità nella "costruzione sociale"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Giosué Bove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho notato che in tutti i documenti nazionali è stato in qualche modo rimosso ogni riferimento al superamento, alla dissolvenza o allo scioglimento di Rifondazione. Personalmente su questo tema ho sentito il bisogno in tempi non sospetti, nel settembre del 2007, di fare una riflessione "teorica" che ho consegnato al dibattito collettivo con il numero 0 di movimentazione. Anche nei momenti in cui andava un po' di moda "l'andare oltre" avevo la posizione che ho oggi: e cioè che la sinistra rischiava di scomparire per effetto di un processo di lunga durata, che le ingegnerie politiche delle costituenti (e dei pateracchi) non avrebbero risolto il problema, che la rifondazione comunista era (ed è) necessaria per l'oggi e per il domani come organizzazione e come ricerca, che la questione centrale era (ed è) la costruzione "sociale" di un nuovo movimento operaio ... Dunque dovrei essere contento di questa "rimozione". E invece no:  non mi è piaciuta né la demonizzazione delle posizioni che sostenevano con determinazione la necessità di "accellerare" in direzione di una sinistra non divisa in mille rivoli, né d'altra parte posso apprezzare la rimozione dell'oggi da parte di chi quelle posizioni ha sostenuto forse con un sovrappiù di sufficienza, ed in qualche caso di arroganza, di fronte all'articolarsi reale del dibattito nel partito e nella società. D'altro canto neanche mi convince il posizionamento "doppista" di chi, pur condividendo il percorso proposto dall'appello "Comunisti Uniti", sacrifica completamente alla tattica la propria convinzione: perché anche quella è una tesi importante (che io non condivido) ma che non può essere espunta solo per questioni di "opportunità": in questo modo si rischia di sotterrare gli argomenti veri, schiacciando tutto sulla posizione più "conveniente", meno "scomoda", "facendo della ipocrisia una formula di poesia" e sprecando l'occasione importante di libera discussione e di produzione teorica che questo congresso può ancora essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo in tutti i documenti si sostiene di ripartire da rifondazione. E dunque questo è un importante elemento di unità. Spero che partire da rifondazione significhi partire dalla ricerca e dalla elaborazione teorica di rifondazione, e non dall'abitudine di "dire una cosa e fare l'esatto contrario", praticamente su tutto. Abbiamo fatto così con la sinistra europea, teorizzata come rete orizzontale e dal basso e praticata come affastellamento di ceti politici, dall'alto e quando ci si riusciva anche dal basso. Abbiamo fatto così con la storia della rotazione e dei doppi mandati: l'abbiamo detto e scritto un milione di volte, l'abbiamo giurato a Carrara. Poi puntualmente le cariche di segretario ai diversi livelli si accumulavano a quelle di consigliere, assessore, parlamentare. Abbiamo fatto così con la storia delle donne: vanno bene quando non rompono, ma se pretendono di "contare" anche loro, di ottenere "riconoscimenti e visibilità", allora si fa melina. Ancora oggi: in tutti i documenti si critica la piega leaderistica del dibattito, che ha, io penso per eccesso di generosità, strozzato di fatto da ormai diversi anni non solo il dibattito ma anche l'agire concreto del partito. Poi si apre il congresso e uno "si candida a segretario" e c'è chi lo sostiene e  e c'è pure chi lo avversa, mentre sarebbe utile una sana distanza dalla questione del leader: senza nulla togliere a chichessia, non credo siano utili, in questa fase, né gli eroi, né i salvatori della patria, e nemmeno i capri espiatori: ma piuttosto una discussione seria, leale, partecipata, convincente dei "perché" di questa sconfitta storica e dei "come" uscirne.&lt;br /&gt;Il congresso alle porte può essere una grande occasione di dibattito e di produzione di cultura oltre che di linea politica, purché non venga sacrificato ad una conta sul segretario nazionale o, a livello locale, su quello provinciale. Al contrario, sulla base di un confronto quanto più libero, orizzontale e fruibile, il dibattito, deve, a parer mio, provare a costruire una gestione del partito basata sulla "cultura del fare", "unitaria" dal punto di vista del concreto agire e non di astratti schieramenti, a volte di convenienza. Dove è possibile, ed io spero che sia possibile nella nostra federazione (a Caseta, ndr), dobbiamo provare a fare una discussione sulle culture e sulle linee politiche, ritrovandoci poi unitariamente sulle cose da fare (o più precisamente sul metodo e sulla democrazia, decidendo insieme le cose da fare); discutendo sui "massimi sistemi" e agendo "sulle cose concrete". Ritrovando il piacere cioè di confrontarci senza la preoccupazione del posizionamento e intanto provando a costruire una "cultura del fare" nella "costruzione sociale". Per esempio, ma è solo uno degli esempi possibili, trasformando pian piano i nostri circoli da luoghi di semplice discussione politica in veri e propri sportelli sociali, dove non solo sosteniamo e promuoviamo le vertenze, ma facciamo anche volontariato politico e sociale, assistenza legale, del lavoro, promozione di gruppi di acquisto: insomma dove ci apriamo concretamente alla dimensione quotidiana della società. Non per fare un partito di servizio, ma piuttosto per rimettere i piedi a terra, dentro quella terra aspra e terribile che è la società. E attraverso questa esperienza dare gli strumenti alle compagne e ai compagni per crescere, per "formarsi" nel dibattito teorico e politico e forgiarsi nella pratica di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' su questa unità del fare che io vorrei scommettere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-3469458196168007557?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/3469458196168007557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=3469458196168007557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3469458196168007557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/3469458196168007557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/lunit-nella-costruzione-sociale.html' title='L&apos;unità nella &quot;costruzione sociale&quot;'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-6612001226106452879</id><published>2008-05-13T14:21:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T14:29:34.639-07:00</updated><title type='text'>Per una efficace politica meridionalista</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Vito Nocera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del 2006 la SVIMEZ ha festeggiato i 60 anni della sua attività di ricerca e documentazione sui problemi del Mezzogiorno. Era nata nel 1946 ad opera di un gruppo di meridionalisti in cui spiccavano Rodolfo Morandi e Pasquale Saraceno, che ne fu presidente dal 1970 al 1991. Erano entrambi del Nord . Oggi è raro che uno studioso nato al Nord si occupi del Mezzogiorno. Prevale nel sentimento e nell’opinione pubblica del Nord, così come nella politica e nell’economia, l’idea che il Sud è un problema marginale se non addirittura un peso per lo sviluppo del Paese. Una vera e propria dissoluzione del Sud d’Italia dal discorso economico e politico.&lt;br /&gt;Partecipando due anni fa a quella ricorrenza il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, rivendicò una politica nazionale volta a risolvere sia pure gradualmente i problemi del Mezzogiorno. Problemi attuali e al tempo stesso complessi. Anche il voto di Aprile ha confermato che i tempi per questo impegno non sono troppo favorevoli e già i passi del governo precedente non avevano sostanzialmente impresso alcun impulso nuovo. A ciò tra l’altro ha concorso negli anni il declino delle forze politiche a insediamento diffuso su tutto il territorio e ciò ha penalizzato il Sud privandolo in realtà di rappresentanze effettivamente riconosciute e rispettate a livello nazionale e privando contemporaneamente l’Italia di una visione unitaria dei problemi del Paese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA SITUAZIONE ECONOMICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venti gelidi soffiano sull’economia italiana, più freddi ancora quelli che spirano sulle regioni del Mezzogiorno. Il Fmi nel rapporto pubblicato agli inizi di Aprile prevede che quest’anno l’Italia crescerà di poco o per niente, meno dell’1%, mentre l’inflazione sarebbe destinata a stabilizzarsi al di sopra del 2%. Le cause del rallentamento della crescita sono comuni All’Italia e ad altri paesi europei. Le ripercussioni della crisi finanziaria internazionale avviatasi negli Usa nella seconda metà del 2007, l’euro diventato moneta forte che scoraggia le esportazioni europee, una politica monetaria restrittiva della Banca centrale europea che non aiuta gli investimenti. I prezzi intanto aumentano trascinati dal petrolio e dalle materie prime la cui domanda internazionale cresce perchè trainata dai redditi e dalle produzioni dei paese emergenti, prime fra tutte Cina e India, e perché la speculazione finanziaria si è spostata sui mercati dei beni primari dopo aver abbandonato i mutui sulle abitazioni, i titoli di borsa, i crediti derivati. Nel caso italiano ha inciso anche la situazione politica rimasta incerta in tutto il biennio 2006 – 2007 e che ora ha trovato una decisa soluzione a destra che se stabilizza il quadro ne apre nuovi motivi di difficoltà e inquietudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CONDIZIONE DELLE REGIONI MERIDIONALI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo quadro le regioni meridionali risultano le più colpite anche a causa di difficoltà storiche e delle criticità odierne, si pensi alla crisi dei rifiuti in Campania, al calo generalizzato in tutto il Sud della domanda di turismo, alla stessa flessione delle vendite dei prodotti agroalimentari,&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La Campania quest’anno si avvia ad una crescita zero del Pil, ad un ulteriore calo dell’occupazione regolare, accompagnato da fenomeni di scoraggiamento che investono soprattutto le componenti più deboli ( giovani e donne ) le quali si ritirano dal mercato del lavoro regolare. Ad una inflazione più alta della media italiana anche a causa di un sistema distributivo inefficiente. Così come particolarmente critica è la situazione delle famiglie che si situano al di sotto della soglia di povertà ( un quinto di tutte le famiglie della regione) e delle famiglie monoreddito che prevalgono ampiamente sul totale. E dalla Campania – così come da altre regioni del Mezzogiorno – è ripreso un flusso di emigrazione interna, soprattutto di giovani e ragazze istruiti, che sfiora ormai i livelli quantitativi degli anni ’60.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE POLITICHE DEI GOVERNI RECENTI  IL GOVERNO BERLUSCONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 10 – 12 anni hanno avuto , pur con lievi differenze, un forte segno di disattenzione al Mezzogiorno e perfino di ostilità. E il governo che si è appena insediato nasce con l’obiettivo dichiarato di completare per conto della Lega quel federalismo fiscale di cui quel partito ha fatto la principale sua ragione di presenza e di esistenza. Se la capacità di spesa delle Regioni viene strettamente collegata alla loro capacità di raccolta fiscale è chiaro che le regioni più ricche, che raccolgono più risorse, che hanno un Pil più elevato, avranno più risorse da investire in servizi e sviluppo, le più povere lo diventeranno ancora di più. Recenti dati diffusi dalla Banca d’Italia chiariscono bene come la spesa delle Amministrazioni locali della Campania rispetto alla popolazione è significativamente più bassa della media delle regioni a statuto ordinario mentre quelle a statuto speciale spendono più del doppio. Gli stessi dati indicano che la spesa pubblica in tutto il Mezzogiorno ha subito una caduta verticale. E dati Svimez recenti confermano queste tendenze. Lo stesso vale per le spese in conto capitale complessive del Mezzogiorno che risulta di molto inferiore agli obiettivi programmati ritenuti gli obiettivi minimi necessari per fronteggiare le normali esigenze di una così grande parte del Paese. Dati che parlano dunque della mancanza di un disegno nazionale per il Mezzogiorno, dello strangolamento di regioni ed enti locali meridionali, del mancato cofinanziamento dell’unica legge oggi esistente in Italia, quella della Campania, che, pur nei limiti noti, esercita un contrasto alla povertà tramite un reddito di cittadinanza e un previsto pacchetto di servizi gratuiti. Dati che parlano anche di una difficoltà seria della classe politica meridionale che – anche a sinistra – più che studiare e capire i dati della realtà – ha spesso insistito in forma propagandistica e provinciale sulle criticità tutte interne al Mezzogiorno, certo esistenti, enfatizzandole però oltre misura concorrendo ad indebolire ulteriormente la già fragile percezione nel senso comune del Paese di questa parte dell’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SALARIO SOCIALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul federalismo fiscale e sulle forme, anche più estese, di salario sociale occorre invece suscitare un grande movimento di opinione e di massa che muova dal Mezzogiorno investendo movimenti di disoccupati, sindacati, amministrazioni locali democratiche, quelle che ancora per fortuna non sono state travolte dalle destre e che vanno orientate in uno sforzo sempre di più geopolitico di coagulo di forze e di istanze di mobilitazione meridionalista. La giusta attenzione alle politiche locali, alle scelte delle amministrazioni, alla nostra autonoma iniziativa sociale e politica critica, non deve incorrere nell’autolesionismo di evitare di investire su questo terreno per costruire l’opposizione sociale e politica al governo Berlusconi e in essa valorizzare le proposte del Mezzogiorno d’Italia. Non si tratta di sottovalutare le contraddizioni locali ma di saperle risolvere dentro una spinta tesa a cambiare la politica economica del Paese, riprendere un adeguato flusso di spesa verso il Sud, orientarne con politiche pubbliche lo sviluppo, riorganizzarne il riscatto economico e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo respiro si comprende meglio anche perché i fondi europei hanno inciso così poco sul dato macroeconomico e che i comuni, tanti, in assenza di trasferimenti ordinari hanno utilizzato le risorse straordinarie sugli interventi ordinari. Per questo va fatto una battaglia perché la programmazione per i prossimi sette anni vada ispirata a criteri di concentrazione di risorse e di opere in modo da superare la frammentazione della spesa e produrre interventi più capaci di produrre segnali forti  sul piano dell’occupazione  e della qualità sociale ed ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si vuole dare una densità alla ricostruzione del Prc e della sinistra nell’opposizione alle politiche del governo delle destre non si potrà sfuggire a una grande battaglia del Mezzogiorno nei confronti delle scelte, da anni delineate, dello Stato centrale al di là dei diversi governi che lo hanno guidato. Movimenti, rappresentanze sindacali, amministrazioni locali democratiche, a partire da Campania e Puglia che devono definire tra loro un più stretto rapporto operativo. Se il federalismo fiscale è così iniquo, se non ci sono scelte di indirizzo produttivo anche per dare una base produttiva materiale e di infrastrutture di qualità ad una realtà così vasta del Paese, se non ci sono misure di sostegno al reddito, perché tanta timidezza con le scelte fatte in questi anni a Roma ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un paese che si spezza, che è attraversato drammaticamente da una nuova acutissima questione sociale del lavoro salariato e delle sue moderne subordinazioni che trovano oggi riferimento a destra. Con gli squilibri sociali e territoriali che alimentano conflitti che sempre più spesso non incrociano politica e istituzioni, con il baratro cosi ampio tra politica e paese, la consapevolezza dei pericoli di forzare un conflitto da una parte del Paese deve essere presente. E però qualche scelta occorre farla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTRO LO SVILUPPO DIPENDENTE PER UN MOVIMENTO MERIDIONALISTA SU BASI SOCIALI E GEOPOLITICHE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attestarsi solo sul proprio territorio senza andare più a fondo ai nodi aperti sull’indirizzo del paese fa correre il rischio di subire l’implosione, l’isolamento, la crisi sotto il peso di contraddizioni e di problemi che non si riescono a risolvere senza aprire un’altra prospettiva economica e sociale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Le destre tentano ormai da anni con la spinta della Lega a svolgere dal Nord questo ruolo e ora ad insinuarsi anche nel Mezzogiorno con operazioni come quella del movimento di Lombardo. Serve a sinistra, fuori da contrapposizioni tutte localistiche che rischiano di muoversi sugli indirizzi dettati dalle destre, una diversa capacità, sia al Nord che al Sud, di comprendere meglio le condizioni sociali dei rispettivi territori e costruire, dentro una linea nazionale, l’autonomia delle vertenze e delle prospettive delle diverse parti del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che ci serve è un progetto vero per il Sud, un progetto capace di avere l’ambizione grande di forzare i vincoli della storica dipendenza economica . E per questa via intaccare un quadro sociale ed economico in cui persiste e anzi si accentua la presenza e il peso delle organizzazioni criminali. Un Mezzogiorno che restasse confinato nel suo destino storico di area di consumo, di manodopera a basso costo cui si destinano i segmenti poveri e nocivi della produzione e in cui il modello della precarietà del lavoro non può non avere un effetto sociale più devastante che altrove, non ce la farebbe a trovare anticorpi materiali al potere criminale che non si può contrastare solo con la pur necessaria rivolta etica e morale&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-6612001226106452879?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/6612001226106452879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=6612001226106452879' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/6612001226106452879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/6612001226106452879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/per-una-efficace-politica.html' title='Per una efficace politica meridionalista'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2678470224412219586.post-8077609649461333751</id><published>2008-05-13T12:45:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T13:09:49.656-07:00</updated><title type='text'>La crisi del progetto dell'Unione e l'esito del voto</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Vito Nocera &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;contributo al dibattito del Comitato Politico Nazionale del PRC del 10 e 11 maggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L ‘ ondata di paura e di insicurezza che le destre hanno saputo alimentare e interpretare appare – più ancora dopo la replica romana al risultato del 13 e 14 Aprile – una delle cause prevalenti, unitamente a ragioni più di tempo lungo, dell’esito del voto. La fragilità e la debolezza con cui il vecchio schieramento dell’Unione ha cercato di fronteggiare in questi due anni questo clima che montava sono state sconcertanti. La congiuntura storica e politica aveva assegnato a quelle forze un compito gravoso: tentare di disarticolare il consolidarsi di una nuova egemonia sociale delle destre che si avvertiva stava crescendo nel Paese. Già il risultato del 2006 aveva evidenziato la debolezza di radicamento dell’Unione nel tessuto del Paese. Cinque anni di governo delle destre e di mobilitazioni e protagonismo di tanti movimenti non erano bastati ad una affermazione un po’ più netta. Era il primo campanello d’ allarme. La politica di Veltroni ha fatto il resto. Spostando tutto sul terreno politicista dei rapporti o delle rotture tra forze politiche le quali prive tutte di un autentico e significativo insediamento sociale vi si sono rassegnate.&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Che i due anni di alleanza avessero consumato, più per le sue modalità che per le pur notevoli divergenze, la possibilità di riproporre al Paese lo stesso schieramento era chiaro. Ma ciò che è mancato è uno sforzo di costruire un terreno nuovo anche di unità, ideare un altro modo di mettere insieme le forze. Si è pensato in entrambi i soggetti che avrebbero dovuto costruire questo sforzo che fosse chiuso un ciclo, esaurita la necessità di mantenere aperto un filo unitario. In questo modo si è sottovalutata la condizione del Paese, le sue fratture e paure, il suo rimodellarsi dentro il nuovo tessuto di egemonia costruito con paziente intelligenza dalle destre. E’ venuta al pettine l’incapacità, culturale prima ancora che politica, a concepire il tema delle alleanze come questione in primo luogo di carattere sociale. E’ infatti la spiegazione povera di chi alla sconfitta di Roma reagisce ricordando che lì l’accordo con la sinistra c’era. E’ il segno di questa pigrizia di fondo che da un lato ha rotto politicisticamente l’alleanza, dall’altro l’ha riproposta ma con lo stesso schema, povero e asfittico, dunque incapace di produrre un risultato.&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Le forze del lavoro e la nuova composizione di classe&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le politiche di compressione della domanda e del salario hanno segnato il corpo vivo del lavoro dipendente spezzando un nesso forte col movimento sindacale a sua volta diviso tra chi si accontentava visto il clima e chi pensava di forzare. Gli uni e gli altri impossibilitati a dare un messaggio di ricomposizione al mondo del lavoro per non parlare di quella nuova composizione tecnica del lavoro fatta di precari, di lavoro cognitivo e immateriale, di cooperatori sociali o lavoratori autonomi autosfruttati, cioè quella composizione di classe che il movimento di Genova aveva depositato e col quale, in particolare noi, facendone un feticcio simbolico, abbiamo mancato l’appuntamento storico e strategico. Privo di questo argine il governo, già indebolito dalle proteste corporative di tante categorie, è andato al confronto con le destre, così capaci di suscitare mobilitazioni sociali orizzontali – privo di una alleanza salda e necessaria, se non con quel movimento grande che ci aveva convinti della possibilità di tentare la sfida del governo, almeno coi sindacati e con ciò che resta delle forze classiche del movimento operaio organizzato. Il ciclo storico che ha caratterizzato l’Italia si è da tempo affievolito. Non è una novità neppure il voto a destra di tanti lavoratori. M negli ultimi dieci - quindici anni la contesa era rimasta aperta. Non a caso lo stesso movimento sindacale, pur tra limiti e problemi, ha continuato ancora ad esercitare un ruolo. D’ora in poi però cambia tutto e il sindacato, quali che saranno le sue scelte, è chiaro che finisce anch’esso duramente sotto attacco.   &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il ruolo e gli errori soggettivi di Rifondazione Comunista e la sconfitta di Veltroni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;In questo esito drammatico le nostre responsabilità non sono poche. Non abbiamo saputo esercitare quel ruolo necessario a condizionare positivamente la coalizione, per il venir meno certo di una spinta dei movimenti, ma anche per l’incapacità a costruire il peso sulle istituzioni di un disagio sociale più limitato ma comunque vivo.&lt;br /&gt;Parimenti, e quasi come una conseguenza di ciò, non abbiamo saputo conservare quel profilo di sobrietà unitaria necessario in grado non solo di non lacerare ulteriormente i fili di un dialogo in fondo spezzato da Mastella, ma soprattutto di non essere così tanto esposti a pagarne i prezzi, come è avvenuto, anche in caso di rottura. Il fallimento reciproco delle rispettive strategie (Veltroni da una parte, l’Arcobaleno dall’altro) impongono grandi mutamenti. Non solo congiunturali. Perché l’esito cui giunge la vicenda dell’Italia parla di processi profondi inscritti dentro vicende ancora più grandi che hanno trasformato gli stessi assetti del mondo nel corso degli ultimi venti – venticinque anni. Tante illusioni provinciali e di parte si sgretolano al cospetto di fenomeni giganteschi, più di fondo, e anche più recenti, che segnano il violento e pervasivo cambio di volto dell’Italia. In presenza di  questo esito nazionale del ciclo lungo del capitalismo dopo l’89, della potenza e della crisi anche della globalizzazione, della nuova e sconvolgente realtà della guerra su dimensioni di fatto mondiali e alla vigilia di un nuovo ciclo di crisi economica drammatica in tutto il mondo, le forzature provinciali sulla nascita del Pd e sulle primarie, le sue ambizioni di nuovismo svaniscono del tutto. Così come appaiono in una luce diversa tante nostre elaborazioni, lo stesso congresso di Venezia, esperienze di positiva innovazione che restano per noi importanti ma che non vanno feticizzate perché anch’esse poco hanno potuto ed inciso nel cuore profondo dei processi materiali che in questi anni mordevano il Paese. &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2678470224412219586-8077609649461333751?l=movimentazionedibattito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/feeds/8077609649461333751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2678470224412219586&amp;postID=8077609649461333751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/8077609649461333751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2678470224412219586/posts/default/8077609649461333751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movimentazionedibattito.blogspot.com/2008/05/la-crisi-del-progetto-dellunione-e.html' title='La crisi del progetto dell&apos;Unione e l&apos;esito del voto'/><author><name>movimentazione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08759068781258074283</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
